Acr Messina, il terzo atto della famiglia Sciotto

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Pubblicato il 5 Luglio 2019 in Primo Piano

Non c’è Pietro Sciotto, tornato presidente, nel giorno della presentazione del nuovo Acr Messina. Il figlio Paolo resta in prima fila, spiega come fatti familiari importanti abbiano segnato questi mesi, ma non si tira indietro nel momento delle responsabilità.

LE SCUSE – “Abbiamo commesso degli errori, le scuse sportive non possiamo negarle. Ammettiamo di non aver fatto tutto nel migliore dei modi, quello che non manca nella nostra famiglia è l’amore per il Messina, per l’Acr Messina”. Prima sottolineatura forte per Paolo Sciotto, l’amministratore delegato giallorosso specifica più volte l’acronimo Acr quasi a voler chiarire e mettere distanza da altre realtà. Presa di responsabilità importante da parte del rappresentante della proprietà, arrivano le scuse per gli errori commessi e la chiara voglia di non voler più bazzicare sul fondo classifica. “Ci metteremo cuore e passione, chiedo alla stampa e alla tifoseria di starci vicino, ai tifosi dico che mi prendo la responsabilità di alcuni miei gesti, la tensione porta a commettere degli errori. Metteremo a servizio della squadra la nostra passione, vogliamo tornare a lanciare messaggi di positività”. Accanto a lui c’è la nuova dirigenza: i ringraziamenti arrivano per chi lo ha accompagnato nei mesi scorsi, poi tocca a Manzo, D’Arrigo e Rando e infine al nuovo ds Obbedio. L’uomo più atteso è proprio l’ex centrocampista giallorosso, al suo lavoro è affidato il vero rilancio sportivo.

LE NUOVE VOCI – Il direttore operativo Davide Manzo è il gran cerimoniere della serata: traspare immediatamente il grande affiatamento col resto della dirigenza e dello staff comunicazione (capitanato da Giuseppe Fontana), il modello Camaro trasferito all’Acr nella speranza di trovare la linea mai tracciata dagli Sciotto. La proprietà apre le danze e lascia spazio, come è giusto che sia, ai nuovi protagonisti. Il direttore generale D’Arrigo prende parola per chiarire che gli abbonamenti verranno valutati solo a ritiro concluso, il messaggio è chiaro: zero proclami e prima i fatti. Stesso spartito per Pasquale Rando che passa subito alla concretezza: “Quando la famiglia Sciotto ci ha chiamato ci ha messo a disposizione una cifra più che adeguata, non amo giocare coi numeri ma non voglio che qualcuno ci ricami sopra. Siamo realisti e non facciamo voli pindarici, alla proprietà abbiamo chiarito che dal comparto pubblicitario, del botteghino e abbonamenti ci aspettiamo zero euro. Primi i fatti, poi vedremo. Sul campionato dico soltanto che non amo chi si arrende, il Bari lo scorso anno ha vinto anche perché le altre hanno mollato già in estate. Ci sarà il Palermo nel nostro girone? Peggio per loro”. Solo nel finale si concede una battuta sprezzante, un Rando pragmatico che conosce la piazza e non regala promesse. Il più atteso, come detto, resta Antonio Obbedio e la costruzione tecnica dei giallorossi. Poche parole, anche per lui, ma messaggi diretti.

DIMENTICARE IL PASSATO – “Non amo sprecare chiacchiere, Messina è casa mia e mi ha entusiasmato la chiamata della famiglia Sciotto. Ho trovato subito una grande organizzazione e faccio i complimenti alla dirigenza. Messina è una piazza ambiziosa che conosco bene, alla gente però dico di dimenticare il passato. Siamo in Serie D, dobbiamo fare il massimo per tirarci fuori ma non faremo promesse e non diremo che dobbiamo vincere il campionato. Lavoriamo seriamente e sono sicuro che arriveranno i risultati”. Antonio Obbedio è pratico, diretto e non cerca di arruffianarsi nessuno: l’anno trascorso nella “sua” Lucca lo ha segnato per le difficoltà avute, un piccolo miracolo che rivendica ma sul quale non si culla. Il nome del nuovo allenatore non esce mai, anzi vengono spazzati via quelli fatti fin qui: “Sono un tipo ermetico, non amo dare notizie in anteprima. Abbiamo valutato diversi profili, allenatori diversi ma duttili tatticamente come piacciono a me, questo è un campionato che va capito. Alcuni hanno rifiutato per motivi personali, altri non ci hanno convinto. Sarà un nome che non avete detto, lunedì sarà in città e gli spiegherò tante cose di Messina. Il Palermo? Non parlo mai di passato, ma io il Palermo l’ho battuto. Decide sempre il campo, come per il budget che sarà adeguato solo se vinceremo sennò prenderemo critiche comunque”. Sul mercato non trapela nulla, si lavora sulla visione dei ragazzi del Camaro e sono stati valutati i tesserati della scorsa stagione, il tempo c’è e nessuna fretta accompagna Obbedio e Rando.

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