Bari-Messina, un’ottima scusa

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Pubblicato il 5 Gennaio 2019 in Primo Piano

Feste finite, sosta utile per ricaricare le batterie e capire quale strada intraprendere. Silenzio rotto per le classiche frasi fatte e girone di ritorno che si apre con l’ostacolo Bari sulla strada. La sfida che, nei sogni, doveva rappresentare lo scontro diretto della stagione viene derubricato, invece, nella speranza di evitare una brutta figura. Il 2018 ha lasciato una classifica ignobile dovuta a prestazioni al limite dell’imbarazzante, tutte cose che però non sembrano essersi palesate davanti agli occhi di dirigenti e tecnici. La favola della difesa di ferro si scontra con la sfilza di gare senza reti, o meglio, senza tiri in porta. Con una serie di 0-0 questo Messina può sperare di salvarsi ai playout, solo trovando un vero gioco offensivo si potrà pensare a qualcosa di vicino alla decenza. L’arrivo di Marzullo e Baldé non va confuso con la risoluzione dei problemi: entrambi portano maggiore esperienza, il loro impatto è però al momento teorico, senza un contesto calcistico reale saranno gli ennesimi sacrificati sull’altare del non-calcio proposto da Oberdan Biagioni. Il tecnico romano ha ricevuto un dono natalizio immeritato: la sua conferma va contro la logica dei risultati e del gioco, ora dovrà essere lui a smentire gli scettici e ripagare la fiducia di Sciotto. Non battere Roccella e Rotonda, e riuscire nell’impresa di perdere contro la peggior Sancataldese degli ultimi anni, doveva bastare a decretare la fine dell’avventura di Biagioni in riva allo Stretto. Anche per evitare di sentire, per l’ennesima volta, la sfilza di giustificazioni mai lanciate in direzione dell’autocritica. Il mercato ha rinforzato il gruppo dal punto di vista sia tecnico che della personalità, adesso toccherà al gioco, ma questo è un discorso che siamo costretti a ripetere e che, probabilmente, ha stancato sia noi sia chi legge.

RICOSTRUZIONE – La struttura è stata riscritta su una difesa più cattiva e che regala maggiori garanzie fisiche, la speranza è che il buon esempio trascini il resto della squadra che però andrà fatta suonare secondo spartito. La continuità nelle scelte è il primo  passaggio: difesa e centrocampo sembrano aver trovato i giusti protagonisti, con l’unica incertezza legata agli under. I quattro giovani da schierare sono un obbligo osceno di questa categoria, facciata inutile per la non valorizzazione dei giovani. Premessa a parte, per Biagioni le certezze sembrano essere Barbera, Biondi e Amadio con Tedesco e Meo a completare il quartetto. Gli arrivi di Marzullo e Baldé, però, sembrano andare contro il giovane ex Locri con Meo che scalda i guantoni e Torma alla ricerca di un under da piazzare tra esterno e linea difensiva per non costringere Lourencon a panchine forzate. Diventa difficile scrivere di Messina, perché la sosta sembra aver cancellato dalla mente di qualcuno il disastro prodotto in questi mesi, tanto da confondere un paio di partite senza reti in semi-imprese. Qualche nome c’è, calciatori di categoria che daranno tutto per scalare la classifica ma ai quali non potrà essere chiesto di compiere miracoli all’interno di un complesso precipitato ben oltre il fondo del barile.

CAMPO – Il rientro di Barbera e il mancato transfer di Marzullo e Baldé facilitano le scelte di Biagioni: in porta Lourencon non ha il peso delle scelte under da subire, davanti a lui Sambinha con Zappalà e Ferrante dovranno contenere la forza offensiva dei pugliesi. Nulla potranno senza una mediana attenta dove il pacchetto centrale con Genevier protetto da Amadio e Biondi sembra una buona certezza, Janse e Barbera sulle corsie con Tedesco e Arcidiacono in avanti completeranno l’undici. Per il Bari parla la classifica: la squadra di De Laurentiis viaggia secondo programmi, la Serie C sarà la conseguenza di investimenti che in categoria non potrà permettersi nessuno, finire a decine e decine di punti, però, rappresenterà la pochezza degli avversari. Fare la parte delle vittime sacrificali non è degno della storia del Messina, nel totale rispetto dei valori delle due squadre i giallorossi dovranno lanciare un messaggio, soprattutto, a se stessi. Diretta DAZN, un’altra piccola illusione di far parte del calcio che conta.

BARI (4-3-3) Marfella; Bianchi, Di Cesare, Mattera, Nannini; Langella, Bolzoni, Hamlili; Neglia, Simeri, Floriano. All. Cornacchini

MESSINA (3-5-2) Lourencon; Sambinha, Zappalà, Ferrante; Janse, Amadio, Genevier, Biondi, Barbera; Tedesco, Arcidiacono. All. Biagioni

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