Camaleonte Di Napoli, la sua duttilità spegne un Benevento confuso

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Pubblicato il 24 settembre 2015 in Tattica

Benevento era un banco di prova importante, oltre che per il Messina anche per il suo allenatore. Gaetano Auteri è uno degli avversari più complicati della Lega Pro, per Di Napoli trovare le contromosse di successo era esercizio difficoltoso. Il tecnico del Messina stupisce, dopo un ritiro basato sul 4-3-3, a Benevento ecco un 4-4-1-1 con gli esterni di centrocampo bravi a fare il pendolo nelle transizioni tra fase difensiva e offensiva. Tatticamente si è visto qualcosa di nuovo, sempre basato su un possesso veloce e verticale. La duttilità del modulo è un’arma importante lungo una stagione, Di Napoli conosce il calcio e non si ferma a specchiarsi sul buon punto di Monopoli. Il nostro focus tattico post Benevento si concentra esclusivamente su tre situazioni difensive. In avanti, infatti, si è visto ben poco di studiato soprattutto a causa dell’avversario. Prendiamo in considerazione lo scivolamento della linea difensiva in occasione di un buon tiro di Marano, il palo di Cissè e un’ottima lettura di Palumbo.

SCIVOLAMENTO RIEQUILIBRANTE – Siamo nel secondo tempo, Messina tutto spostato sulla parte destra difensiva. Il Benevento imposta da dietro con Bonifazi, lancio lungo a cercare la punta. Palumbo sceglie di uscire ed attaccare in anticipo, sbaglia perché non ha il tempo dell’intervento. Meglio scappare indietro in questi casi. Il buco del centrale di destra apre lo spazio ma è qui che la difesa mostra la sua elasticità. Martinelli si accoppia con Cissè e lo contiene; scarico su Di Molfetta che taglia da sinistra ma il Messina lo accompagna e chiude la possibilità di tiro. L’ulteriore scarico sull’accorrente Marano è più casuale che cercato, De Vito è bravo a leggere l’inserimento e costringe il centrocampista sannita a forzare un destro poco pericoloso. Benissimo nello scivolamento da destra a sinistra della squadra di Di Napoli, ben presente e attenta. Sbaglia Bramati a non seguire l’attacco di Marano, i due erano accoppiati a centrocampo e il biancoscudato rimane immobile sullo sviluppo.

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ACCORCIO MANCATO – Altra azione pericolosa del Benevento, sempre nella ripresa, è il movimento che porta al palo pizzicato dal centravanti Cissè. In questa occasione il Messina è ben schierato difensivamente, a mancare è un po’ di decisione. Cissè riceve sulla trequarti, Martinelli esce per contenere ma i tempi sono ritardati. Di Molfetta riceve e crea una scucchiaiata per chiudere il triangolo con Cissè. Martinelli capisce il pericolo è scappa con Cissè, la velocità del senegalese lo brucia, ma il centrale del Messina non sbaglia nulla. Troppo fermo è Palumbo, quando Di Molfetta riceve lui non accorcia, rimanendo troppo in attesa e sorpreso dalla giocata del giovane scuola Milan.

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LETTURA IN ANTICIPO – Ultimo caso che prendiamo in analisi. Questa volta siamo nel primo tempo. Messina schierato benissimo dietro, distanze perfette e marcature prese. Il Benevento prova a creare: Bianco si apre a sinistra per far abbassare Biondo e tirare fuori Frabotta, quest’ultimo è bravo a rimanere accoppiato con Di Molfetta che è pronto a tagliare dentro. Cissè, centralmente, detta un passaggio in profondità ma Martinelli c’è ed è pronto a seguirlo. Sulla dettatura Marano gioca il pallone con un rasoterra che ambisce alla precisione. Palumbo, libero da impegni di marcatura, è attento e legge la dinamica dell’azione con larghissimo anticipo. Esce veloce e intercetta la sfera. Azione chiusa e Messina pronto a ripartire.

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