Casertana, le discese ardite e le risalite

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Pubblicato il 10 marzo 2017 in Tattica

Tra novembre e dicembre il periodo nero che chiude qualsiasi ambizione, conferma di una continuità altalenante tipica delle squadre senza un reale obiettivo. La Casertana di Andrea Tedesco è rappresentata alla perfezione dalla situazione di classifica attuale: undicesimo posto e metà classifica perfetta, pari merito con la zona playoff e realisticamente distanti dalla lotta salvezza. Il tipico campionato di medio livello, quello che se la cose vanno male ci si salva allegramente e se vanno alla grande si occupa una posizione ghiotta nella griglia playoff. Squadra esperta nei ruoli cardine, con la giusta dose di gioventù e una guida pratica e dotata della giusta ambizione. Non illuda nessuno il crollo di Reggio Calabria, perché di scivolare sul campo di una squadra che rincorre la salvezza è fisiologico per qualunque formazione senza pressioni. Il gruppo costruito nella travagliata estate si è potuto permettere anche le illustri cessioni di Matute, Carlini e Giannone a gennaio, i risultati non sono cambiati di una virgola mantenendo la Casertana come la classica squadra capace di tutto: sei vittorie nelle ultime dieci gare di campionato, buone per cancellare il periodo nero descritto in precedenza con prede clamorose come Lecce, Fidelis e Francavilla miste a rovinose cadute contro Vibonese e Reggina. Basterebbe questo per descrivere la Casertana di questa stagione: una squadra capace di battere chiunque e allo stesso tempo di crollare con l’ultima in classifica tra le mura amiche del Pinto. Intoccabile la difesa a quattro, idem per il centrocampo col play basso mentre rimane duttile il trio offensivo. Il mercato di gennaio ha portato via tre titolari, Tedesco ha rispolverato il giovane Carriero nel ruolo di trequartista e alzato il peso specifico col doppio centravanti. Il 4-3-3, però, rimane il primo amore e scordarlo è impossibile.

DUE PER UNO – Primo focus tattico sulla Casertana: siamo nella sfida interna contro la Virtus Francavilla. Ci concentriamo sul movimento senza palla di Giuseppe Carriero, trequartista di Andrea Tedesco. Possesso sulla fascia destra con D’Alterio, vediamo come in area il doppio centravanti (riquadro rosso) occupi tutta l’attenzione della retroguardia pugliese. In blu abbiamo cerchiato Carriero: tanto lo spazio da attaccare, chiaro che il primo errore sia della difesa della Virtus che lascia troppo campo aperto, ma è palese come il movimento del trio offensivo sia organizzato proprio per liberare il rimorchio per l’attacco dello spazio.

CORTI – Passiamo alla fase difensiva: una delle particolarità del sistema difensivo di Tedesco è il tenere la sua squadra senza molto corta tra i reparti. In blu vediamo come la linea difensiva sia piazzata in maniera ottimale, con i due centrali in chiusura sugli attaccanti e D’Alterio che rimane ben posizionato per raddoppiare o tamponare l’inserimento del numero 23 Alessandro. Con la freccia rossa vediamo come Carriero (il trequartista) abbia abbassato il suo raggio d’azione stringendo tantissimo la squadra che difende, quindi, come un blocco compatto e denso.

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