Casertana, la serena ambizione di Tedesco

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Pubblicato il 22 ottobre 2016 in Tattica

Una stagione, la scorsa, terminata con una immeritata sconfitta contro il Pordenone nel primo turno dei playoff promozione. Poi la rivoluzione societaria e tecnica: arriva Luca Tilia che lascia Martina Franca, per i pugliesi arriva il fallimento, e rileva le quote di Giovanni Lombardi. Lo stravolgimento passa dalle scrivanie al campo, con Andrea Tedesco che viene promosso allenatore della prima squadra dopo l’addio di Nicola Romaniello. L’estate è travagliata, con un’iscrizione strappata per il rotto della cuffia e un mercato che parte in ritardo. Lasciano Caserta nomi pesanti: via Gragnaniello e Mangiacasale direzione Melfi, addio anche per Idda che passa al Francavilla, con lui anche De Angelis. Pesantissimo il trasferimento di Mancosu al Lecce, il fantasista rimane un valore aggiunto per la categoria difficile da sostituire. La conferma di Rainone arriva dopo qualche dissidio, con lui c’è ancora D’Alterio e pian piano prende forma un gruppo che mescola esperienza e gioventù. L’inizio del campionato è sconfortante: due sconfitte in fila che lasciano più di un dubbio, Tedesco rimane sereno e prosegue nel suo lavoro. Il suo 4-3-3 è classico, Luca Orlando è una punta centrale più adatta al lavoro sporco che al gol. Ai suoi fianchi c’è talento e velocità, alle sue spalle un centrocampo con tanta intensità e visione offensiva. Arrivano vittorie e punti: Paganese, Taranto e Vibonese sono le vittime del ruolino di Tedesco, ma sono i pari con Lecce e Fidelis ad esaltare la classifica campana. Dodici punti in graduatoria, un settimo posto che non inganna nessuno vista una classifica maledettamente corta. Il calo è arrivato nelle ultime settimane, perché il pareggio strappato in pieno recupero alla Reggina segue il tracollo di Francavilla dove la squadra di mister Calabro ha piazzato un poker sul groppone dei “falchetti” di difficile digestione. Andrea Tedesco non si scompone mai, rimane calmo e convinto che il suo lavoro debba essere portato avanti con ritmi fisiologici. Il primo passo è stato quello di cancellare l’idea di poter ripetere i fasti della scorsa stagione, la salvezza è il primo obiettivo. Il playoff allargato fino al decimo posto sarà, probabilmente, una conseguenza di un campionato medio e senza picchi di eccellenza.

ALTI – Cerchiamo di abbozzare qualche idea sulla filosofia generale della Casertana di Tedesco. Nel nostro primo frame siamo nella sfida contro la Reggina, i calabresi andranno due volte in vantaggio ma verranno rimontati da Carriero prima e Taurino poi. Nella nostra immagine siamo sul risultato di 1-2, la Casertana deve rimontare la doppietta firmata Coralli e prova a farlo mettendo in conto di prendersi tantissimi rischi. Con la linea blu segniamo la linea difensiva, vediamo che alle spalle del quartetto campano ci sia tantissimo campo. In rosso c’è D’Alterio che sbaglierà il movimento di uscita, sulla palla scoperta dovrebbe scappare ed invece lascia il solo Finizio nella copertura su Porcino. Piccola parentesi meno interessante, la cosa che vogliamo analizzare è la distanza tra i due reparti e l’altezza del baricentro della squadra. Chiaro che il risultato di svantaggio influenzi la scelta, ma la squadra di Tedesco si basa sulla guida dettata dal reparto difensivo.

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CORTI – Cambiamo partita e vedremo un diverso atteggiamento generale, ma sempre guidato dalla difesa: siamo nella sfida interna contro la Fidelis Andria terminata 0-0. Fase di attacco dei pugliesi, ecco che la Casertana difende in blocco: ben nove uomini (più il portiere) si trovano, praticamente, negli ultimi sedici metri di campo. In rosso vediamo la densità centrale, Pezzella ha stretto sui due centrali D’Alterio e Rainone. La cosa più interessante è lo schiacciamento della linea mediana (linea blu), Matute guida il trio che si abbassa mantenendo sempre la distanza ridotta con il reparto arretrato. Movimenti continui ed elastici, perché perdere le distanze vorrebbe dire concedere campo tra le linee. In arancione l’ultima evidenza: ci sono i due esterni alti, il solo Orlando è rimasto alto mentre anche le punte laterali devono muoversi col resto della squadra in fase di non possesso.

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SENZA PALLA – Ultimo focus, questa volta siamo a Francavilla. In Puglia la Casertana crollerà per 4-1 sotto i colpi di uno scatenato Nzola. Siamo ad inizio ripresa: risultato di vantaggio minimo, alla doppietta dell’attaccante di Calabro ha risposto Carlini e l’approccio al ritorno dagli spogliatoi è aggressivo. Come per il primo blocco, vale lo stesso discorso fatto sullo svantaggio che spinge in avanti. Anche in questo caso ci concentriamo su altro: linea arancio per sottolineare la distanza minima dei due esterni d’attacco; cerchiato in blu c’è Orlando mentre è interessante notare come l’uomo più avanzato sia Carriero (riquadro rosso). Il numero 20 di Tedesco parte da intermedio di centrocampo, sia lui che Giorno sono centrocampisti dotati di buona tecnica e capaci di attaccare gli spazi con ottimi tempi di inserimento. La Casertana prova a sorprendere la linea avversaria: le punte lavorano lontane dall’area, lo spazio va attaccato dal centrocampo che non deve limitarsi, quindi, ad appoggiare la manovra ma deve essere capace di finalizzare.

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