Casertana-Messina, chi sbaglia paga

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Pubblicato il 22 dicembre 2015 in Primo Piano

Diario di bordo prima del naufragio: a parità di uomini in campo il Messina ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per mettere in difficoltà la capolista. Non è poco per una squadra costruita in dieci giorni ad inizio settembre, giunta alla prima di campionato senza aver svolto la preparazione e falcidiata ormai da mesi da continui infortuni. Fin qui tutto bene, l’avvocato del diavolo ha svolto il suo compitino con inappuntabile precisione. Dopo vengono i mali, strutturali o passeggeri: nervosismo fuori luogo, limiti caratteriali, la voglia di essere sempre protagonisti trasmessa con dichiarazioni o atteggiamenti irrispettosi. Berardi non è nuovo a gesti scellerati come quelli commessi al Pinto, Frabotta ha mostrato a più riprese di non essere in linea con le aspettative dello staff tecnico, Padulano e Gustavo si sono persi troppo presto per strada dopo aver illuso tutti con giocate di alta scuola. La sosta ed il calciomercato giungono provvidenziali: il Messina di Caserta ha toccato il fondo in una stagione comunque positiva, i correttivi sono necessari per non rompere un giocattolo in grado di tornare a far palpitare nuovamente i cuori di tanti appassionati. Di Napoli (voto 5,5) ha annunciato provvedimenti importanti per chi si è reso reo di leggerezze fuori contesto, inevitabile dargli ragione al netto di alcune perplessità di natura tecnica legate alla gestione della gara (un esempio su tutti l’ingresso in campo di Barilaro). Nessuno, però, faccia paragoni con un altro, triste, Messina del recente passato: quella di oggi, pur con tutte le sue fisiologiche difficoltà, è pur sempre una squadra di calcio.

Berardi 4: rovina quanto mostrato di buono fino ad oggi con un comportamento inammissibile per un professionista. Prima interpreta approssimativamente l’azione del calcio di rigore, poi lascia in dieci uomini la sua squadra per una plateale quanto inutile protesta all’indirizzo dell’arbitro in occasione dell’autogol di Frabotta. Recidivo, sarà probabilmente sanzionato dalla società per intemperanze caratteriali nocive all’intero gruppo.

Frabotta 4: autogol a parte, l’ennesima dimostrazione dei limiti caratteriali di un elemento probabilmente non ancora pronto per un campionato agonisticamente infuocato come quello del raggruppamento meridionale. Spesso fuori posizione, appare sempre poco lucido nell’esecuzione dei movimenti difensivi.

Burzigotti 6,5: un gol di rapina da vero opportunista e tanto lavoro al centro della difesa per frenare con ogni mezzo le avanzate campane.

Parisi 5,5: seconda prestazione in ombra per il difensore palermitano dopo la poco convincente gara con l’Akragas. Mestiere da vendere per arginare le difficoltà, ma la flessione appare evidente. (dall’1′ s.t. Barilaro 5: prima a destra, poi interno di centrocampo per un risultato abbastanza modesto su entrambi i fronti)

De Vito 4: puntualmente superato da Mangiacasale quando opera sulla fascia, si riprende solo timidamente al centro della difesa con un paio di interventi in bello stile. L’irridente applauso al direttore di gara è la spia del nervosismo di cui è vittima questa squadra.

IMG_1550Giorgione 6,5: con Burzigotti l’unico a salvarsi dal naufragio generale. Lotta come un leone a tutto campo dosando con intelligenza grinta e cattiveria agonistica. Il Cosenza lo ha già richiesto per gennaio, ma l’ex Savona è già pronto per essere uno dei punti fermi del Messina del futuro.

Baccolo 5,5: protagonista di vari duelli rusticani in mezzo al campo, prova comunque a tenere alta la bandiera fino al fischio finale. L’ex Paganese mostra al “Pinto” carattere e personalità, poco per strappare la sufficienza ma quanto basta per immaginare un suo apporto più incisivo per il prosieguo della stagione.

Fornito 5,5: mezz’ora in campo senza particolari acuti prima di arrendersi ad un infortunio muscolare. (dal 31′ p.t. Zanini 5: un’altra occasione sprecata per il jolly ex Cosenza, sempre apparentemente spaesato all’interno delle trame di gioco giallorosse)

Padulano 5: deve lottare per non arrendersi alla paura. Lo scontro con Marruocco ha segnato il suo campionato, IMG_7200
ora è il momento di guardare avanti. A Caserta praticamente un fantasma. (dal 36′ p.t. Addario 4: gravissimo l’errore commesso sul gol di Negro, quando rinuncia a tuffarsi battezzando fuori dal campo un tiro destinato all’angolino basso. Impreciso anche nella risposta al tiro ravvicinato di De Angelis che chiude la contesa)

Leonetti 5,5: non dovrebbero far notizia i tiri in porta di un attaccante, ma nel caso dell’ex foggiano è necessario fare un’eccezione dopo il primo deludente mese in maglia giallorossa. Spreca a tu per tu con Gragnaniello il gol del pareggio ad inizio ripresa.

Gustavo 5: vale il discorso fatto per Padulano, ma senza l’alibi dello scontro con il portiere della Paganese. Possibile una riflessione approfondita da parte dello staff tecnico su una sua eventuale cessione: il solo talento a volte non basta per far proseguire un matrimonio caratterizzato da troppe uscite a vuoto.

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