Cosenza-Messina, la selezione naturale

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Pubblicato il 11 dicembre 2016 in Primo Piano

Rosa inadeguata: ormai derubricato a scontato refrain quello che un tempo fu reato di lesa maestà. A concorrere per individuare i contorni della questione lo stesso tecnico Lucarelli (voto 6): il penultimo posto in classifica deve pur possedere una spiegazione razionale. L’errore di Pozzebon condanna un Messina finalmente vivo, ordinato nelle ripartenze, rapido nella ricerca degli spazi utili; il risultato finale, tuttavia, non premierà alcuno dei progressi mostrati. Solito contraltare la camicia di forza delle scelte obbligate e l’impossibilità di cambiare in corsa: in questi due assunti gran parte dei limiti tecnici dei giallorossi. Organico troppo debole per la categoria, dunque, nuovo mantra fino al mercato di gennaio: la vittoria ha molti padri, la sconfitta è orfana.

Berardi 5,5: un solo intervento risolutivo sul colpo di testa di Tedeschi. A seguire solo tante incertezze in fase di rinvio e una continua sensazione di insicurezza.

Palumbo 5,5: il Cosenza individua nella fascia di competenza dell’ex Arzanese il campo di battaglia ideale per spaccare in due la partita. Solo rischi nelle avanzate oltre la linea di centrocampo: il dialogo con Nardini è, per forza di cose, ancora balbettante, i recuperi troppo lenti per essere efficaci.

Rea 6,5: in un lampo isolato si è rivisto il giocatore che ha calcato i nobili palcoscenici della massima serie. Il riferimento è all’intervento in area su Statella: deciso, puntale, chirurgico. Ottima la collaborazione con Bruno.

Bruno 6: impossibile definirlo ancora una rivelazione, i continui avvicendamenti con l’insicuro Maccarrone mortificano oltremisura le prestazioni offerte dal giovanissimo ex Crotone. Abbina velocità di pensiero ad una discreta personalità nelle transizioni.

De Vito 6: corre qualche rischio solo nella prima frazione, per il resto fa il suo senza alcun tentennamento.

Nardini 5,5: le circostanze obbligano Lucarelli a schierarlo titolare nonostante la lunga inattività. Un paio di buone giocate nel primo tempo, poi l’errore sanguinoso sull’assist che avrebbe permesso a Pozzebon di involarsi verso la porta difesa da Perina. (dal 27’ s.t. Mancini 6: buono il suo impatto sulla partita. Chiama l’estremo calabrese agli straordinari con un tiro pericoloso dalla distanza).

Musacci 5,5: ai suoi lati, in questa occasione, corsa e piedi buoni. Nessun alibi dunque per l’ex catanese, convincente solo nei primi 45 minuti. (dal 42’ s.t. Saitta sv).

forestaForesta 6: se il suo obiettivo è quello di un pronto ritorno alla base (leggi Crotone) dovrà nettamente migliorare nelle conclusioni a rete, pena una carriera da spendere in gran parte in terza serie.

Milinkovic 6: un giocatore ritrovato dopo un paio di settimane di apnea. Mostra gli spunti migliori quando viene spostato sulla corsia mancina: un paio di assist invitanti per Foresta e Musacci ed una conclusione velenosa che Perina riesce a sventare con qualche difficoltà di troppo.

Pozzebon 5,5: suo l’errore che condanna il Messina al Marulla. Al netto dell’episodio, l’ex Lucchese è per lunghi tratti il migliore in campo in senso assoluto: continuo nelle intuizioni offensive, coraggioso nella lotta solitaria contro i centrali calabresi, furbo nella spasmodica ricerca di una posizione dalla quale colpire.

Ferri 5: gira a vuoto fino all’inevitabile sostituzione. (dal 33’ s.t. Madonia 5: venti minuti da invisibile).

COSENZA Perina 6; Corsi 6, Tedeschi 6, Blondett 6,5, D’Anna 6; Criaco 5,5 (dal 1′ s.t. Filippini 6), Capece 6, Caccetta 6, Statella 7; Mungo 5,5 (dal 16′ s.t. Ranieri 6), Baclet 5,5 (dal 30’ s.t. Gambino 5,5). All. Roselli 6,5.

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