Cosenza-Messina, l’anonimo dinapoliano

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Pubblicato il 7 febbraio 2016 in Tattica

Il dubbio sarà venuto a tutti, anche a quelli che non lo ammetteranno mai. E sarà così fino al termine della stagione. Il Messina di Raffaele Di Napoli è in realtà lo stesso di quello di Arturo? Nessuna critica preventiva o voglia di mettere in discussione la libertà di Raffaele Di Napoli, ma è lecito porsi domande a volte anche antipatiche. Il campo, amava dire Arturo, è il giudice supremo. Lo sarà anche per il calcio secondo Raffaele. Uomini e schemi non saranno indicativi, lo saranno concetti ed interpretazione. A Cosenza ci avviamo col dubbio di quale Di Napoli avrà inciso nella preparazione alla partita. Concessione che ci facciamo senza accettare facili posizioni. Il Cosenza è avversario tosto e vecchio stampo. Solido dietro e spietato in attacco, costruito con l’intelligenza di un mister navigato come Roselli che in Calabria ci lavora già dallo scorso anno. Arrighini la punta di diamante, ma dietro di lui c’è un gruppo di calciatori dal futuro assicurato. Scopriamo alcune caratteristiche tattiche dello stupefacente Cosenza di Giorgio Roselli.

MURAGLIA CALABRA – Iniziamo dalla difesa. Siamo a Martina Franca partita che il Cosenza vincerà per 0-2 nel recupero frutto della forte nevicata sulla cittadina pugliese di qualche settimana prima. Risultato ancora in parità e Martina che prova a pungere . Non ci interessa l’esito dell’azione ma l’interpretazione difensiva. Vediamo come i pugliesi portino sei uomini in fase offensiva, un numero importante per una squadra che specula su un avversario più forte. Il Cosenza rispetta a prescindere. Sono nove, più Perina tra i pali dieci, gli uomini impegnati nella fase difensiva di Roselli. Manca il solo Arrighini che aspetta una possibile ripartenza, il resto è tutto nella trequarti difensiva compatta e stretta. In azzurro vediamo la linea a quattro perfettamente allineata e vicina. In rosso ci sono quattro uomini che attaccano i portatori avversari. Sono solo dodici i gol subiti dai calabresi, seconda difesa dietro solo agli undici della Fidelis Andria. Il massimo risultato col minimo sforzo visti i diciassette segnati. Dalla difesa si costruisce la base di una squadra vincente, Roselli ne è consapevole.

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SCOLASTICAMENTE LETALI – Diciassette dicevamo i gol realizzati dal Cosenza. Gran merito alle qualità individuali di Arrighini, ma c’è un pizzico di calcio alla vecchia maniera. Siamo ad Agrigento, il Cosenza uscirà sconfitto ma prendiamo ad esempio un movimento offensivo per spiegare meglio alcune soluzioni della squadra di Roselli. 4-4-2 il modulo che il tecnico calabrese porta avanti da inizio stagione. In rosso il movimento ad attaccare l’area di Vutov mentre Cavallaro rimane in attesa dello sviluppo. In azzurro l’incrocio dell’esterno Guerriera (l’ex Messina è passata all’Alessandria l’ultimo giorno di mercato) con la punta Arrighini che va a prendersi lo spazio sull’esterno e cercherà il fondo per servire al meglio i compagni. Movimenti scolastici dei quattro offensivi del Cosenza, nulla di nuovo sotto il sole ma tremendamente letali. Non lo dicono tanto i diciassette gol fatti ma più i 34 punti in classifica.

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CASA MESSINA – Raffaele Di Napoli sembra orientato a confermare uomini e schemi visti in questi mesi. Lo spazio per i nuovi ci sarà ma graduale. In porta Berardi appare favorito sull’incerto Addario mentre in difesa se Burzigotti recupera non ci saranno sorprese. Idem a centrocampo dove il trio Giorgione-Baccolo-Fornito sembra aver trovato il giusto feeling. In avanti l’addio silenzioso di Leonetti lascia lo spazio al ritorno da titolare di Diogo Tavares insieme a Gustavo e Salvemini. Ancora out Bramati, Padulano e Cocuzza.

CS-ME

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