Fc Messina-Dattilo, formazione accademica

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Pubblicato il 25 Febbraio 2021 in Primo Piano

Travolgente Lodi. Il numero 21 è l’uomo copertina della vittoria del Football Club Messina: tripletta da fermo, assist e una partita da regista a tutto campo che cambia il volto di una squadra, adesso, davvero a trazione anteriore.

FASE OFFENSIVA – Non potrebbe essere diversamente: c’è Ciccio Lodi al centro della discussione dopo il successo dei ragazzi di Massimo Costantino (voto 7) su un ottimo Dattilo. I trapanesi giocano una partita coraggiosa ma distratta, ne approfitta un Football Club che, però, deve affidarsi al mancino chirurgico di Lodi per aprire la sfida. Prima un Giappone in giornata di grazia chiude la porta, ma la prestazione dei giallorossi diceva già tanto. Squadra più alta, col baricentro spostato di 15 metri e con la faccia rivolta verso l’attacco. Lodi fa la differenza e non per le punizioni. Testa alta, ricezione sempre viva e nessuna paura di creare superiorità e trascinare i compagni. Palma legge tutte le sue intenzioni e diventa scarico fisso tra le linee, merito anche di Coria bravo ad allargarsi. L’argentino torna titolare, lo fa in un rombo che lo libera tatticamente e fa lo stesso con Carbonaro. Il numero 10 può oscillare tra centro e fascia destra, quando si allarga Palma – come detto – attacca spazio e area di rigore; dall’altra parte c’è Carbonaro che non pesta più la linea e può puntare 10 metri più internamente. Una settimana può bastare? Forse no, ma Costantino la sua impronta offensiva sembra averla data. Allo stesso tempo, però, arriva quella difensiva: squadra meno serrata, più aperta e che rischia le discese avversarie. Dove non arriva la compattezza, però, ci sono Marchetti e Da Silva. Partita strana, perché il risultato è figlio dell’ennesimo arbitraggio da dilettanti con 3 rigori fischiati senza che fosse necessario. Carbonaro cerca Pagliarulo sul primo, la mano di Caballero – se c’è realmente – non merita il rigore, sul terzo ancora Carbonaro sfrutta al massimo un quasi sandwich tra Benivegna e Pagliarulo. Fischiati 3 rigori, il numero giusto era 0. La Serie D è anche questa.

TUTTI SUL PEZZO – E alla fine arriva Lodi. Non solo, perché la tripletta del 21 resta una splendida e accademica lezione di tecnica, ma nella sfida i protagonisti sono tanti. La punizione che stappa la sfida è meraviglia, il cucchiaio è arrogante e giustificata manifestazione di personalità tecnica, poi c’è una squadra più libera e leggera. Subire si può, soprattutto perché l’avversario ha qualità e il contrappeso è rappresentato da una fase offensiva credibile. Basta il primo quarto d’ora per segnare tante chance quante in tutte le precedenti 4 sfide. Caballero cresce in maniera esponenziale: centravanti totale, la sua fisicità è incontrollabile ma stupisce la tecnica e la capacità tattica di giocare con e per la squadra. Carbonaro – dicevamo – da seconda punta trova il suo habitat naturale: più vicino alla porta senza l’obbligo di essere l’unico a finalizzare, poi libero di svariare e non dare riferimenti agli avversari. La sua tecnica serve sempre, come quella di una mediana che gioca a un tocco e non lascia respiro agli avversari. Il Dattilo si mostra bene, piace per gli spunti ma Giappone lo tiene in gara più dei meriti generali. Chianetta non cambia il 4-3-3 e sacrifica Manfrè in fase di schermatura su Lodi, fallimento. Perché l’attaccante non riesce nell’intento e, in più, spreca energie per attaccare. Terranova è episodico, Bonfiglio si accende per un paio di minuti. Piace Calafiore per personalità e la staffilata che muore sulla traversa, troppo poco. Il 4-2 è influenzato dall’arbitraggio scadente di Sicurello, ma la prestazione del Football Club merita la vittoria e anche il passivo.

CAMMINO COSTANTE – La mano di Costantino si vede già, con la fortuna di conoscere buona parte del gruppo e di avere a che fare con professionisti subito calati nella nuova visione offensiva. Far funzionare il nuovo stile mescolato con la forza difensiva sarà decisivo, in un campionato che fin qui ha perdonato i passaggi a vuoto, restando alla portata di un ampio gruppo. Rosa profonda, con Agnelli in ripresa e Piccioni che si presenta con una prestazione di pura personalità. L’ex Recanatese mostra il bagaglio da attaccante di categoria, il profilo ideale per campionati del genere. Troppi mesi per arrivarci, ma questo torneo sembra dare tempo. Il prossimo mese rischia di diventare fondamentale: sarà quello dei recuperi (Licata il 3 marzo, forse il 14 per Roccella) e della classifica senza asterischi. Poi lo scontro diretto col Messina, in arrivo presto sul calendario e che potrebbe essere influenzante più dal punto di vista mentale che da quello della classifica – al netto di arrivarci con distacchi simili a quelli di oggi -. La reazione del Football Club Messina agli esoneri e le polemiche c’è stata, dimostrata sul campo contro due avversari tosti e complicati come San Luca e Dattilo. La continuità – che Costantino rivendica a ogni intervista -, allora, dovrà diventare compagna di viaggio abituale.

Marone 5,5: sorpreso sulla rete del pari, salvato dalla traversa sulla botta di Calafiore.

Aita 6,5: forse la miglior prestazione stagionale. Personalità e coraggio in fase di appoggio, attento in chiusura.

Marchetti D. 6,5: quando si balla non si tira indietro. Sempre pronto al contrasto, ottimo in fase di chiusura.

Da Silva 6: un po’ nervoso, si becca un giallo gratuito. Dalle sue parti non si passa.

Ricossa 6: ordinato, sbaglia pochissimo.

Palma 6,5: lavoro oscuro tra le linee, grandissima applicazione in fase di non possesso. La sua fisicità è un’arma importante. (dal 35′ s.t. Giuffrida sv)

Lodi 8,5: una punizione strepitosa, poi il cucchiaio, poi la forza. Firma anche un assist, ma le cose più importante le fa in fase di impostazione tenendo alto il baricentro e cambiando l’atteggiamento dei suoi. (dal 43′ s.t. Fissore sv)

Garetto 5,5: resta a galla grazie alla sua forza fisica, si nasconde un po’ troppo. (dal 18′ s.t. Marchetti A. 6: tecnica ed esperienza in un momento delicato)

Coria 6: ancora lontano dalla condizione migliore, mostra comunque numeri importanti e movimenti tattici interessanti. (dal 14′ s.t. Arena 6: meno calato nel ruolo di trequartista rispetto all’esterno, ma la sua tecnica è sempre straripante)

Caballero 7: centravanti dominante. Fisicamente è immarcabile, tecnicamente mostra qualità che sembravano non esserci, tatticamente è fondamentale. (dal 26′ s.t. Piccioni 6,5: grande impatto per personalità e utilità tattica. Opzione eccellente)

Carbonaro 6,5: da seconda punta è libero di svariare senza preoccuparsi di dover lavorare da riferimento centrale. Si prende due rigori, troppo generosi, ma mostra una tenacia unica.

DATTILO Giappone 6,5; Benivegna 6 (dal 28′ s.t. Di Giuseppe sv), Pagliarulo 5,5, Nigro 5,5, Galfano 6; Di Giorgio 5,5 (dal 35′ s.t. Cicala sv), Calafiore 6,5, Lupo 5 (dal 1′ s.t. Pace 5,5); Terranova 6 (dal 25′ s.t. Iraci 5,5), Manfrè 5, Bonfiglio 5,5 (dal 38′ s.t. Said sv). All. Chianetta 6.

*fonte foto: Football Club Messina – ph. Familiari

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