Fidelis Andria-Messina. Giorgione, l’uomo duplicato. Barraco devastante

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Pubblicato il 18 ottobre 2015 in Primo Piano

Motivatore, stratega, condottiero di una truppa pronta ad ogni sacrificio pur di rispettare le consegne. Il capolavoro di Arturo Di Napoli (voto 7,5) ad Andria ha radici lontane, da quelle assolate mattinate di agosto al San Filippo quando, con un manipolo di giovani a disposizione, indicava la strada da seguire nonostante tutto remasse contro. Messina capolista grazie alla convinzione del suo tecnico ed all’abnegazione di un gruppo affamato di vittorie. Contro la squadra di Luca D’Angelo sperimentati tre moduli diversi con il medesimo risultato. “Conta solo la giusta mentalità”, dichiara continuamente il tecnico giallorosso. Come dargli torto.

Berardi 7: primo tempo di ordinaria amministrazione con qualche inusuale incertezza nelle uscite. Nella ripresa abbassa la saracinesca respingendo in tuffo i precisi piazzati di Strambelli e Cortellini.

Frabotta 6,5: rapido negli inserimenti e prezioso sui palloni in mischia. Bada sempre al sodo senza troppe concessioni allo spettacolo.

Burzigotti 6,5: le solite sbavature nei disimpegni non macchiano una prova di grande carattere e saggezza tattica.

Palumbo 6,5: l’elemento più affidabile dell’intera retroguardia. Estremamente duttile, guida con la consueta eleganza l’intero reparto.

De Vito 7: stronca sempre sul nascere le timide iniziative degli esterni pugliesi. Un autentico lusso per la Lega Pro.

Giorgione 7: monumentale. Ruba centinaia di palloni neutralizzando tutte le ripartenze della Fidelis Andria. Sempre efficace quando si sposta sulla fascia destra.

Baccolo 6: in crescita rispetto alla gara di esordio. Qualche apertura interessante verso le corsie esterne e tanto lavoro sporco a supporto della retroguardia.

Zanini 6,5: corsa e personalità al servizio dell’intero collettivo. Valore aggiunto di un centrocampo praticamente perfetto nelle due fasi.

IMG_8588Barraco 7: devastante nella prima frazione, quando crea a suo piacimento tutte le trame offensive del Messina. Freddo e preciso dagli undici metri. (dal 31′ s.t. Parisi 6: un quarto d’ora di lotta e sacrificio. Ha la voglia e la giusta convinzione per tornare un protagonista. Bentornato)

Tavares 6,5: legge perfettamente l’azione del rigore con la furbizia di un vero attaccante di razza. Ottimo nella costante pressione sul portatore di palla avversario. (dal 40′ s.t. Fornito sv)

Cocuzza 6: nel primo tempo stenta a trovare la posizione giusta per colpire. Si spende in lungo e in largo per aiutare i compagni, ma spreca una facile occasione da gol non servendo Zanini libero al centro dell’area. (dal 17′ s.t. Salvemini 6: la sua agilità in contropiede permette alla squadra di distendersi nei momenti di maggiore sofferenza)

* Foto di Peppe Saya

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