Fidelis Andria-Messina, il fumo e l’arrosto

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Pubblicato il 18 ottobre 2015 in Tattica

Un rigore di Barraco è quello che basta per avere la meglio della Fidelis Andria. Al “Degli Ulivi” il Messina sceglie di giocare una gara senza troppi fronzoli o alchimie, tanta sostanza e il viaggio di ritorno è un’esplosione di gioia. In Puglia si scontravano il miglior attacco, quello dell’Andria, contro la miglior difesa. L’andamento della gara rimane fedele al cammino delle due squadre. La Fidelis vuol fare la partita e attacca anche quando resta in dieci per l’espulsione di Stendardo; il Messina è solido ed alla fine Berardi amministra più che compiere miracoli. Vola su una punizione di Strambelli ma la grande parata è su un colpo di testa di Grandolfo. Tanto fumo quello dell’Andria, ma di occasioni nitide poche e sempre figlie di sbavature dei giallorossi. Il Messina, ancora una volta, sfrutta la prima circostanza positiva per ottenere il massimo. Il nostro focus si concentra su alcuni movimenti difensivi della squadra di Arturo Di Napoli e sull’azione che porta al rigore per il Messina.

errore dif 3ATTRATTI DALLA PALLA – Primo episodio: ancora risultato di 0-0, punizione laterale per la Fidelis calciata da Cortellini. Il Messina difende a uomo, il pallone sarà giocato sul primo e senza fortuna. Ci sono, però, diversi errori. Nel cerchio arancione c’è Strambelli tutto solo, ed anche in mezzo all’area (cerchio azzurro) viene persa la marcatura su Fissore. Lo svolgimento dell’azione non deve far calare l’attenzione sul pericolo corso. Nel post partita mister Di Napoli parlerà di errori commessi, questo ed altri che vedremo, sono l’esempio. Prendiamo in analisi un’altra occasione per la Fidelis Andria nella quale il Messina sbava difensivamente. Barraco ha già portato in vantaggio i giallorossi, l’Andria spinge per trovare il pari prima dell’intervallo. Nell’ingrandimento c’è Onescu in possesso palla, subito accerchiato da ben quattro difensori del Messina. Coerrore difme già accaduto contro il Cosenza, però, il pressing non funziona e il cross parte ugualmente. Passiamo in mezzo all’area: nei cerchi rossi ci sono Burzigotti e Frabotta, il primo guarda il pallone e il secondo rimane nella terra di mezzo tra Grandolfo (cerchio azzurro) e Morra e Piccinni (quadrato giallo). Il centravanti della Fidelis colpirà senza successo, ma il Messina in questa occasione sbaglia tutto.

errore dif 2

Ultima analisi sulle sbavature difensive del Messina. Siamo a pochi minuti dalla fine della gara, la Fidelis spinge forte sull’acceleratore in cerca del pari. Cross dalla destra di Strambelli (poco pressing nel caso), in mezzo all’area Grandolfo è senza marcatura, tutta la linea difensiva scivola male. Parisi è il centrale della difesa a 5, sia lui che Palumbo sono attirati dalla palla. Nel riquadro evidenziato c’è il solo Burzigotti che prova a chiudere, buca il pallone e Frabotta non arriva a completare la diagonale. Grandolfo schiaccia di testa, Berardi abbassa la saracinesca. Il Messina si salva, è vero che la Fidelis Andria di azione veramente pericolose ne crea poche, ma la perfezione difensiva è solo percepita perché gli errori sono stati evidenti.

errore rigore

DA ERRORE A RIGORE – Non solo un episodio l’azione che porta al rigore del Messina. Abbiamo analizzato gli errori difensivi del Messina, troppo attirato dal pallone e poco attento alla marcatura degli uomini. Nel caso del penalty che porterà all’espulsione di Stendardo, l’errore è il medesimo.Nel riquadro rosso Onescu è messo male col corpo e lo stop sbagliato è una conseguenza naturale. Sia Fissore che Stendardo sono più attenti al pallone che a Tavares (cerchio giallo). Il portoghese è il più sveglio in questa azione, taglio alle spalle dei centrali e attacco al pallone vagante, Stendardo lo spinge e lui di rimanere in piedi non ne ha nessuna voglia. Rigore ed espulsione giusti.

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