Fidelis Andria-Messina, le mura amiche

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Pubblicato il 2 aprile 2017 in Primo Piano

Il terzo acuto al Degli Ulivi in altrettanti incroci conferma per il Messina una cabala che giunge come utile medicina per un paziente in eterna convalescenza. Le mura amiche di Andria, dunque, a pochi km dal rendez-vous della sfida con l’Akragas. Opportuno glissare sulla prestazione dei giallorossi in terra pugliese: il tecnico Lucarelli (voto 6,5) rispolvera un timido 3-5-2 mai pienamente digerito da questo organico, gli effetti sul campo premiano la dedizione alla causa sullo spettacolo, la praticità sull’estro. La tirannia del risultato rende tuttavia sudditi anche gli esteti, tre punti in trasferta hanno il sapore di un dolce ricordo.

Berardi 6,5: basta la risposta al fendente di Volpicelli per urlare presente. Matera nel dimenticatoio, errori banali ridotti al minino.

Palumbo 5,5: l’anello debole del trio difensivo. Spesso in ritardo nelle chiusure, è sempre macchinoso con il pallone tra i piedi.

Bruno 6: ritrova la determinazione dei giorni migliori per annullare gli apatici attaccanti pugliesi.

Maccarrone 6,5: Lucarelli ha reso i suoi difetti punti di forza. Dominatore dell’area sui palloni alti, si rivela sempre implacabile in marcatura.

Bencivenga sv (dal 9’ p.t. Grifoni 5,5: poco movimento a destra, l’ex Prato si limita al compitino)

Da Silva 7: prezioso in tutte le zone del campo, il brasiliano si conferma la piacevole sorpresa del caotico mercato invernale.

Mancini 6,5: inizio lento per prendere le misure alla gara, poi il solito campionario di aperture efficaci ed arretramenti coordinati con i compagni di reparto. Ammonito, salterà la fondamentale sfida con l’Akragas. (dal 36’ s.t. Capua sv)

Foresta 6: l’intuizione primigenia che condurrà al gol come acuto di una gara contrassegnata dal consueto agonismo. (dal 46’ s.t. Sanseverino sv)

De Vito 6: autore di una prestazione anonima per lunghi tratti dell’incontro. Serve con precisione e rapidità di pensiero il pallone che Milinkovic trasformerà in nettare.

Anastasi 6: il calcio è un gioco collettivo, l’attaccante catanese è costante interprete di questo adagio. Cilli gli nega nel finale il gol su una conclusione di gran pregio per intuito e coordinazione.

Milinkovic 7: paragoni altisonanti (Fernandinho e Lavezzi) a coronamento di un prova da autentico leader.

FIDELIS ANDRIA Cilli 6; Annoni 5,5, Aya 6, Curcio 6, Tito 6,5; Volpicelli 6, Vasco 5,5 (dal 35’ s.t. Paolillo sv), Onescu 5,5, Minicucci 5,5 (dal 18’ s.t. Cruz 6); Cianci 5, Croce 5,5 (dal 31’ s.t. Fall 5). All. Favarin 5,5.

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