Foggia-Messina, il paradosso

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Pubblicato il 5 febbraio 2017 in Primo Piano

Ambiente galvanizzato dopo una sconfitta esterna per 3-0: cade nel paradosso anche il tecnico Lucarelli (voto 6), la gara di Foggia assume i contorni di un enigma. Segno dei tempi, forse, esultare per quarantacinque minuti di buon calcio, analisi parziale che fa torto ai valori medi di una Lega Pro più equilibrata di quanto si creda. In mente la prestazione di Francavilla Fontana: ripetuti gli stessi errori con le medesime dinamiche, spia di un problema caratteriale prima ancora che tecnico. Nel passaggio dal 4-3-1-2 al 4-5-1 è Milinkovic a trarre maggior beneficio, libero di svariare a piacimento in supporto ad Anastasi. Solo gli abbagli dei singoli faranno la differenza in negativo, dalle colpevoli pecche in fase di finalizzazione alle consuete leggerezze difensive, triste abitudine dei pomeriggi trascorsi lontano dal San Filippo.

Berardi 6: sicuro sulle conclusioni dalla lunga distanza che animano il primo tempo rossonero. Incolpevole sui primi due gol, mostra qualche impaccio di troppo in occasione dell’autorete di Palumbo.

Grifoni 6: mezz’ora a buon ritmo prima del grave infortunio che lo costringe a lasciare il campo. (dal 30’ p.t. Palumbo 4,5: autogol a parte, si rivela inefficace nell’opposizione a Rubin sul primo gol dei satanelli).

Rea 5: perde il contatto con Mazzeo nell’azione che spacca in due il match. Dopo un primo tempo da dominatore dell’area, dilapida tutte le certezze nel breve volgere di pochi minuti.

Bruno 5,5: vittima della medesima metamorfosi che colpisce Rea. La differenza in un paio di spettacolari anticipi che salvano il risultato già nella prima frazione.

De Vito 5,5: invisibile per lunghi tratti dell’incontro.

Da Silva 5,5: debutto sottotono per il brasiliano, spesso spaesato tra le fitte maglie della mediana pugliese. (dal 14’ s.t. Madonia 4: nervosismo fuori luogo per un rosso che spegne sul nascere i propositi di rimonta).

Musacci 5,5: la sua prestazione come metafora dell’intera gara del Messina, intensa fino al vantaggio rossonero, poi opaca e talvolta irritante.

Sanseverino 6: mostra brio negli scambi e nelle conclusioni, segno di un’immediata adesione alla causa.

manciniMancini 6,5: direttore d’orchestra dell’intera manovra offensiva, si traveste da operaio nella marcatura a uomo su Agazzi che annebbia per un tempo l’ispirazione dei padroni di casa. (dal 29’ s.t. Ciccone sv)

Anastasi 5: imperdonabili i due errori sotto porta su invito di un irresistibile Milinkovic. Mantiene alta la squadra nei momenti di maggiore sofferenza.

Milinkovic 6,5: devastante fino a quando la contesa resta in bilico. Offre ad Anastasi due assist a conclusione di pregevoli azioni in solitaria sulla fascia destra.

FOGGIA Guarna 6,5; Loiacono 6, Martinelli 6, Coletti 5,5, Rubin 6,5 (dal 17’ s.t. Gerbo 6); Agnelli 6 (dal 25’ s.t. Sicurella 6), Agazzi 5,5, Deli 7; Chiricò 6, Mazzeo 7, Sainz-Maza 6 (dal 21’ s.t. Di Piazza 5,5). All. Stroppa 6,5.

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