Foggia-Messina, solo tre minuti

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Pubblicato il 6 febbraio 2017 in Tattica

Alla fine al Foggia bastano tre minuti per risolvere la pratica Messina, un lampo di idee applicate che stendono i giallorossi e lanciano i pugliesi in testa alla classifica. Riassumere tutto con quei fatali secondi sarebbe, però, un grave errore di pressappochismo analitico. La rete di Mazzeo modifica radicalmente l’inerzia tecnico-tattica di una sfida che trova la sua conclusione con il raddoppio di Deli, quello che ne segue non è altro che una fastidiosa agonia numerica. Il Messina tiene botta per quasi un’ora, con picchi di pericolosità inaspettata alla vigilia. Lucarelli sceglie una squadra fluida tatticamente, in questo lo aiutano Mancini, Sanseverino e Milinkovic. Tre protagonisti capaci di modificare il proprio raggio di azione senza troppi patemi, tanto che il Messina passa con estrema facilità dal rombo al 4-3-3. Gioca male il Foggia, lo fa anche grazie ad un Messina consapevole delle zone di campo da aggredire: Agazzi non è un play spudorato come Vacca, il giro palla basso di Martinelli e Coletti risulta troppo falloso e banale. Mancini lavora bene sulla trequarti campo, mentre è la posizione di Milinkovic a fare la differenza. Il franco-serbo si piazza sulle tracce di Rubin, tiene basso l’esterno più pericoloso di Stroppa e attacca con cattiveria assoluta. Le grandi chance del primo tempo sono di marca giallorossa, Anastasi le spreca facendo aumentare il livello di frustrazione dei giallorossi. Peccati perdonabili in una sfida “jolly”, come definita dallo stesso Lucarelli alla vigilia, anche se gli errori gratuiti di Coletti somigliavano tanto a regali natalizi fuori stagione. Nei prossimi due scontri diretti, Catanzaro e Paganese, si dovrà ripartire da un primo tempo fatto di intensità e applicazione.

ERRARE – Entriamo nel dettaglio della nostra analisi tattica, lo facciamo partendo dalla rete del vantaggio pugliese: Messina che lascia Anastasi punta isolata, con Milinkovic e Sanseverino a fungere da esterni tattici del centrocampo. La forza dell’avversario costringe un calciatore come il franco-serbo ad un sacrificio difensivo superiore agli standard abituali. Riquadro blu per Sainz-Maza e Milinkovic, lo spagnolo è in possesso palla con l’avversario che pecca di una frazione di secondo nella chiusura. Palla a premiare la sovrapposizione di Rubin, blocchiamo l’immagine: cerchio rosso per Rubin, linea dello stesso colore per sottolineare l’infinita distanza con Palumbo. Il terzino del Messina è raccolto all’interno dell’area, troppo lontano per provare a chiudere sul cross che il numero 23 è pronto a far partire. Errore di Palumbo? Sì e no. Attenzione alla linea gialla: Anastasi è bassissimo, sintomo di un eccessivo schiacciamento delle tre linee, ma sono Musacci e da Silva ad essere totalmente fuori posizione. Musacci è troppo alto, il brasiliano stringe e non esce sulla sovrapposizione esterna. Centrocampo a tre quello del Messina, ecco che l’interno destro è l’indiziato numero uno per la copertura e la scalata sul terzino che avanza. Nel cerchio giallo vedete Deli e Mazzeo: il centravanti è lontanissimo dal cuore dell’area, appena Sainz-Maza scarica su Rubin arriva la dettatura del passaggio. Attacco della profondità e della zona centrale, Rea non legge la traiettoria mentre Bruno non comprende il taglio dell’avversario.

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PERSEVERARE – Il cronometro presente in alto a sinistra nei due frame ci aiuta a far comprendere la scelta del titolo del nostro articolo di analisi tattica. Sono proprio tre i minuti fatali al Messina, dopo il vantaggio arriva immediato il raddoppio: Mazzeo è un centravanti completo, il suo lavoro lontano dalla porta è spesso più utile di quello all’interno dell’area. Riquadro blu per il numero 19, su di lui esce Bruno col raddoppio di Madonia. La pressione arriva in ritardo, Mazzeo riceve consapevole di quello che dovrà essere lo sviluppo dell’azione: cerchio e freccia rossa per Deli, lo spazio da attaccare è clamoroso. Palla perfetta di Mazzeo, attacco coi tempi giusti del centrocampista rossonero e Messina tagliato in due. Bruno è fuori, Rea e Palumbo troppo distanti ma l’errore più grave è quello di Sanseverino. Il numero 4 giallorosso non si accorge del movimento di Deli alle sue spalle, come tutti i suoi compagni è attratto solo dal pallone e il movimento di Deli non viene tamponato per tempo. L’errore è di reparto, di squadra, tutti con gli occhi rivolti verso la palla e non sugli avversari, totale mancanza di coperture preventive. Due gol diversi all’apparenza, con il tratto comune dell’addestramento nell’attacco degli spazi.

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AMPIEZZA – Detto degli errori, obbligo assoluto quando si esce sconfitti con un punteggio tanto netto. Tra disfatta e crollo, però, rimane una differenza sostanziale. Il punteggio è identico a quello visto contro Melfi e Lecce, la prestazione è radicalmente opposta. Il primo tempo, infatti, ci regala un Messina mobile e capace di far tremare il Foggia: nasce da un alleggerimento errato di Coletti l’azione che porta Anastasi di fronte a Guarna. Bravo il portiere foggiano, poco cattivo l’ex attaccante del Catania. Errore grave, non tanto quanto quello commesso in precedenza nell’azione che andiamo ad analizzare: Grifoni gioca in verticale (freccia gialla) per Milinkovic che attacca lo spazio coi tempi giusti. Linea rossa per evidenziare il tridente offensivo del Messina, oltre al numero 10 ci sono Anastasi in posizione centrale e Sanseverino largo a sinistra. Cerchi blu per i due interni: Mancini a da Silva, X blu per segnalare il mancato supporto di Musacci in zona centrale, col capitano che rimane troppo basso nell’occasione. Torniamo all’azione: Milinkovic attacca la profondità, brucia Coletti e quando alza la testa trova Anastasi pronto a ricevere. Ottimo il movimento del numero 9 che taglia fuori Martinelli e può calciare, peccato per il destro ciccato e la grande chance sprecata. Mancini attaccherà bene la seconda palla, deviazione e corner per il Messina. Occasione ghiotta, l’errore però è una casualità perché di bucare un pallone può capitare a tutti. Interessante, invece, l’attacco dell’intera ampiezza di campo del Messina: si parte da destra, si lavora sulla sovrapposizione, attacco centrale con supporto che arriva da sinistra. Applicazione, idee e un futuro che potrebbe sorridere.

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