Foggia, volare senza le ali

Foggia, volare senza le ali

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Pubblicato il 2 febbraio 2017 in Tattica

Il rigore tirato sul palo da Alessandro De Vena, le reti di Sarno e Sicurella, la rottura della spalla per Angelo. Era lo scorso 10 dicembre quando il campionato del Foggia di Giovanni Stroppa cambiava radicalmente: dopo qualche settimana di difficoltà, in Lucania stava per arrivare una sconfitta improvvisa. Partita bloccata e rigore per la squadra di Bitetto, poi l’errore e la reazione foggiana. A rendere amara la vittoria ci si metteva l’infortunio alla spalla di Angelo: il terzino brasiliano era la vera arma segreta offensiva, i tre mesi lontano dai campi costringono Stroppa a disegnare tutto un nuovo Foggia. Non sostituibile per caratteristiche ed esperienza il brasiliano, più semplice creare nuove trame offensive sopratutto se la continuità di Vincenzo Sarno viene minata da qualche acciacco di troppo. Sulla fascia finisce Loiacono, che di mestiere sarebbe un centrale ma che comprende bene la necessità di adattarsi al sistema di squadra. Dopo Melfi vengono stese Cosenza, Siracusa, Vibonese e Virtus Francavilla con l’unico rallentamento nel pari sul difficilissimo campo della Fidelis Andria. Nasce un nuovo Foggia: più verticale e profondo, meno palleggiato e con sfogo esterno lasciato sulle spalle del solo Rubin. L’ex terzino del Modena, come Angelo, è giocatore di categoria superiore per tecnica e curriculum tanto da risultare quasi sempre decisivo. Il mercato invernale soddisfa Stroppa: l’addio di Riverola giustifica il colpo Deli, mentre i saluti di Quinto tolgono anima ad uno spogliatoio comunque compatto. Via il giovane Padovan e dentro Di Piazza, attaccante da doppia cifra che trova con Fabio Mazzeo un duello rusticano. Da Trapani arriva l’esperienza difensiva di Figliomeni, tassello necessario per competere con Matera, Lecce e Juve Stabia. Sfida a quattro per un posto solo, la tanto agognata Serie B passa dalla continuità e dalla cancellazione dei passaggi a vuoto.

SOLUZIONE – Iniziamo il nostro viaggio tattico proprio dal nuovo attacco della profondità: siamo nel primo tempo della vittoria contro la Virtus Francavilla, il Foggia è avanti grazie al giusto penalty di Mazzeo. Nello specifico prendiamo in analisi un’azione che non frutterà nulla ai rossoneri, però è interessante leggere l’attacco dello spazio del centravanti di Stroppa e notare come le linee siano sempre molto strette. Reparti corti, il modo migliore per alzare la difesa avversaria e attaccarla in profondità. Nel finale riuscirà benissimo a Di Piazza: tre inserimenti e due gol. Torniamo al nostro frame: Mazzeo (riquadro blu) attacca alle spalle di Idda, con Abruzzese troppo lontano e mal piazzato. Agazzi è bravo a farsi dettare il passaggio dal compagno e servirlo nello spazio, la Virtus ci metterà una pezza ma il sistema è teoricamente riuscito.

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ANGELO BIS – L’assenza del brasiliano è pesante, mista a quella di Sarno costringe Stroppa a mettere in soffitta la catena di destra dal punto di vista offensivo. Il dirimpettaio di Angelo è comunque Matteo Rubin, terzino con esperienza in Serie A e B che sa come essere un fattore in zona gol. Ecco che nasce un nuovo binario: con il numero 23 c’è lo spagnolo Sainz-Maza, i due trovano una perfetta intesa grazie ai tagli del secondo che lasciano spazio attaccabile per Rubin. Piccolo esempio nel frame: in giallo i due terzini, con Rubin in possesso palla mentre Loiacono appoggia la manovra in zona centrale. In area c’è Chiricò (cerchio rosso) che attacca il secondo palo, Mazzeo (cerchio blu) si prende il cuore della difesa avversaria. Rubin pesca bene il compagno che raddoppia. Linea arancio per Deli e Sainz-Maza: l’esterno rimane in appoggio per uno scarico, Deli attacca dentro mettendo in difficoltà Idda che non raddoppia su Mazzeo e perde il contatto visivo col pallone.

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DENSITÀ – Chiudiamo con la fase di non possesso, anche in questo caso l’assenza di Angelo ha mutato movimenti e scelte. Nel nostro frame siamo già sul punteggio di 3-0 per il Foggia, i rossoneri però non si lasciano andare a distrazioni e la rete che subiranno poco dopo arriva più casualmente che altro. Torniamo al nostro fermo immagine: la Virtus attacca da sinistra con Pastore, ci sono Loiacono e Martinelli in chiusura, sul possibile scarico arrivano Vacca e Deli (linea gialla). L’errore c’è ed è di Martinelli che dovrebbe mollare e scappare su Ayina che rimane invece di Coletti con Rubin costretto nella terra di nessuno tra Nzola e Triarico. Piccola sbavatura senza conseguenze, la cosa interessante è la quantità di uomini impegnati nella fase difensiva e come, a differenza della gestione De Zerbi e di quella Stroppa con Angelo, ci siano entrambi i terzini pronti a difendere uomo contro uomo.

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