Fondi, lezioni di intensità

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Pubblicato il 25 novembre 2016 in Tattica

Un punto di penalizzazione che non inficia l’inaspettata alta classifica momentanea. Il Fondi di Sandro Pochesci è una delle sorprese della stagione di Lega Pro, arrivato nel campionato di terza serie grazie al ripescaggio estivo dopo un quinto posto e la vittoria della Coppa Italia Dilettanti. La squadra laziale, che dallo scorso agosto ha preso la denominazione di Unicusano Fondi dal nome dell’Università telematica che ne detiene la proprietà, rappresenta uno dei modelli migliori del campionato di Serie C. Pochi dubbi sul fatto che la presenza dell’importante ente privato regali una sicurezza economica non uguale in altre realtà, ma come sempre nella vita i soldi non bastano a fare la felicità. Progetto tecnico mirato, nomi di buon blasone per la categoria messi al servizio di un allenatore severo ma che, con furbizia, strizza l’occhio al bel gioco. La classifica sorride, aiutata anche dalle ultime sei uscite che hanno chiarito il livello dei laziali: battute formazioni come Siracusa, Taranto e Paganese, mentre con Matera, Lecce e Casertana è stata evitata la sconfitta. Punti pesanti contro chi lotta per la salvezza, belle prestazioni con chi ha ambizioni di promozione, questo Fondi non lascia nulla al caso col 4-3-3 tutto intensità di Pochesci. Attacco senza riferimenti, centrocampo tecnico e difesa solida ed esperta. Nessuna tendenza all’età media, quando i soldi non sono un problema è possibile costruire rose di buon equilibrio in tutti i reparti. Il leader tecnico è Filippo Tiscione, attaccante palermitano noto nelle categorie minori per le tante reti segnate, ma che adesso si sta ritagliando un ruolo da protagonista anche in Lega Pro. Con lui Elio Calderini e Francesco Bombagi cercano riscatto dopo il fallimento a Catania, anche se è la difesa il reparto più interessante: da Baiocco a Mucciante, ex del Matera di Auteri lo stesso allenatore con cui proprio Mucciante ha vinto lo scorso campionato a Benevento. Sugli esterni la tecnica offensiva di Galasso e Squillace, con Signorini e Fissore a completare una linea solidissima e con esperienze continue.

COINVOLTI – Della difesa parleremo nel blocco successivo, iniziamo la nostra discussione tattica dal sistema offensivo. Siamo nella sfida di Matera terminata sullo 0-0: azione di ripartenza organizzata del Fondi, attenzione alle linee rosse con cui evidenziamo il tridente. Albadoro è in possesso palla, il suo ruolo di centravanti non lo costringe alla posizione centrale ma come per Calderini e Tiscione vale il discorso del continuo movimento. Riquadro azzurro per i due terzini: il numero 3 Squillice è già altissimo, dall’altra parte Galasso non bada all’equilibrio ed attacca lo spazio creando un’opzione di passaggio utile. Sono corti sull’attacco anche i centrocampisti, trio che bilancia l’intera squadra e non abbandona sulle spalle del tridente l’intera fase offensiva.

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INSIEME – Passiamo alla difesa, rimaniamo nella sfida di Matera e vediamo come quanto accaduto per la fase offensiva sia replicata in quella difensiva: evidenza rossa per segnalare la presenza di ben dieci calciatori (portiere compreso) impegnati nel tentativo di bloccare le avanzate avversarie. Riquadro blu per Tiscione e Calderini, in teoria le due punte esterne del tridente di Pochesci ma che in realtà non lesinano di applicarsi nella fase di non possesso. Questa è la vera forza del Fondi: una continua intensità di squadra, non importa se attacco o difesa, la cosa che non deve mai mancare è la presenza fisica e il mantenimento di distanze e equilibrio.

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