Frosinone-Messina, il lavoro nobilita l’allenatore

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Pubblicato il 23 luglio 2016 in Tattica

Solo un’amichevole, e probabilmente contro un avversario sproporzionato rispetto a momento ed elementi a disposizione. Nessuna potrà mai buttare la croce sopra il Messina che crolla a Frosinone. I ciociari non solo sono una formazione appena retrocessa dalla A alla B, ma ambiscono ad un pronto ritorno nella massima serie. Elementi come Ciofani, Dionisi e sopratutto Paganini non possono essere un test reale di quello che aspetterà il Messina di Bertotto nella prossima Lega Pro. Ma come il tecnico torinese osserva, studia e giudica anche noi cerchiamo di rimetterci in forma in vista della nuova stagione provando a conoscere, e riconoscere, il nuovo stile di gioco dei giallorossi. Poche le azioni offensive, ovvia conseguenza della differenza tra le forze in campo. Ci concentreremo più sulla fase di non possesso, con una particolare attenzione su distanze e automatismi.

frosinone-messinaIN MOVIMENTO – Primo frame della nostra analisi: siamo nel primo tempo ancora sul punteggio di 0-0. Una delle poche sortite offensive, o meglio una delle poche volte che il Messina riesce a mettere la testa nella metà campo avversaria. Azione da calcio d’angolo difensivo, Giorgione recupera palla e fa ripartire i suoi. Lancio lungo sul movimento a tagliare esterno di Sebastiano Longo (cerchio giallo, pallino giallo per indicare la posizione di partenza). L’azione si chiuderà con un’entrata decisa di Gori che fermerà il giovane talento del vivaio del Messina. Interessante il movimento senza palla del centravanti del Messina, come è interessante la scelta di Longo come punta centrale. Nello sviluppo del gioco di Bertotto è palese che il tridente offensivo non debba soffrire di immobilismo, anche per questo, è probabile che il mercato del Messina sia andato verso profili tecnici e tattici di particolari caratteristiche. Sull’effettivo valore dei vari Milinkovic e Ferri è davvero inutile fare pronostici. Sia in positivo che negativo sarebbe esercizio di presunzione, vero che i due (discorso identico per Ciccone) hanno statistiche poco confortanti, ma va valutato l’impatto che avranno con le idee di Bertotto e soprattutto con la continuità.

RICERCA DI CORAGGIO – Secondo focus: siamo in fase difensiva, esattamente nell’azione che porterà al vantaggio frusinate confrosinone-messina Daniel Ciofani. Due frame per spiegare al meglio non tanto gli errori (gravi), ma il concetto difensivo che Bertotto vuol imporre. Ricamare su un Paramatti totalmente imperfetto sarebbe totalmente inutile, cerchiamo di individuare il sistema del tecnico: nella prima immagine vediamo nel riquadro blu Federico Dionisi in possesso palla, alle sua spalle il trio di centrocampo che, saltato troppo facilmente, allunga la squadra (linea verde). In giallo c’è Ciofani che corre in avanti, mentre è giusta la distanza tra Burzigotti e Paramatti (linea rossa), che però leggono male l’azione. La cosa più interessante, comunque, è vedere dove sia posizionata la linea difensiva del Messina. Siamo praticamente nel cerchio di centrocampo, squadra altissima che soffre di lunghezza solo per colpa degli altri due reparti. Non a caso la guida della terza linea è affidata all’unico giocatore esperto, il centrocampo guidato da Ricozzi perde presto le misure e lascia la difesa a giocare il letale uomo contro uomo. frosinone-messinaNella seconda immagine vediamo come Paramatti inchiodi la sua corsa per attaccare il pallone (linea rossa), il ritardo è palese e Dionisi imbuca perfettamente per Ciofani. Burzigotti non accorcia mai ma corre sempre e solo all’indietro, gioco da ragazzi per Ciofani battere Russo con un bel diagonale. Per il momento non stiamo a guardare l’errore nella scelta, anche se probabilmente il timing sugli interventi sarà la chiave del sistema. Bertotto vuole una squadra corta (Musacci sarà vitale), e una difesa alta. Ci vorrà coraggio nelle decisioni, l’errore andrà messo in conto.

MECCANISMI DA TROVARE – Ancora una doppia immagine per analizzare la fase di non possesso del Messina di Valerio Bertotto. Siamo nell’azione che porterà al rigore del raddoppio di Dionisi dopo il fallo di Paramatti su Ciofani. Primo frame, Mileto è moltofrosinone-messina stretto e poco aiutato da intermedio ed esterno alto che non segue la discesa di Crivello. Linea gialla per evidenziare il movimento in uscita del terzino giallorosso, contrasto vincente all’inizio ma paradossalmente col raddoppio di Bossa arriva l’errore. Il giovane centrocampista lo vediamo nel riquadro rosso accoppiato a Gori. In alto un triangolo blu: Burzigotti, Ricozzi e Paramatti. Quest’ultimo è già in sofferenza, deve marcare Ciofani e tenere d’occhio il rimorchio. Passiamo al secondo frame, ovvfrosinone-messinaero il proseguimento dell’azione: Bossa ha raddoppiato in aiuto a Mileto, errore grave perché molla Gori che non viene preso da nessuno dato che tra Bossa e Ricozzi c’è un mare di campo. Gori (cerchio arancione) alza la testa e gioca verso Ciofani, il capitano ciociaro prende posizione su Paramatti (riquadro rosso), il centrale del Messina lo tira giù ed è un evidente calcio di rigore. In basso in un riquadro chiaro vediamo Ciccone, il numero 7 dei giallorossi rimane spettatore e non accorcia mai in aiuto né su Crivello né su Gori. Ovvio che il tempo di lavoro sia stato poco, infatti gli errori sono solo una buona scusa per analizzare il complesso del gioco voluto da Bertotto. Ci vorrà applicazione, aiuto e interscambio. Non un calcio scolastico quello dell’ex capitano dell’Udinese. Linea alta e squadra corta, per riuscirci c’è un solo metodo: il lavoro. Vedremo le evoluzioni contro un avversario meno importante come il Benevento, con in più l’esperienza di Frosinone e qualche nuovo allenamento sulle gambe, in attesa che anche i nuovi vengano inseriti.

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