Giugliano-Fc Messina, il proprio posto nel mondo

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Pubblicato il 15 Febbraio 2020 in Primo Piano

Il mese della verità, quello che dirà quanto davvero forte e maturo sia il Football Club Messina di Ernesto Gabriele. A Giugliano scontro diretto che vale un posto sul podio e la sicurezza in zona playoff, campani banco di prova complicato per aprire un ciclo dalle difficoltà crescenti.

LA TESTA – La vittoria contro il Nola è arrivata per spazzare via Palermo e confermare – se ce ne fosse bisogno – la solidità mentale di un gruppo, ormai, convinto di poter recitare la parte della grande squadra. A Giugliano – campo rovente per eccellenza – i giallorossi cercano quella il diploma di maturità dal punto di vista della prestazione e della personalità. Girone di andata che fatica a essere un reale termine di paragone: il cambio di guida tecnica ha mutato equilibri e punti di forza, quanto fatto un girone fa è poco importante per una squadra che da dicembre in poi ha mostrato un volto determinato, non senza qualche passaggio a vuoto dovuto alla solita carenza di spietatezza. Il Football Club Messina, quindi, che si presenta a Giugliano è una squadra diversa, pericolosa per qualsiasi avversario e che ha limato i difetti di attenzione visti tra Nola e Torre Annunziata sotto la gestione Costantino. La vittoria di Troina, il pari di Licata e la prestazione di Palermo dicono che, adesso, il Fc Messina gioca su altri livelli e cerca le conferme per un cammino da primi posti.

ALTERNATIVE – L’infortunio di Domenico Marchetti toglie alternative ma non cala la percentuale di leadership grazie all’impatto della coppia Quitadamo-Fissore. La struttura voluta da Gabriele si muove su certezze più di uomini che di moduli, la capacità di sopperire alle assenze – quindi – diventa arma necessaria e fondamentale. Fuori un leader ma dentro Melillo: l’argentino si traveste da valore aggiunto, calciatore pronto per ogni occasione e ruolo per alzare il tasso tecnico all’occorrenza ma, soprattutto, per dare concrete alternative in gare bloccate o complicate. Calciatore diverso il numero 10: fantasista classico, tutto tecnica e voglia di far male all’avversario. Coria ha tirato la carretta per un intero girone, bravo a diventare protagonista per giocate entusiasmanti e per una fase difensiva di tutto rispetto. Riuscire a far sposare i due talenti sarà complicato, forse più facile – al momento – alternarli secondo le circostanze. Toccare l’equilibrio raggiunto, infatti, potrebbe essere rischioso, soprattutto in un momento del calendario così delicato. Problemi di abbondanza, quindi, per mister Gabriele che ha visto la sua squadra allenarsi, con intensità, sul sintetico della Cittadella universitaria per abituarsi a quello di Giugliano. Più che il campo, in Campania preoccupa il fattore ambientale con una piazza nota per la spinta che riesce a dare alla squadra di casa. Interessante, quindi, vedere la reazione dei giallorossi in una sfida che condizionerà l’umore in vista delle prossime settimane.

IL GIUGLIANO – Cammino casalingo netto nel 2020 per i gialloblù di mister Agovino. Squadra ridisegnata tra dicembre e gennaio con cessioni di grido ma acquisti utili a tornare sui livelli sperati. Impatto di personalità di Gennaro Esposito, mentre la crescita del giovane Orefice ha conquistato dal punto di vista tecnico e da quello dell’incisività in campo. Un paio di infortuni di troppo non hanno mutato lo spirito, il Giugliano resta una squadra intensa dal punto di vista fisico e dotato della qualità necessaria per colpire. Difesa a quattro come marchio di fabbrica, dalla cintola in avanti si lavora su duttilità legata a singoli capaci di interpretare più ruoli.

FORMAZIONE – Fuori Domenico Marchetti e Camara, non ci sono grossi dubbi per un Gabriele che può farsi forza sulla continuità di scelte e prestazioni. Nessuna novità, quindi, rispetto alla vittoria contro il Nola con Carbonaro che cresce dal punto di vista fisico. Melillo e Geran alternative da gara in corso, così come Dambros rimasto – per mesi – l’unica soluzione diversa rispetto ai titolari. Sfida complicata ma elettrizzante, perché questo Football Club Messina deve dimostrare alle avversarie di aver raggiunto un livello maggiore rispetto a chi continua a lottare per un posto playoff.

GIUGLIANO (4-3-3) Mola; D’Ausilio, Impagliazzo, Di Girolamo, Mennella; Liccardo, Logoluso, Tarascio; La Ferrara, Esposito, Orefice. All. Agovino

FC MESSINA (4-4-1-1) Marone; Casella, Quitadamo, Fissore, Brunetti; Bevis, Marchetti, Giuffrida, Correnti; Coria; Carbonaro. All. Gabriele

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