Il Monopoli prepara il muro, il Messina ci prova tra le linee

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Pubblicato il 19 settembre 2015 in Tattica

Cercare di presentare tatticamente la sfida del “Vito Simone Veneziani” tra Monopoli e Messina non è il più semplice degli esercizi. Le due squadre, infatti, rimangono due tra le incognite maggiore dell’intero Girone C di Lega Pro. Riammesse ad inizio settembre, costruite in tutta fretta e reduci da una stagione che definire “travagliata” è poco. Pugliesi sopravvissuti al campionato di Serie D con mille sofferenze, salvezza raggiunta agli sgoccioli con l’iscrizione nel registro delle ripescabili grazie all’ottimo cammino fatto in Coppa Italia di categoria. Squadra affidata a Massimiliano Tangorra, ex centrale difensivo di sufficiente qualità, alla prima esperienza su una panchina di Pro dopo gli anni alla guida degli Allievi Nazionali del Bari. Allenatore duttile, ecco la definizione per l’inesperta guida del Monopoli; non un oltranzista tattico, pronto ad uscire dal canale 4-3-3 su cui ha basato i suoi anni nei campionati giovanili, e sposare un prudente 3-5-2. Dall’altra parte ci sarà Arturo Di Napoli ed il suo Messina, riammesso dopo la retrocessione e il cambio di proprietà; rifondata in una settimana grazie al lavoro celere e puntuale del Ds Argurio.

DUTTILITA’ E PRAGMATISMO – Se Tangorra sceglie di non mettere in campo sé stesso davanti alla squadra a disposizione non si può che fargliene merito. Un 3-5-2 concreto, basato sulla solidità fisica dei centrali di difesa, l’esperienza di Esposito e Castaldo (in campo difficilmente insieme) si sposa con la freschezza di Bei e la rocciosità di Ghosheh (ex di turno). Trio che si completa, non alta la qualità tecnica con la costruzione dal basso rinviata ad un futuro prossimo. Dietro si mettono i mattoni del muro, è in mezzo che cresce la fase di palleggio e si proverà a diventare squadra. C’è l’ex Vigor Lamezia, Simone Battaglia, giocatore di lotta e di governo che dovrà dettare tempi senza dimenticare che l’avversario andrà rincorso. Tarantino e Difino rappresentano gli opposti che si attraggono: il primo corre e mena, il secondo dovrebbe dare imprevedibilità ad una squadra, sennò, piatta. Battaglia detta i tempi, Difino li stravolge cercando il taglio diagonale tra le linee. Può diventare una soluzione, lo frenano età e inesperienza. Davanti ci saranno Croce e Gambino, esperti e pericolosi in categoria. Su di loro Tangorra punta le fiches della speranza, una giocata dei singoli può cambiare il corso di una gara, a Croce e Gambino i colpi non mancano. Tatticamente non dovremmo vedere fuochi d’artificio, il poco tempo a disposizione di Tangorra è il chiaro limite ad un lavoro che frutterà tra qualche mese, di sicuro squadra corta e linee compatte. Il segreto? I due esterni. Luciani a destra ha gamba prepotente. A sinistra c’è Pinto, mancino fastidioso che di gol ne ha segnati e di pesanti.

Monopoli-Messina Grande

ASSENZE E MERCATO – Nella mini preparazione svolta il punto fermo è stato uno: il 4-3-3. Dal modulo non si transige, e le amichevoli pre-stagionali hanno parlato chiaro. Possesso ragionato, si parte dal portiere in accordo ai centrali. Da loro inizia (sottolineiamo inizia) la manovra, il centrocampo non si salta e il riferimento basso deve prendersi palla e responsabilità, Bramati e Fornito si sono alternati in questa estate. La febbre del primo potrebbe dare all’ex Cosenza la maglia di regista, il mancino scuola Napoli dovrà velocizzare il suo tocco e dettare i tempi. Possibile vederli insieme nel trio di centrocampo, in quel caso sarebbe Bramati ad agire come perno centrale. Gli intermedi devono avere gamba, giocatori come Giorgione sono l’esempio classico. Le catene sono fondamentali: terzino, intermedio e punta esterna; lavoro di insieme e sincronizzato. Due tocchi e si attacca lo spazio. I terzini possono essere decisivi, sulle corsie ci sono spazi da attaccare, e ci vuole tecnica oltre che forza. Gli esterni offensivi sono l’asso nella manica, schierati a piede invertito si svestono dal ruolo di ala diventando mezze punte che vanno a riempire lo spazio tra la linea di difesa e quella di centrocampo. Corsie vuote per gli inserimenti senza palla. In mezzo c’è la boa di riferimento. E che sia chiaro, in mezzo ci vuole il fisico. Una punta strutturata ma non solo fisicamente, che nel concreto basi il suo gioco sull’utilità alla squadra e finalizzi. Non una punta che attacca la profondità, ma che partecipa e apre spazi ad esterni e intermedi di centrocampo. A Monopoli scenderà in campo il cugino alla lontana del Messina che ha in mente Di Napoli; le assenze di Baccolo e Gustavo peseranno sullo sviluppo della manovra, quanto la scarsa condizione fisica del momento. Il cantiere resta aperto, ma le basi del 4-3-3 si cominciano a vedere.

 

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