La legge del più forte: Messina travolto a Foggia

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Pubblicato il 4 febbraio 2017 in Primo Piano

La diga regge un tempo, poi la catastrofe. Perfetto nei primi quarantacinque minuti, il Messina soccombe nella ripresa sotto i colpi di un Foggia scatenato: Mazzeo e Deli fanno saltare il banco, l’autogol di Palumbo pone il definitivo sigillo alla contesa. I rimpianti dei siciliani nelle occasioni sprecate da Anastasi sul risultato di parità, quando la poesia dell’ispiratore Milinkovic non trova alcun alloro di cui fregiarsi.

EFFETTO SORPRESA – Carenze momentanee o strutturali invitano il tecnico Lucarelli a lanciare subito nella mischia i nuovi acquisti del mercato invernale: in mediana i debutti di Sanseverino e Da Silva ai lati di Musacci, fondamenta per sviluppare le programmate ripartenze in supporto della boa Anastasi. Il tecnico livornese conferma il 4-3-1-2 visto con la Juve Stabia grazie alla duttilità di un rinato Mancini, prezioso nelle consegne difensive (in marcatura su Agazzi), imprevedibile nella costruzione di gioco. In un contesto di perfetto ordine, a Milinkovic il compito di sparigliare il mazzo a piacimento: una venatura di follia per travolgere il corso delle cose. Tutto come previsto per il primo quarto d’ora, quando alle percentuali bulgare di possesso palla il Foggia fa seguire anche i velenosi tentativi di Chiricò e Sainz-Maza dalla distanza, prime battute di quello che sembra definirsi come un monologo rossonero. Il Messina prova la carta del coraggio per uscire dall’impasse: una volta innescato, Milinkovic si rivela devastante, sublime suggeritore per due volte di un Anastasi infelice finalizzatore. L’infortunio di Grifoni (uscito in barella) non sconvolge i piani: la difesa giallorossa appare comunque invalicabile, i pugliesi rimandano ogni assalto a tempi migliori.

DURA LEX – Il Messina resta negli spogliatoi. Una puntura del brasiliano Da Silva in apertura di ripresa, poi l’escalation negativa che decide il match: prima l’uno-due irresistibile di Mazzeo e Deli, a seguire l’autogol di Palumbo e l’espulsione del subentrato Madonia per proteste, triste epilogo di un incontro divenuto a senso unico. Nel breve volgere di pochi minuti sono azzerate tutte le certezze, vanificati tutti gli sforzi. Tristemente travolti dagli eventi Rea e Bruno, morbidi in marcatura e spaesati nelle sortite rossonere nel cuore dell’area; il resto è frutto di un nervosismo incomprensibile che oscura alla lunga anche gli aspetti migliori emersi nella prima frazione. Gara chiusa alla mezz’ora, allo Zaccheria prevale la legge del più forte.

FOGGIA      3

MESSINA   0

MARCATORI Mazzeo al 12′, Deli al 14′, Palumbo (aut.) al 31′ s.t.

FOGGIA (4-3-3) Guarna; Loiacono, Martinelli, Coletti, Rubin (dal 17′ s.t. Gerbo); Agnelli (dal 25′ s.t. Sicurella), Agazzi, Deli; Chiricò, Mazzeo, Sainz-Maza (dal 21′ s.t. Di Piazza). (Sanchez, Tucci, Figliomeni, Vacca, Sarno, Dinielli, Pompilio, Martino, Pertosa). All. Stroppa.

MESSINA (4-3-1-2) Berardi; Grifoni (dal 30′ p.t. Palumbo), Rea, Bruno, De Vito; Da Silva (dal 13′ s.t. Madonia), Musacci, Sanseverino; Mancini (dal 29′ s.t. Ciccone); Anastasi, Milinkovic. (Russo, Benfatta, Capua, Saitta, Akrapovic, Ricozzi, Marseglia, Ansalone, Ferri). All. Lucarelli.

ARBITRO Zingarelli di Siena.

NOTE Spettatori 9000 circa. Ammoniti Loiacono, Bruno, Milinkovic, Agnelli. Espulso Madonia al 33′ s.t. Corner 3-3. Recupero 2′ e 4′.

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