Marina di Ragusa-Messina, gioca che ti passa

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Pubblicato il 28 Settembre 2019 in Primo Piano

Sei punti in cinque giorni, una classifica che cambia in maniera radicale e una giornata di campionato che potrebbe rilanciare, definitivamente, il cammino del Messina. Mister Rando predica pazienza, di fronte quel Marina di Ragusa amaro campanello d’allarme snobbato a inizio stagione.

LA DIDATTICA – Il tempo non è stato amico di Michele Cazzarò, amaramente cacciato dopo una serie di sconfitte senza appello, con buona pace di chi ci aveva creduto. Il tempo scorre veloce quando l’obiettivo è alto, la vera difficoltà è quella di non farsi schiacciare e smettere di ragionare. Il Messina ha provato a farlo, si è affidato all’uomo che aveva in casa e lo ha fatto anche, e forse soprattutto, per il suo amore verso il calcio. Pasquale Rando insegna calcio e gioco: non una esagerazione retorica, solo la consapevolezza che nasce se si ha la fortuna di assistere a una porzione di allenamento del tecnico messinese. Da Coralli a Bonasera non ci sono differenze: come si stoppa, come ci si muove senza palla, come si attacca lo spazio, la scelta giusta e quella sbagliata. Didattica sempre, perché nel calcio si impara fino al fischio finale dell’ultima gara della carriera. Gusto per il gioco del calcio: la via scelta da Rando è, chiaramente, quella della ricerca di un gioco offensivo che dia identità e convinzione, medicina adatta per guarire questo Messina.

TESTA E GAMBE – Dice di lavorare sulla testa Rando, perché il Messina che eredita (ma del quale ha responsabilità da ex dirigente) aveva peccato più psicologicamente che tecnicamente. Una mezza verità, perché Rando lavora sul campo e sui concetti per vedere il suo Messina: la palla viaggia bassa, le catene esterne sono una soluzione importante e la ricerca di una rapidità di esecuzione, non vista in precedenza, diventa spasmodica. Il tempo non ha aiutato con il suo scorrere senza pietà: evidente anche la crescita fisica, come evidente è la casualità che spesso accompagna questo mondo. Colarusso da centrocampo, Siclari (al netto dei falli di mano) che invece sbaglia da un metro, poi il palo di Gagliardi e la storia che gira. Se la svolta sia definitiva lo dira il Marina di Ragusa, quasi un cerchio che si chiude lì (anche se si giocava a Palazzolo) dove tutto ebbe inizio, nonostante gli estintori di parte che provarono a dire che fosse solo calcio d’agosto.

GLI UNDICI – Le matricole, a inizio stagione, sono quelle squadre che non vorresti mai incontrare. Hanno entusiasmo, poco da perdere perché la classifica non brucia e voglia di mettersi in mostra. Il Marina di Ragusa rappresenta l’esempio ideale: già in Coppa Italia ha fatto vedere di essere pericoloso in contropiede e il campionato ha mostrato una squadra che in casa sa come dar fastidio. Piccolo vantaggio per Rando quello di conoscere, meglio che in altre sfide, l’avversario e di poterlo attaccare non solo secondo teorie e ipotesi. Contro il Castrovillari si è cambiato in corsa per necessità, la sensazione resta quella di una nuova identità sulla quale insistere per dare stabilità sia tattica che nelle scelte. Resta fuori dai convocati Barbera limitando, quindi, le scelte sul 2001 obbligatorio, anche se Saverino e Orlando danno ampie garanzie. Il ritorno di Sampietro aumenta le opzioni a centrocampo, e soprattutto, le soluzioni visto un Ott Vale poco adatto al compito da regista; solo gli incastri under diranno se l’argentino troverà posto da intermedio. Una giornata che può dire molto, con un orecchio agli altri campi (come accade ogni domenica) e la consapevolezza di poter tornare a essere squadra e da vertice.

MARINA di RAGUSA (4-3-3) Di Carlo; Carnemolla, Mancuso, Giuliano, Belluardo; Gioia, Calivà, Mauro; Iannizzotto, Mistretta, Bonfiglio. All. Utro

MESSINA (4-3-3) Avella; De Meio, Bruno, Giordano, Strumbo; Ott Vale, Sampietro, Cristiani; Crucitti, Coralli, Orlando. All. Rando

*foto tratta dalla pagina Facebook ufficiale dell’Acr Messina

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