Messina-Acireale, il silenzio dei colpevoli

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Pubblicato il 7 ottobre 2017 in Primo Piano

Due pareggi, due punti, due reti. Premesse più che sufficienti per non guardare positivamente il prossimo impegno del Messina. Ogni settimana ci si ritrova a disegnare la sfida a venire come quella della svolta, esercizio di inutile retorica giornalistica a cui tutti ci costringiamo. La realtà racconta, invece, di un Messina impossibile da psicanalizzare o anticipare: dalla scrivania alla panchina il tratto comune è la mancanza totale di una visione realistica del mondo circostante. Il presidente Sciotto rincorre se stesso e tutti i fantasmi gestionali, visioni che accompagnano una frustrazione crescente che presto dovrà sfociare nella più amara delle autocritiche. Mister Venuto non manca di stupire con dichiarazioni al limite dell’inquietante, tanto che i suoi silenzi abituali nel pre gara ci tolgono la possibilità di un sano sorriso. Non parla il tecnico alla vigilia della sfida con l’Acireale (come ormai abitudine dei piani alti dell’Acr Messina), così si aspetta la lista dei convocati per scoprire che Stefano Maiorano non ci sarà, per quanto tempo non è dato però sapersi. Probabile uno stop non troppo lungo, quanto basterà per farlo rimpiangere. Quanto sia importante battere la formazione di Pietro Infantino rientra negli anacronismi, il Messina deve battere chiunque da qui al futuro per ricostruirsi verginità sportiva e credibilità agli occhi dei tifosi. A proposito di pubblico: San Filippo a porte aperte ma con capienza ridotta. Solo 3000 le presenze massime garantite (trasferta comunque vietata per i tifosi acesi), anche sui motivi di tale scelta sarà meglio sorvolare da qui all’eternità. La speranza rimane che tutti i problemi possano essere risolti dando al Messina la possibilità di una gestione annuale.

CLASSIFICA – La drammaticità del momento giallorosso la racconta una graduatoria che vede la squadra del presidente Sciotto lontanissima dalla capolista Ercolanese. Impossibile puntare ancora in alto? Domanda inutile, perché la Serie D soffre e sopravvive di troppe sfaccettature che la rendono un campionato dal pronostico aperto. Al momento il nodo più complicato da sciogliere rimane quello legato al reale valore del Messina: la conferma di Venuto (quanto veramente voluta?) fa pendere la bilancia verso uno scarico delle responsabilità verso la rosa. La costruzione del gruppo ha vissuto di tanti padri e troppa incoerenza: Venuto e Sciotto hanno creato una squadra che ha necessitato dell’intervento ossigenante di Fabrizio Ferrigno. Il risultato finale non descrive una formazione così distante da quelle che bazzicano nelle zone nobili della classifica, a mancare è forse la convinzione di essere squadra e l’armonia all’interno dell’intero Messina. Troppe anime e tante parole che rimangono nascoste nelle segrete stanze, tipico degli universi appena creati e fondati sul dissidio tipico dell’egocentrismo. Pietro Sciotto incarna la figura del presidente vecchia maniera: accentrare il potere dovrebbe far rima, però, con l’addossarsi le eventuali responsabilità. Tempo al tempo.

FORMAZIONE – Mano pesante su Ragosta dopo la sciocchezza di Vallo della Lucania, due giornate di squalifica che terranno l’ex Castrovillari a riflettere lontano dal terreno di gioco. Stessa sorte per il tecnico Venuto reo di imprecazioni e proteste nei confronti dell’assistente del signor Tchato. Urlerà da lontano l’ex allenatore del Due Torri che intanto sembra vicino a confermare il 4-3-3 visto nelle ultime settimane: in difesa tornerà Bruno in coppia con Colombini, ai loro lati sembrano intoccabili Polito e Cozzolino. Altro certo del posto è il solito Fabio Bossa che completa così la casella dei due ’98 obbligatori. In mezzo al campo Migliorini sarà la guida, Lavrendi l’uomo incaricato di attaccare gli spazi. In avanti l’unico meritevole di una maglia da titolare è Rosafio, chi sarà a completare il tridente rimane un mistero: Cocuzza o Dezai cambia poco, entrambi hanno dimostrato di garantire prestazioni al limite del dignitoso solo da subentranti. Nelle ultime uscite sull’out mancino è toccato a Damiano Lia, il classe ’97 non gioca per il rispetto della regola under ma per una scelta tattica. La sua duttilità nella doppia fase garantisce la copertura all’attaccabile Cozzolino. Per questo motivo potrebbe toccare ancora a lui, difficile quindi vedere Cocuzza e Dezai in campo contemporaneamente magari col capitano dirottato nel ruolo di attaccante di sinistra. Soluzione, questa, che aumenterebbe il tasso offensivo ma che probabilmente questo Messina potrà permettersi solo a gara in corso.

MESSINA (4-3-3) Prisco; Polito, Bruno, Colombini, Cozzolino; Bossa, Migliorini, Lavrendi; Rosafio, Dezai, Lia. All. Russo (squalificato Venuto)

ACIREALE (3-4-3) Barbieri; Tumminelli, Di Maio, Manes; Lombardo, Lo Nigro, Palermo, Sciannamè; Scapellato, Testardi, Barraco. All. Infantino

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