Messina-Acireale, tutta la vita davanti

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Pubblicato il 7 Settembre 2019 in Primo Piano

Un inizio che ha sorpreso, non tanto nei risultati ma nelle prestazioni troppe brutte per essere figlie del lavoro di Cazzarò e Obbedio. Il Messina ritrova il San Filippo per la prima volta in stagione, di fronte l’avversario perfetto: l’Acireale.

L’INCANTESIMO – Ultime due annate fortunate per gli acesi, a Messina due vittorie costate care a Venuto prima e Infantino poi, due rovinose cadute che diedero il polso dei giallorossi. Avversario ideale questo Acireale, forte al punto giusto per regalare un’altra verità sul gruppo di Cazzarò, ma preda ambita per chi cerca il riscatto immediato. A Troina, come in Coppa Italia, il Messina ha peccato di personalità rimbalzando su idee di gioco banali e sterili. Il ds Obbedio ha battuto i colpi Cristiani e Bruno, due innesti di qualità ma soprattutto calciatori dalle caratteristiche diverse rispetto alla plasticità vista fin qui. Vederli dal primo minuto non sarebbe sorprendente, anzi il loro arrivo va a mettere toppe necessarie dopo il pochissimo mostrato al Proto.

AL BANDO I NUMERI – Parlare di moduli diventa spesso inutile, soprattutto se a farlo ci si mette gente che confonde ancora la disposizione con l’identità di gioco. Il difetto del Messina non è stato il sistema, pur discutibile, ma le prestazioni di scarsissima presenza dei leader e una trama di gioco mai compresa. I lanci lunghi di Troina ritroveranno senso una volta posto Esposito al centro dell’attacco, fino a quel momento occorrerà trovare uno spartito diverso per il coinvolgimento di calciatori come Crucitti e Siclari. Lo sfogo esterno resta un’arma importante, chiaro però che questa Messina dei piccoli dovrà trovare un attacco della profondità mia visto fin qui. Il centrocampo lentissimo e senza ritmo di Troina non troverà le geometrie di Sampietro ma le capacità di inserimento di Cristiani potrebbe spezzare il ritmo da cantilena sopportato nelle prime uscite. Muoversi meglio, diversamente e non correre dietro all’avversario, miglioramenti che non dipendono da nessun modulo ma dalla capacità di essere in partita e non soffrire l’avversario. L’Acireale di Pagana è squadra già scritta viste le idee precise di un tecnico che in categoria ha già dimostrato di saper offrire spettacolo e risultati. Peccare, ancora una volta in personalità, significherebbe vestire l’abito della vittima sacrificale.

IL CAMPO – Il mercato deve essere un’arma da sfruttare, per questo motivo Bruno e Cristiani già scalpitano, soprattutto se i loro rivali nei ruoli sono i pessimi Ungaro e Bossa visti a Troina. Ancora fuori Sampietro e Esposito, lontanissimo da una forma decente Coralli che però può giocare la carta dell’esperienza per strappare minuti importanti. Cristiani e Crucitti balleranno negli spazi dietro a Siclari per togliere riferimenti alla difesa acese; in mediana ci vorrà una scossa di Buono e Ott Vale per scuotere una squadra sopita. A Marina di Ragusa la sconfitta è passata in cavalleria, a Troina il ds Obbedio si è preso le colpe senza cercare scuse; adesso è tempo di iniziare davvero.

MESSINA (3-5-2) Avella; Bruno, Giordano, Strumbo; Saverino, Buono, Ott Vale, Cristiani, Fragapane; Siclari, Crucitti. All. Cazzarò

ACIREALE (3-4-2-1) Pitarresi; Sicignano, Silvestri, Orlando; Cannino, Tuninetti, Barcio, Crispini; Rizzo, Savanarola; Diop. All. Pagana

*foto tratta dalla pagina Facebook ufficiale dell’Acr Messina

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