Messina, aspetta e spera

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Pubblicato il 31 Dicembre 2021 in Primo Piano

Perché il Messina non parla? Perché i vertici giallorossi non sentono l’esigenza di rivolgersi, direttamente, alla propria tifoseria? Perché si preferisce andare avanti per silenzi e frecciate stampa mirate? Perché sul futuro devono sopravvivere solo libere interpretazioni?

SILENZIO ASSORDANTE – Chi sarà l’allenatore dei giallorossi alla ripresa del campionato? Domanda retorica, ma non solo, vista la presenza di quel “momentaneamente” nel comunicato che incaricava Ezio Raciti al posto di Capuano. Tutti gli indizi, comunque, portano alla conferma del tecnico siciliano. Indizi, che magari faranno una prova, ma che restano nel mondo delle supposizioni. Conveniente, così smentire sarebbe più facile. Difficile, però, in questo caso visto che a tirare una riga non è stato il Messina, ma Raffaele Novelli. Il tecnico della promozione, l’uomo che sembrava vicinissimo al ritorno, ma che per farlo aveva messo sul piatto richieste precise. Non sarà lui, come lo stesso ha confermato a Davide Mangiapane sulle pagine di Messinanelpallone.it, ribadendo quelle che erano verità nascoste. Nessuna esigenza economica particolare, nessuna richiesta di mercato. Solo la ricerca di una serenità lavorativa in questo momento non presente. Serenità che avrebbe fatto rima con l’azzeramento dei quadri dirigenziali. Non una prova di forza, ma un punto di incontro non trovato. Resta la scelta del presidente Sciotto di non stravolgere ancora – dato che si sarebbe dovuto ricostruire l’intero organigramma, dalla prima squadra alle giovanili -, ma perché il Messina non parla mai? Le ultime note ufficiali restano quelle della battaglia epistolare tra Lo Monaco e Sciotto. Prima le dimissioni del direttore gen… pardon… il consulente, poi la nota con cui la proprietà annunciava di aver aperto a una cessione del club, ma non senza sottolineare la questione del budget impiegato (male, ndr) dalla dirigenza. Puntuale la risposta di Lo Monaco, anche dettagliata e con punti che avrebbero dovuto portare a una reazione della proprietà. Nulla. O silenzio assenso o un soprassedere elegante, nessuno lo saprà mai, forse la prima opzione vista la presunta pace (o tregua?) tra le parti. Perché, allora, il Messina non parla e chiarisce? Si perde in epistole. Nel frattempo lo studio Bonetti&Delia resta incaricato di valutare eventuali offerte o manifestazioni di interesse. Poca roba, pochissima, sicuramente non offerte. Forse, meglio così. Perché gennaio diventa mese fondamentale per il Messina, con un calciomercato che deve funzionare da rilancio per una squadra alle soglie delle salvezza diretta. Affrontarlo durante un cambio di proprietà sarebbe stato un suicidio. Il Messina, però, come lo affronterà?

RISCRIVERE LA SQUADRA – Pace o tregua che sia, allora, il percorso del Messina dovrebbe muoversi sulle gambe di Lo Monaco e Argurio. Di necessità virtù, perché non ci saranno i cordoni della borsa lasciati lenti da parte di Sciotto. Tagli, fantasia e qualche prestito. In panchina Raciti, l’allenatore che oggi piace a tutti, ma solo perché non ha mai perso. A sua tutela, infatti, sarebbe stato meglio riportarlo in Primavera, lasciando negli occhi l’importanza di quei 4 punti conquistati con Catania e Paganese. Domani, infatti, il tecnico catanese diventerà facile capro espiatorio per tanti. Dentro e fuori la società. In bocca al lupo al mister, una persona serena e schietta che meriterà il massimo del rispetto. Scegliere una figura nuova, esterna, quasi terza – anzi totalmente terza -, sarebbe stata una via più consona al cammino che attende il Messina. Che partirà da un gennaio complicato, con un calendario in salita che metterà in difficoltà i giallorossi. Palermo, Monopoli, Virtus Francavilla per iniziare, tre delle prime 6 in classifica. Non male. Il prosieguo non sarà più semplice. Che rosa avrà a disposizione Raciti? Chissà, il primo nome da depennare sembra essere quello di Ante Vukusic. Fuori dai convocati con la Paganese, vicino alla rescissione. Si resta nell’attesa di una comunicazione, non scontata visto che quella dell’addio di Milinkovic non arrivò mai. Strane strategie di comunicazione (subita anche dai responsabili della comunicazione), ma il Messina, spesso, preferisce le voci esterne alle proprie parole nette e precise. Poi? Sarzi Puttini e Damian sono prestiti che potrebbero tornare alla base (Ascoli e Ternana) per poi essere smistati altrove. Discorso che potrebbe toccare anche Marginean, ma l’esplosione del rumeno nelle ultime sfide potrebbe convincere Sassuolo e calciatore sul continuare l’avventura in riva allo Stretto. Altro caso spinoso quello di Morelli: il terzino livornese sta facendo i conti con gli strascichi del Covid, importante che il ragazzo recuperi al meglio la sua salute. Questione tecniche, infine, con Lewandowski che dovrà scoprire quale futuro abbia in mente il Messina per lui. Fusco ha mostrato buone cose contro la Paganese, in più rientrerebbe (essendo classe 2000) tra i calciatori utili per il minutaggio dei giovani nati dopo il 1999. Lui e non solo, perché uno tra Celic e Mikulic potrebbe salutare. Supposizioni, anche queste. Dettate dall’idea iniziale che tra Sciotto e Lo Monaco sia stata instaurata una tregua, che sia sempre Christian Argurio a fare il mercato. Il direttore sportivo è uno dei primi obiettivi della tifoseria, anche per la sua vicinanza a Lo Monaco. Inutile nascondersi dietro il famoso dito. La stessa moneta che rischia di pagare – come dicevamo prima – il tecnico Raciti. Legami esistenti e che i protagonisti – giustamente da parte loro – difendono. Argurio ha lavorato con soldi e tempi non decisi da lui: di errori ne ha commessi molti – perché non è solo la vicinanza a Lo Monaco a metterlo al centro delle critiche -, ma profili interessanti sono arrivati e negarlo sarebbe solo esercizio di accondiscendenza nei confronti dell’opinione più popolare al momento. Altra chance per lui? Nel caso, toccherà a lui – col solito appoggio di Lo Monaco – dimostrare di poter fare di più e meglio (molto) rispetto all’estate. Questo il quadro tra silenzi e supposizioni, nell’attesa che venga rotto il primo e spazzate via le seconde. Come? Con le parole ufficiali, precise e chiare di proprietà e dirigenza sul futuro del Messina.

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