Messina-Benevento. Sotto le forche caudine

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Pubblicato il 17 gennaio 2016 in Primo Piano

Inermi, umiliati sotto il giogo delle lance scagliate dal rivale. Un primo assalto, l’impressione di essere incapaci di una reazione, il crollo totale e definitivo: i sanniti scorgono uno spazio e colpiscono, il Messina resta immobilizzato a guardare la propria rovina. Difficile addossare colpe nello specifico di fronte a gare di questo genere, inutile un processo alla prima sconfitta interna stagionale. Il tecnico Arturo Di Napoli (voto 4) si è assunto tutte le responsabilità del tracollo, la sua vicenda personale potrebbe avere influito sulla resa di un gruppo di giocatori sceso in campo svuotato di ogni ambizione. Il ripescaggio di Barraco e il 4-4-2 iniziale non possono in alcun modo essersi rivelate come novità tattiche pronte a destabilizzare l’intero collettivo: un problema psicologico, dunque, da risolvere velocemente con un sano confronto tra le parti. I cinque gol subiti, eventualità rara nel calcio divenuta oramai troppo frequente in riva allo Stretto, evocano spettri da esorcizzare nel breve volgere di una settimana. Nessun ritorno al triste passato, un segnale è più che sufficiente per adottare immediati provvedimenti.

Berardi 4: il suo errore sul tiro non irresistibile di Ciciretti spiana la strada al successo sannita. Incolpevole sugli altri gol, frutto di autentiche prodezze, ma gioca senza serenità trasmettendo insicurezza all’intera retroguardia.

Barilaro 4: tornano i fantasmi di Catanzaro, con l’ex Ancona balbettante in fase difensiva e insicuro una volta oltrepassato il centrocampo.

IMG_3897Burzigotti 4: Cissè e Marotta si muovono a loro piacimento nei pressi dell’area, il corazziere giallorosso osserva
impotente. Vistoso passo indietro rispetto alle ultime convincenti prestazioni.

Martinelli 4,5: si ostina ad usare il fioretto quando gli avversari hanno già sguainato la sciabola. Prova a rendersi utile, ma non trova mai le misure giuste per ostacolare severamente gli attaccanti ospiti.

Russo 4: dai suoi movimenti errati si aprono ampie praterie per i veloci esterni sanniti. (1′ s.t. Fornito 4: il suo ingresso non muta di una virgola un copione già scritto)

Giorgione 5: dai suoi piedi l’unico pensiero per l’estremo ospite Gori. L’ultimo ad arrendersi, subisce un fallo da rigore su cui il signor Massimi sorvola inspiegabilmente.

Baccolo 4: nel primo tempo prova a mettere ordine, ma i suoi rari spunti sono lenti e prevedibili.

Zanini 4: il tecnico lo preferisce a Fornito per ottenere maggior filtro, il risultato finale indica chiaramente come si sia sviluppato l’intero discorso. Chiude nella posizione naturale di terzino quando la gara non ha più nulla da dire.

Gustavo 4: da uomo copertina a fantasma nel giro di una settimana. IMG_3941Gira a vuoto senza trovare la posizione da cui ispirare i compagni.

Tavares 4: come centravanti boa non indovina mai un appoggio per i compagni meglio piazzati. Inesistente in avanti. (17′ s.t. Salvemini 4: quando entra in campo la squadra sta già aspettando il triplice fischio, l’andriese non riesce a farle cambiare idea)

Barraco 4: mai uno scatto, nessun dialogo con i compagni. (1′ s.t. Leonetti 4: si segnala solo per un tiro in curva scagliato dai trenta metri)

* foto di Peppe Saya

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