Messina boom: Catania apre, Kragl spacca tutto e Viterbese al tappeto

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Pubblicato il 15 Gennaio 2023 in Primo Piano

Incantesimo rotto. Il Messina trova la sua prima vittoria esterna all’uscita numero 11. Successo vitale sul campo di una Viterbese demolita dal guizzo di Catania e il sinistro micidiale di Kragl. Una leggerezza difensiva regala a Marotta l’illusione, Marino chiude e per i giallorossi sono 6 punti consecutivi.

PERSONALITÀ OFFENSIVA – Subito in campo i nuovi arrivati nel 4-4-2 deciso da mister Raciti: in porta Fumagalli, a destra va Berto con Trasciani che fa coppia con Ferrara in mezzo, a sinistra c’è Versienti. Linea mediana con Kragl e Catania larghi, nel cuore del campo ci sono Fofana e Mallamo. In avanti confermato Balde, prima in giallorosso per Perez. Modulo a specchio per la Viterbese che sceglie Mungo in mezzo al campo con Megelaitis, a destra c’è Rodio con D’Uffizi dalla parte opposta. In attacco Volpicelli e Polidori, panchina per il rientrante Marotta e il neo arrivato Barillà. Personalità diversa nelle vene dei giallorossi che partono con più verve rispetto al passato. Primo squillo che porta la firma di Kragl: sinistro secco dalla media distanza, pallone deviato dalla schiena di Ricci e che diventa ghiotto per Catania che, però, spreca masticando col destro. Leggero tocco di Devetak e corner: azione che si prolunga, bello scambio tra Balde e Mallamo col cross di quest’ultimo che trova Berto sotto porta, ma il difensore è impreciso e la sua girata finisce di poco alta. Doppia botta e subito risposta dei laziali: cross di Pavlev dalla destra, si addormentano Trasciani e Berto con D’Uffizi che prende il tempo e calcia da una decina di metri non trovando la porta per pochi centimetri. Difesa ancora da registrare quella dei giallorossi, così la Viterbese sfiora ancora il vantaggio: verticale di Ricci, buco di Ferrara che mette Rodio davanti a Fumagalli, all’esterno manca precisione e pallone ancora alto. Cantiere aperto quello di Raciti, così alle cose negative si sommano anche quelle buone che si riassumono in una linea più alta e una volontà di fraseggio più convinta. L’intenzione c’è, anche se resta fragile l’equilibrio difensivo. Fluida la posizione di un Kragl libero di muoversi dentro il campo, così anche Catania non deve mantenere il binario sinistro in fase di possesso. Messina che avanza e scarica sul tedesco, pallone in mischia e ripulito da Perez per Balde: destro più preciso che forte e Bisogno devia. Ancora Messina con Kragl che imbuca per Perez, bravo Bisogno a leggere l’azione e uscire fuori dall’area per spazzare. Il pallone finisce dalle parti di Mallamo che ci prova da centrocampo, tentativo velleitario e impreciso. Match aperto, con la Viterbese che si prende l’onere di fare gioco e il Messina che prova a recuperare in fretta la sfera per poter innescare i suoi uomini offensivi. Quando i giallorossi possono combinare arriva una conclusione: sviluppo dalla corsia mancina, Perez scambia con Balde e appoggia per Fofana che scarica su Kragl che può calciare. Pallone centrale e bloccato in due tempi da Bisogno. Refrain chiaro: muovere il pallone e cercare Kragl sui 20 metri. A ballare è sempre una difesa che pecca troppo in costruzione: giro palla impreciso, Mallamo tocca male e concede a Rodio un calcio dal limite, ma il pallone è sempre alto. Viterbese pericolosa sempre – e solo – dopo evidenti leggerezze difensive della squadra di Raciti. D’Uffizi è il più vivace e approfitta, anche, di un Berto non a proprio agio nel ruolo di terzino. Dall’ennesimo cross dalla destra arriva il taglio – con anticipo – del 2004 di Pesoli, ma sfera ancora sopra la traversa. Si iscrive al match anche Fumagalli che piazza un super riflesso quando Megelaitis – dopo la torre di Riggio – può colpire di testa da dentro l’area piccola. Finale tutto laziale con Volpicelli che ci prova dalla distanza, blocca Fumagalli. Primo tempo che se ne va senza reti, ma che lascia in eredità il buon atteggiamento di un Messina capace di provarci in più di un’occasione. Da correggere intensità e attenzione in fase difensiva.

SUPER SINISTRO – Ripresa che inizia col botto del Messina che trova gol e vantaggio: lungo batti e ribatti tra le due difese, lancio di Ferrara che finisce in zona Riggio che di testa colpisce male e lancia Catania verso la porta di Bisogno. Il numero 20 avanza e calcia con un sinistro che passa tra le gambe del portiere laziale e vale lo 0-1. Rete in trasferta che mancava dal 18 settembre scorso, quando lo stesso Catania era riuscito a realizzare sul campo dell’Avellino. Nemmeno il tempo di tentare una reazione che la Viterbese viene trafitta ancora: lungo possesso del Messina, palla verso Devetak che respinge corto e sui piedi di Kragl, il tedesco aggiusta il pallone e fa partire un mancino clamoroso che muore sotto l’incrocio. Uno-due micidiale del Messina, con la Viterbese che manda in campo Marotta alla ricerca di una scossa. Che sembra arrivare quando il neo entrato serve Polidori in area, ma il diagonale trova un attento Fumagalli sulla traiettoria. Messina che si scatena in contropiede con Versienti che sale e taglia il campo per Kragl: controllo e tiro, respinge la difesa e non senza affanni. Pallone che finisce a Fofana: destro piazzato, Bisogno ci arriva. Primo cambio anche per Raciti che tira fuori Balde per Konate, mediana più coperta. Entusiasmo giallorosso e Viterbese in difficoltà, Kragl fa quello che vuole e regala pure un paio di preziosismi. Perez svaria e attira a sé tutta la difesa di Pesoli. Spreca troppo Catania quando si libera di Pavlev ma non riesce a innescare Perez. Sempre lui a sfondare a sinistra e cercare Fofana sul secondo palo, chiude tutto Devetak. Fuori Catania e Kragl – migliore in campo -, dentro Fiorani e Grillo. Ultimi venti di gara che diventano di gestione per la squadra di Raciti, dall’altra parte una Viterbese che fatica a ritrovare spirito e idee. Palle inattive a cui appigliarsi, ma il Messina è bravo a chiudersi e non rischia. Leggerezza sempre dietro l’angolo, però, così un’azione innocua diventa fatale quando Berto stende Devetak in area per un calcio di rigore che può far tremare. Dal dischetto va Marotta che apre il piattone e spiazza Fumagalli. Raciti prova a serrare le fila con Zuppel per uno sfinito Perez e Marino per Mallamo. Giallorossi meno brillanti dopo l’uscita di Catania e Kragl, evidente come i due esterni riuscissero a creare superiorità e tenere alta la squadra. Forcing laziale che non arriva, perché è il Messina a reagire alla grande e chiudere i conti: grande break di Konate, affondo e cross in mezzo dove Zuppel difende in qualche modo un pallone che finisce a Marino che può calciare trovando un destro che vale il tris vittoria. Triplice fischio e primo successo esterno stagionale, seconda vittoria consecutiva per Ezio Raciti.

VITERBESE 1

MESSINA 3

MARCATORI Catania (M) al 2′, Kragl (M) all’8′, Marotta (V) su rigore al 37′, Marino 44′ s.t.

VITERBESE (4-4-2) Bisogno; Pavlev, Ricci, Riggio (dal 43′ s.t. Kone), Devetak; Rodio (dal 10′ s.t. Marotta), Megelaitis, Mungo (dal 21′ s.t. Montaperto), D’Uffizi (dal 21′ s.t. Rabiu); Volpicelli, Polidori. (Dekic, Monteagudo, Renault, Spolverini, Meola, Yiftach, Ndom, Carannante, Barillà). All. Pesoli

MESSINA (4-4-2) Fumagalli; Berto, Trasciani, Ferrara, Versienti; Kragl (dal 25′ s.t. Grillo), Fofana, Mallamo (dal 40′ s.t. Marino), Catania (dal 24′ s.t. Fiorani); Balde (dal 13′ s.t. Konate), Perez (dal 39′ s.t. Zuppel). (Daga, Ferrini, D’Amore, Fiorani, Iannone, Curiale). All. Raciti

ARBITRO Fiero di Pistoia

NOTE Ammoniti Trasciani, Catania, Marotta, Ricci e Megelaitis. Corner 9-2. Recupero 1′ e 5′.

*foto copertina: Acr Messina – sito ufficiale | ph. Francesco Saya

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