Messina-Castrovillari, tra inganno e realtà

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Pubblicato il 20 Dicembre 2018 in Primo Piano

Non parla nel post partita Oberdan Biagioni (voto 5,5), il suo Messina ha vinto senza convincere, tanto basta però per i responsabili dell’area tecnica per rivendicare le difficoltà di mercato. Torma e Castorina faticano a convincere calciatori a venire a Messina, troppe chiacchiere attorno alla società giallorossa. Strana coincidenza nel giorno in cui la Commissione Accordi Economici della Lega Nazionale Dilettanti condanna Pietro Sciotto, e la sua società, a pagare le spettanze arretrate a diversi calciatori della scorsa stagione. Vicenda su cui stendere un velo pietoso, in attesa anche delle contromosse della società. Il campo è tornato a far sorridere, almeno per quanto riguarda il risultato: il Messina cambia con una difesa a tre che convince per fisicità e cattiveria agonistica, un pacchetto totalmente over con Jairo Lourencon a guidarlo con una personalità assente per troppi mesi. Se sarà questo il futuro non è chiaro, sicuramente Biagioni gioca la carta del cambiamento di modulo in preda a una disperazione tecnica che non ammetteva paure. Il mercato, tra l’altro, è andato verso le modifiche tattiche data la nuova difesa rimpolpata di centrali e calciatori di gamba per la mediana come Janse e Amadio. Proprio l’ex Paganese è la nota positiva della sfida contro il Castrovillari: buona personalità e giocate tecniche che nel centrocampo giallorosso non si vedevano da un bel po’, bel biglietto da visita anche se la crescita atletica sarà necessaria. Rischia pochissimo il Messina, abbottonato e compatto come Biagioni lo disegna, i problemi arrivano in avanti: la rete arriva ancora su palla inattiva, per il resto tanti contropiede con Arcidiacono mattatore acciaccato. Il Messina punge poco e male, con una costruzione che è inesistente se non fosse per un paio di lanci che sperano di trovare Tedesco e Arcidiacono all’attacco della profondità. L’ex Locri si divora due reti per una totale mancanza di freddezza, forse per una paura di sbagliare che ne limita la tranquillità. La sua presenza pare necessaria, la regola degli under mista alla scelta di una difesa totalmente over costringe Biagioni ad affidare l’attacco al giovanotto. Il passaggio al 3-5-2, se fosse definitivo, rischia di limitare il tecnico proprio nelle scelte: in difesa le alternative under sono pochissime, il pacchetto si sposta tutto in mediana con almeno tre uomini a occupare le slot, l’ultimo resta in avanti dove Tedesco e Carini sono le uniche soluzioni al momento. Se così fosse lo spazio per Catalano o il quasi tesserato Baldé rischierebbe di ridursi, ancora una volta bisognerà quindi trovare l’equilibrio per trovare la base giusta per trovare continuità di rendimento. Il capitolo del gioco, poi, sembra non interessare così tanto al tecnico: ovvio che il tempo è una circostanza da non sottovalutare, la sosta arriva per dare la possibilità a Biagioni di riscrivere il Messina non solo negli uomini ma anche nelle idee. Impossibile proseguire in questo modo, i giallorossi non giocano un calcio credibile, motivo che ne limita i risultati quando l’avversario trova una prestazione di vigoria maggiore rispetto a Genevier e compagni. Il percorso del gioco va affrontato, va intrapreso per rendere le vittorie come quelle contro Nocerina e Castrovillari delle realtà convincenti e non inganni passeggeri.

Lourencon 6: normale amministrazione e nulla più, regala sempre personalità al reparto.

Sambinha 6: buon esordio per l’ultimo arrivato in casa giallorossa, mostra una buona sicurezza oltre a una straripante fisicità nell’uno contro uno.

Zappalà 6,5: guida la linea difensiva con buona leadership, nel gioco aereo è dominante.

Ferrante 6,5: partita fisica e di buon atletismo, non ha mai paura di affrontare l’avversario diretto.

Janse 6: subito a suo agio nel ruolo che lo ha visto protagonista per tutta la carriera, cala solo per una condizione ancora da costruire. (dal 41′ s.t. Selvaggio sv)

Amadio 7: impatto che fa ben sperare del giovane scuola Roma. Giocata sempre giusta e utile alla squadra, buona personalità e tecnica a servizio dei compagni. Deve crescere, anche lui, in condizione fisica. (dal 38′ s.t. Ba sv)

Genevier 6,5: guida la sua squadra in entrambe le fasi, è il primo muro difensivo e non perde mai tempo nelle ripartenze. Freddissimo dal dischetto.

Biondi 5,5: troppa confusione in fase di possesso, comincia a pagare la stanchezza di questa prima parte di stagione. (dal 26′ s.t. Aldrovandi 5,5: sembra un pesce fuor d’acqua quando Biagioni lo inserisce sulla corsia, ci mette troppo tempo a calarsi nel match)

Barbera 5: gioca una partita sufficiente, ancora una volta però si fa trascinare dal nervosismo trovando, prima, un cartellino giallo evitabile e, poi, rischiando in maniera ingenua di farsi cacciare. Biagioni è costretto al cambio, anche per un piccolo acciacco. (dal 29′ s.t. Lundqvist 5,5: come Aldrovandi ci mette troppo a entrare in un match che non ammetteva cali di attenzione)

Tedesco 5: tantissimo impegno per il giovanotto arrivato dal Locri, non basta di fronte a tre occasioni letteralmente divorate per una totale mancanza di freddezza.

Arcidiacono 5,5: tanta corsa, tanta grinta ma anche tanti piccoli errori tecnici che innervosiscono la sua prestazione. Resta il più pericoloso dei giallorossi. (dal 45′ s.t. Catalano sv)

CASTROVILLARI Galluzzo 5,5; Lomasto 6,5, Vona 5,5, Della Guardia 5,5 (dal 1′ s.t. Corsaro 5,5); Ielo 5,5, Lavrendi 5,5, Lanza 5 (dal 1′ s.t. Canale 6), Indelicato 5 (dal 1′ s.t. Grimaldi 5,5); Fioretti 5,5 (dal 37′ s.t. Forgione sv); Ennin 6, Puntoriere 4,5 (dal 1′ s.t. Pandolfi 5,5). All. Marra 5,5

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