Messina-Catania, Lucarelli: “Non montiamoci la testa”

Messina-Catania, Lucarelli: “Non montiamoci la testa”

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Pubblicato il 2 novembre 2016 in Primo Piano, Sala Stampa

“Ho chiesto alla squadra di non festeggiare eccessivamente. Non dobbiamo montarci la testa, ma continuare a lavorare a testa bassa per superare tutte le nostre problematiche”. Nessuno strappo all’esultanza scomposta, alla gioia incontrollata dopo il trionfo nel derby di coppa con il Catania: il tecnico del Messina Cristiano Lucarelli invita tutti alla calma, i problemi che hanno costretto il Messina alla bassa classifica sono ancora tutti presenti. “Forse abbiamo peccato di sufficienza alla fine, dobbiamo diventare più cinici nei momenti propizi – ha proseguito Lucarelli -. Oggi non mi preoccupa la gara con il Matera, ma quella con la Fidelis Andria: rischiamo un vuoto di motivazioni, qualcuno potrebbe pensare ad una vittoria scontata. Nessuno ci regalerà mai nulla”.

IL DERBY – Il tecnico passa ad analizzare le fasi decisive del match: “Le azioni dei due gol non sono casuali. Studiamo durante la settimana i punti deboli degli avversari, sappiamo come sfruttare gli errori altrui. È stata una partita di qualità per questa categoria: nella giungla della Lega Pro possono capitare un paio di svarioni come quelli del Catania, è ordinaria amministrazione. Siamo una squadra di contropiedisti, andare in vantaggio ci favorisce indubbiamente nella gestione dell’intera partita. Il manto erboso? Non faccio l’assessore allo Sport (sorride, ndr). Il nostro giardiniere è un fuoriclasse: il problema non sono le partite del Pistunina, ma gli allenamenti settimanali di un organico di 30 elementi. Spostarsi a Villafranca potrebbe essere la giusta soluzione”.

MADONIA – La parola dunque al match-winner Giuseppe Madonia: “Sto ritrovando la migliore condizione, vedo tutta la squadra proiettata verso qualcosa di positivo. Con il cambio di allenatore ci siamo trasformati. Da domani penseremo subito al Matera: con questa mentalità possiamo fare male a chiunque. Dedico i gol a mia moglie e a mia figlia”.

* foto di Claudio Andò

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