Messina-Catanzaro, per chi suona la campana

Pubblicato il 2 Aprile 2016 in Tattica

Archiviata la sconfitta e la prestazione insufficiente nel derby del Massimino col Catania, il Messina torna al San Filippo per ospitare un Catanzaro in crisi nerissima. La classifica parla e spiega, da una parte c’è una squadra che trovati i 40 punti corre il rischio di perdere la giusta intensità e volontà. Dall’altra una formazione che ha vissuto di strisce negative e positive alternate. Un inizio stagione pessimo, concluso con l’esonero di D’Urso; l’arrivo di Erra e una serie di vittorie che avevano esaltato fin troppo l’ambiente calabrese. Adesso è tornato il Catanzaro che era, poco gioco e pochissimi risultati. Nelle ultime due uscite si è visto il peggio del peggio della gestione Erra: prima la sconfitta netta di Lecce, poi una prestazione al limite della sufficienza nella vittoria contro una Lupa Castelli in campo per onor di firma. Al San Filippo si gioca una partita di difficile lettura, perché se è vero che la classifica del Messina è serena non si può non guardare il calendario con un pizzico di attenzione. Un calo delle motivazioni sarebbe mortale, da qui al 8 maggio si affronteranno tutte squadre in lotta per un obiettivo (Akragas a parte). Mollare significherebbe non rispettare il campionato, i tifosi e se stessi. Della classifica non parliamo perché difficilmente chi sta in basso, Catanzaro in primis, potrà conquistare molti punti. Catanzaro come Catania insomma, lo stesso discorso varrà per la Juve Stabia e ovviamente per il Lecce. Ci vorrà una prova di forza mentale, una dimostrazione che questo Messina c’è ancora e che può consolidare una classifica di alto livello. Le partite vivono di mille pieghe, le motivazioni di un risultato arrivano dopo quello che possiamo dire prima è che un ulteriore passo falso darebbe la reale consistenza del gruppo guidato da Raffaele Di Napoli. Come al solito presentiamo l’avversario del Messina con qualche chiacchiera su pregi e difetti.

TESTA PESANTE – Siamo a Lecce, al Via del Mare la gara è iniziata da meno di due minuti e il Catanzaro va già sotto: in azzurro e con l’aiuto dei numeri vediamo come tutta la squadra di Erra stia lavorando in fase difensiva, otto giocatori di movimento contro i soli Surraco e Moscardelli. In cinque stringono sull’uruguaiano, zero cattiveria col risultato scontato del crosso verso Moscardelli. Anche qui la superiorità è dei calabresi, due uomini sul centravanti romano non bastano. Stop di petto, controllo e sinistro che batte Grandi. Chiarissimo il problema di approccio di una squadra sotto pressione. A Lecce mister Erra non pensava forse di trovare i punti pesanti per la salvezza, ma un inizio gara del genere gli avrà fatto capire quanto siano in difficoltà i suoi ragazzi. In questa circostanza il movimento della linea difensiva non è del tutto errato, il terzino destro prende il taglio di Surraco con l’aiuto in raddoppio di un centrale. L’altro centrale tiene Moscardelli e la diagonale del terzino è puntuale. Più discutibile il centrocampo, ma il problema è la volontà e la cattiveria. Se mancano questi elementi può essere messo in campo alla perfezione, subirai comunque l’avversario.

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ATTACCATI ALLA BOA – Passiamo alla fase offensiva della squadra di Erra: siamo nel match pre Pasquale contro la Lupa Castelli al Ceravolo. Il risultato finale sarà di 2-0 ma la prestazione dei calabresi fa intuire come i sintomi della malattia non siano debellati. Veniamo all’analisi del nostro frame, ottimo esempio per comprendere come lo sviluppo offensivo abbia un importante fulcro, Razzitti. Nella circostanza non arriverà il gol, sarà bravo Tassi a respingere il gran colpo di testa del bomber bresciano. Quello che prendiamo in considerazione è l’ottimo movimento del numero 9 di Erra, lo vediamo ballare sulla linea del fuorigioco, legge l’azione e detta il passaggio al compagno. Squillace lo pesca esattamente dove voleva il pallone per poter colpire. Bellissimo l’attacco del primo palo ed il colpo di testa, Tassi respinge. Siglerà una rete da rapace d’area poco dopo, è lui lo spauracchio che il Messina dovrà temere. Il gioco sugli esterni, in ampiezza, è un marchio di fabbrica della squadra di Erra ma non pensiate che Razzitti sia il classico attaccante da gioco aereo. Gioca per la squadra, ha tecnica e l’ultimo passaggio per un compagno è nelle sue corde. Da lui passa il gioco offensivo, Mancuso o Firenze, e se volete anche Agodirin, lavorano per lui ma sono sempre pronti a sfruttare quando il centravanti contraccambia.

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CASA MESSINA – Mister Di Napoli deve sostituire lo squalificato Ionut, favorito Mileto su Barilaro per il ruolo di terzino destro. Il resto della difesa è confermato, De Vito rimane centrale con Martinelli e Zanini sulla sinistra. Anche a centrocampo non ci sono dubbi, il trio titolare con Baccolo, Fornito e capitan Giorgione non è in discussione. In attacco c’è una maglia da assegnare, sicuri Tavares e Gustavo la terza maglia potrebbe essere assegnata a Scardina. L’ex Lupa Castelli non ha convinto ma la sua condizione fisica è superiore a quelle dei rientranti Cocuzza, Barisic e Padulano. Il dubbio verrà sciolto alla fine, possibili sorprese mentre è scontata una staffetta.

MECZ

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