Messina, Cocuzza: “Le responsabilità non mi preoccupano”

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Pubblicato il 5 settembre 2017 in Primo Piano, Sala Stampa

L’amore non è in discussione. Tra Totò Cocuzza e il Messina il filo non si è mai spezzato, solo un anno di lontananza forzata che l’attaccante palermitano ha voluto cancellare con l’attesa. Settimane di impasse ad aspettare un accordo che non vedeva l’ora di siglare. Numero 10 e fascia da capitano al braccio, questo Messina non pesa sulle spalle di Cocuzza: “Sento una responsabilità maggiore rispetto agli anni scorsi, non posso nasconderlo, questo però non mi preoccupa anzi mi stimola a dare ancora di più. Messina è sempre stata la mia priorità, ho sempre dato il 100% per questa maglia ma adesso sono consapevole che dovrò superare questo limite sia in campo che fuori”. Leadership che non spaventa, il Cocuzza che torna a in riva allo Stretto lo fa dopo una salvezza ottenuta con grinta e volontà tra le fila dell’Akragas, sotto la gestione di Lello Di Napoli ha conosciuto Bruno Pezzella, un compagno speciale: “Un lusso per la categoria, un calciatore incredibile che potrete ammirare presto in tutta la sua forma. Insieme a lui ci metto anche Migliorini e Lavrendi, un centrocampo che non dovrebbe stare in Serie D”.

STIMOLI – La sconfitta contro il Portici ha lasciato l’amaro in bocca, sul cammino del Messina arriva adesso la grande favorita per la promozione finale: la Nocerina. I campani partono con i favori del pronostico, una partita che non ha bisogno di ulteriori presentazioni: “La cosa migliore di Mugnano è stata la reazione, ho visto che questa squadra ha già un’anima, purtroppo abbiamo regalato un tempo e le tante occasioni avute dovevano essere finalizzate. La prestazione rispecchia quello che è il nostro stato di forma, stiamo costruendo una casa che adesso ha solo le fondamenta e dobbiamo essere bravi ad abbellirla in fretta. La Nocerina è lo stimolo che ci serve, paradossalmente meglio incontrare subito un avversario così forte. Non possiamo sbagliare perché nessuno ci aspetterà e troveremo sempre squadre che giocheranno la partita della vita, rispettiamo tutti ma dobbiamo essere competitivi”.

AMBIENTE – “Messina è una piazza particolare. C’è uno zoccolo duro sempre presente, il resto fatica ad avvicinarsi alla squadra anche quando arrivano i risultati. Io ho già vinto un campionato di Serie D qui a Messina, mi piacerebbe ricevere una spinta decisiva da parte del pubblico, vorrei vedere una cornice di pubblico affamata e arrabbiata”. Ultima riflessione da capitano quella riguardante la costruzione della rosa: “Non faccio  l’allenatore e non devo neanche dare consigli al presidente, però è chiaro che gli interventi dovranno arrivare nel settore Under perché le regole sono ferree e servirà una rosa profonda per poter scegliere sempre al meglio. Non ci sono colpe specifiche, la partenza in ritardo rispetto alle altre squadre ci ha tolto la possibilità di poter lavorare alla pari su quella fetta di mercato”.

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