Messina-Francavilla, manuale di istruzioni

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Pubblicato il 21 Settembre 2021 in Tattica

Continuità, nel bene e nel male. Non nel risultato, ma nelle scelte e nel percorso di idee nette e precise che Sasà Sullo prova a cucire sul suo Messina.

LO SCHEMA – Iniziamo la nostra analisi della gara contro la Virtus Francavilla di mister Taurino. Primo focus – grazie ai nostri frame – che dedichiamo allo schieramento: 4-4-2? No, 4-2-4 puro.

Nel cerchio azzurro vediamo Simonetti in possesso, con la freccia notiamo il cambio gioco secco sull’esterno opposto. Catania (riquadro arancione) è già pronto a scappare alle spalle della linea pugliese. Le distanze sono importanti, quelle tra esterni e attaccanti ci fa capire come ci si trovi davanti a un quartetto offensivo puro.

La seconda immagine ci aiuta ancora: con la linea azzurra vediamo quanto siano stretti Damian e Fofana, nell’evidenza arancione c’è, invece, il quartetto offensivo. Esterni sempre alti, vicini alle punte e che invitano i terzini a seguire l’azione, come possiamo vedere dalla posizione di Morelli, in basso nell’immagine.

Ultima nota: la posizione di Adorante. Lo abbiamo cerchiato di nero per notare come sia lui a lavorare da prima punta. Riempie l’area e cerca il contatto col marcatore, mentre Vukusic resta libero di muoversi.

LE CATENE – Piccolo passaggio sul gioco sulle corsie. Perché la scelta di un modulo del genere presuppone, quasi ovviamente, un sistema che premi la catene laterali. Due frame della stessa azione, per vedere come il correre senza palla sia importante quanto averla.

Freccia arancione per Sarzi Puttini che attacca la profondità per diventare scarico utile per Catania. In giallo abbiamo evidenziato, ancora, Simonetti più le due punte per far notare come si insista sulle distanze corte del reparto.

Nel secondo frame, allora, vediamo come lo scarico su Sarzi Puttini arrivi e come il Francavilla sia in difficoltà nel dover rincorrere. In un 4-2-4 così offensivo la parola chiave resta: distanze. Senza le giuste misure, infatti, non può esserci il calcio partecipato e coinvolto che Sullo vuole.

(ATTACC)ANTE DI RAZZA – Ante diamante, devastAnte, ma soprattutto: attaccAnte. Ancora in ritardo di condizione, ma Vukusic mostra già gran parte del suo bagaglio tecnico. Analizziamo, allora, l’azione che porta al gol della vittoria: parte tutto dai piedi di Damian, scarico su Vukusic che si abbassa per appoggiare su Simonetti.

Fermiamo l’immagine: nel cerchio blu c’è proprio Simonetti, bravissimo il numero 8 a toccare di prima per l’accorrente Morelli (freccia arancione). Nel riquadro giallo c’è Vukusic che guarda compagni e avversari.

La seconda immagine ci mostra il momento esatto in cui il croato mostra la sua bravura e inganna la difesa avversaria. Lo scarico di Simonetti è stato veloce e di prima, difesa del Francavilla in ritardo e per Morelli è facile entrare in possesso palla.

Abbiamo ingrandito l’istante in cui Vukusic frena, arresta la sua corsa e spiazza la difesa avversaria. I pugliesi si schiacciano, il croato prende spazio e detta il passaggio a Morelli. Bravo il terzino giallorosso ad alzare la testa e premiare il movimento del compagno, il resto lo fa la tecnica dell’ex Olimpia Lubiana.

SCAPPARE MAI – Dalla fase offensiva a quella difensiva. Ha rischiato il Messina, non poco anche a causa di una Virtus Francavilla capace di attaccare la profondità e sfruttare le corsie.

Siamo nell’azione che porta al tiro di Maiorino chiuso alla grande da Lewandowski: giro palla dei pugliesi, scarico su Caporale che – freccia azzurra – andrà immediatamente in verticale. Con la linea gialla vediamo Celic e Maiorino: il croato accorcia sull’avversario, che sarà bravo ad appoggiarsi e ruotare per scappare via. L’errore è di concetto, perché in campo aperto e palla scoperta – e con quella differenza di velocità tra i due – sarebbe più utile scappare all’indietro. Celic accorcia, forse per una volontà chiara di Sullo che vuole una difesa aggressiva e che esca in avanti. Leggere il momento, però, è spesso più giusto che giocare sul concetto puro.

DIFENDERE IN AVANTI – Un modo di difendere sempre rischioso e che, spesso, mette in difficoltà i singoli. Siamo nell’azione che porterà Enyan a una conclusione che sarebbe potuta essere pericolosa. Blocco lungo con l’azione che abbiamo spezzettato in tre parti: iniziamo dal posizionamento. In basso – in viola – c’è Enyan che resta larghissimo con i piedi sulla riga. In azzurro c’è Morelli che resta stretto, in arancione abbiamo Simonetti.

Seconda immagine: azione che si muove in orizzontale e vediamo come i giallorossi difendano attaccando. Simonetti è uscito alto su Caporale, mentre Morelli sta accorciando su Mastropietro – la mezzala sinistra -, in un concetto difensivo molto aggressivo.

In ritardo, però, perché il Francavilla fa viaggiare il pallone, Caporale va in verticale ed Enyan attacca la profondità. Freccia blu che ci serve per vedere come Celic sia costretto a un’uscita laterale profonda.

Il Messina, quindi, difende in avanti. Vuole essere aggressivo sulla palla e lo fa portando in alto anche i laterali. Rischioso, perché per difendere in questo modo occorre non sbagliare mai i tempi delle uscite.

TROPPO SCHIACCIATI – Mister Sullo, però, questa voglia di difendere con coraggio la porta avanti con convinzione. Tanto che nel post gara sarà arrabbiato per un finale nel quale i suoi fanno “un passo indietro invece di uno avanti”. Frame che ci aiuta a capire perché Sullo sia così contrariato: siamo nel finale, nell’ultima occasione con Ventola che colpirà e Lewandowski a salvare il risultato.

Vediamo subito come si tratti di una situazione di 8 contro 5: Maiorino è in possesso – riquadro blu – e andrà in azione personale seguito da Carillo. Il capitano giallorosso decide di giocarsi l’uno contro uno consapevole di finire fuori posizione. Ma è un Messina troppo impaurito, che non sa sfruttare la superiorità numerica generale e nello specifico. Fantoni e Sarzi si fanno attaccare in mezzo da Ventola – freccia arancione – e si finisce col far concludere a rete il Francavilla rischiando di buttare via una vittoria già raggiunta.

IL TRIO – Chiudiamo con quella che potrebbe sembrare una mera curiosità. Il rientro di Baldé e l’innesto di Milinkovic, però, potrebbero incidere su un possibile cambio di modulo. Nel finale – chiaramente per gestire diversamente uomini e momento – Sullo cambia sistema: 4-1-4-1. Oppure 4-3-3 se vi piace di più, ma con posizioni che potrebbero stupire.

Vertice basso, infatti, c’è Fofana (cerchio blu) con Marginean e Damian che lavorano più avanti (linee arancioni). Proprio questa scelta ci invita a parlare di 4-1-4-1 più che altro, ma l’idea di piazzare Fofana come schermo è interessante: un uomo dalla doppia fase pura. Capace di spezzare il gioco avversario e chiudere le linee di passaggio, ma in grado anche di giocare la palla. Tante volte abbiamo sottolineato qualche errore in fase di palleggio di Fofana, ma abbiamo sempre visto come il calciatore continui a essere coinvolto dai compagni nel giro palla. Ovvio, allora, come sia Sullo a volere che il pallone passi anche dai suoi piedi.

*foto copertina: Acr Messina – pagina Facebook ufficiale | ph. Saya

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