Messina-Gela, la gang che non sapeva sparare

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Pubblicato il 10 novembre 2018 in Primo Piano

Il tempo della raccolta delle cose positive è finito. Adesso il Messina di Oberdan Biagioni non può più accontentarsi di qualche pacca sulla spalla, delle prestazioni che fanno ben sperare e di tutta quella retorica buona per quando non si vince. Alla fine sta tutto nei tre punti: quando arrivano, le parole diventano solo positive e l’umore cambia. Contro la Turris e il Locri sono arrivate solo le pacche, qualche amarezza e la consapevolezza che questo Messina sia arrivato agli sgoccioli. Nelle spietate analisi avranno peso anche le prossime uscite, quello fatto vedere fin qui però ha già dato il materiale utile per comporre la lista degli addii. Cambiare idea? Ci sta, dipenderà solo dalla volontà che metteranno in campo i calciatori. Nomi? Dalla A alla Z scegliete voi, questo gruppo merita pochissime conferme e anche i grossi calibri verrebbero dimenticati senza rimpianti. Nostalgia che rimane ancora presente quando si pensa allo scorso anno, al San Filippo arriva uno dei protagonisti di una stagione senza successi ma con il retrogusto del bel gioco e del divertimento. Il Gela, con Arcangelo Ragosta a rappresentare una potenza offensiva sorprendente, è l’avversario che una squadra piena di incertezze non vorrebbe mai incontrare, questo Messina però non ha più spazio per le pacche ma solo per la vittoria.

LEADERSHIP – Chi comanda nel Messina? Non una domanda banale, nemmeno la ricerca di capi e capetti. Chi è il leader tecnico dei giallorossi? A chi viene scaricato un pallone che scotta? E negli spogliatoi, chi alza la voce per animare i compagni? Questo Messina non convince sotto troppi aspetti, manca quella consapevolezza tecnica e morale che una squadra dovrebbe trasmettere. I risultati sarebbero, poi, figli naturali di aspetti necessari come questi: a metà novembre ci ritroviamo a mettere in discussione i nomi che facevano ben sperare quando il caldo, forse, ci confondeva le idee. Inizia una settimana comoda per l’assenza di viaggi, con avversari però pronti a fare male a una squadra fragile e senza nessuno a cui appigliarsi. Il più sereno, paradossalmente, è mister Biagioni: il tecnico romano ha mostrato qualcosina di diverso, con l’umiltà di barattare una certa voglia di bel gioco con l’accumulare serialmente punti prima di parlare di schemi e tattiche. Fin qui, per lui solo un punticino ma la sensazione che, giusta o sbagliata, stia seguendo lucidamente una strada. Il campo, però, resta il giudice supremo e presto per Biagioni arriveranno le critiche. Positive o negative? Sarà proprio il pallone che rotola a dirlo, nel frattempo i calciatori si tolgano di dosso paure e indolenza cercando di dare una parvenza di applicazione al loro tempo in scadenza in riva allo Stretto. Porcaro, Genevier, Gambino, Cossentino, Arcidiacono, Cocimano, inutile lista perché in discussione ci sono proprio tutti e sempre tutti hanno ancora la possibilità di prendersi i galloni da leader e guidare fuori dall’infamia degli ultimi posti della classifica una squadra di altro rango.

GLI UNDICI – Il dramma della regola degli under sempre viva: la più stupida tra le norme inquieta le notti di tutti i tecnici, mister Biagioni non ritrova Meo e deve affidarsi ancora a Barbera per completare la casella dei 2000. In porta Ragone è un passo avanti a Compagno, davanti a lui Porcaro e Russo faranno coppia con Dascoli a destra. In mezzo al campo Traditi mette sul piatto la prestazione decente di Locri, con lui Genevier e Biondi. Occhio alle rotazioni perché mercoledì c’è il Città di Messina, quindi Cocimano e Bossa sulla sedia del cambio scalpitano e sperano di strappare una maglia tra domenica e la metà settimana. In avanti Gambino non meriterebbe altre chance, non per il rigore sbagliato ma perché le sue prestazioni non giustificano l’ennesima panchina di Rabbeni. Il turnover aiuterà anche in attacco dove, comunque, sembra complicato rinunciare a Petrilli e Arcidiacono. Il Gela? Sulla panchina c’è Karel Zeman, il vero figlio del boemo che si porta dietro ben cinque ex giallorossi come Mileto, Misale, Polito, Ragosta e Bonanno: gli ultimi due i più pericolosi, anche se il palermitano sta trovando il muro della spietata concorrenza di Dieme e Alma. Inizia una settimana piena di calcio a Messina, i giallorossi si giocano tutto in sette giorni che dovranno essere scanditi da tanti punti e poche pacche per risollevare il morale. A farlo dovrà essere la vittoria, non c’è più tempo per altro.

MESSINA (4-3-3) Ragone; Dascoli, Porcaro, Russo, Barbera; Biondi, Genevier, Traditi; Petrilli, Gambino, Arcidiacono. All. Biagioni

GELA (4-3-3) Castaldo; Polito, Sicignano, Brugaletta, Caruso; Mannoni, Burato, Schisciano; Alma, Dieme, Ragosta. All. Zeman

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