Messina-Gela, segnali dal futuro

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Pubblicato il 25 settembre 2017 in Primo Piano

Non tutto da buttare. I fischi finali del San Filippo non rendono merito all’impegno che i ragazzi di Antonio Venuto (voto 6) non hanno mai lesinato. Ingenuità o grave errore poco cambia, il penalty che regala al Gela un pari immeritato dovrà essere lo stimolo per ripartire ancora più forte. Il Messina rigenerato dal mercato lancia segnali di speranza, nonostante siano ancora evidenti le lacune tecniche e tattiche dei giallorossi. L’assenza di un vero bomber non è stata colmata dalla grinta di Dezai, meglio un Cocuzza mosso dallo spirito del tifoso prima che del calciatore. La regia di Migliorini ha acceso, finalmente, il Messina con buona pace di un Pezzella che dovrà reinventare se stesso per avere ancora senso all’interno del gruppo giallorosso. Impatto devastante per Rosafio e Maiorano: calciatori di categoria superiore, probabilmente non serve dire altro.

Prisco 6: coraggioso e sicuro in uscita, regala importante tranquillità ai compagni. Attento quando Campanaro cerca di sorprenderlo da distanza siderale.

Polito 5,5: esordio con alti e bassi per il figlio d’arte. Spinge con buona cattiveria, in fase difensiva appare troppo nervoso e paga con un cartellino giallo la bruttissima entrata sul diretto avversario. (dal 34′ s.t. Carini 6: regala la freschezza che gli chiede il mister, protagonista suo malgrado del rosso diretto a Marinali)

Bruno 6: cartellino rosso che non cancella una prova quasi perfetta. La sua velocità ed esplosività si sposa perfettamente con il compagno di reparto, la sbavatura difensiva che libera Gallon davanti a Prisco lo costringe al fallo estremo.

Colombini 6,5: implacabile nel gioco aereo, la velocità di Bruno supplisce alla sua staticità. Nella linea a quattro pare più a suo agio.

Cozzolino 5: meglio quando attacca, in fase difensiva si arrangia come può e deve ringraziare la bonarietà dell’arbitro che non gli sventola il secondo giallo nella ripresa dopo una reiterata trattenuta su Alma.

Pezzella 5: in regia non ha brillato, Venuto lo sposta nel ruolo di intermedio destro con libertà di attaccare gli spazi. L’argentino pascola sperduto nel prato del San Filippo, urge soluzione tattica e risveglio psicologico. (dal 1′ s.t. Maiorano 6,5: da fermo o in movimento poco cambia, l’ex Paganese è palesemente il leader che mancava per il salto di qualità)

Migliorini 6,5: testa alta e gioco dettato senza paura. Si prende la sedia da regista del Messina, a servizio della squadra non solo tecnica ma sagacia tattica in fase di non possesso.

Bossa 6: in crescita rispetto agli esordi. La personalità di Migliorini lo accompagna nel trovare coraggio e metri di campo, primi passi verso il futuro.

Rosafio 7: il calciatore che era mancato. Leader tecnico, compagno a cui affidare palloni scottanti quando c’è da inventare e colpire. Punta, dribbla e sfida gli avversari: crea per Ragosta, gli viene negato un penalty e ne conquista un altro. Impatto devastante. (dal 34′ s.t. Cassaro 5,5: Venuto lo getta nella mischia per una maggiore esperienza e solidità difensiva, approccio troppo molle)

Dezai 5: lotta ma non basta. Non è un centravanti, sicuramente non è il riferimento che può brillare nel gioco di Venuto. Soffre troppo spalle alla porta, non ha la personalità per cercare spazi e zone di campo a lui più congeniali. (dal 1′ s.t. Cocuzza 6,5: glaciale dal dischetto per la rete dell’illusione. Neanche lui è un centravanti puro, l’interpretazione, però, trasuda esperienza)

Lia 5,5: scelta tattica, si applica nella doppia fase ma pecca troppo in cattiveria e personalità. Deve crescere fisicamente per divenire un’alternativa credibile. (dal 16′ s.t. Ragosta 5: si divora la palla del vantaggio quando Rosafio inventa per lui. Clamorosa anche la sciatteria con cui spreca il raddoppio che avrebbe chiuso la sfida in contropiede)

GELA Biondi 5,5; Campanaro 6 (dal 29′ s.t. Bonanno 6,5), Moi 6, Brugaletta 5; Roccella 5,5 (dal 39′ s.t. De Luca sv), Cuomo 6, Marinali 4, Bruno 5,5 (dal 32′ p.t. Chidichimo 5,5); Alma 5,5, Dorato 5,5, Gallon 5,5 (dal 49′ s.t. Raimondi sv). All. Romano 5,5.

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