Messina-Juve Stabia, l’orgoglio della maglia

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Pubblicato il 29 gennaio 2017 in Primo Piano

Ne ha fatta di strada l’aspirante allenatore. Sulle orme di Gattuso, una stagione di tribolazioni in terza serie può anche regalare la gloria eterna: Lucarelli (voto 7,5) ha ormai conquistato anche i più scettici, questo Messina è sua diretta emanazione. Grinta, cattiveria agonistica, il cinismo per affondare il colpo nel momento propizio, la consapevolezza di dover sempre sopperire ai propri difetti: un miracolo con una formazione in piena emergenza. Anche il più banale dei dettagli della sfida con la Juve Stabia reca la firma del tecnico toscano. Campione di appartenenza.

Berardi 7: nel primo tempo sventa sulla sabbia un insidioso fendente di Izzillo. A seguire le parate miracolose su Aniello Cutolo, ennesima conferma di abilità superiori al livello medio della Lega Pro.

Palumbo 6,5: l’infortunio lo aveva reso per lungo tempo un giocatore irriconoscibile. Tornato ai livelli della passata stagione, l’ex Arzanese sorprende per fluidità di movimenti e abnegazione alla causa.

Rea 7: una colonna. Prima spegne con facilità gli impeti di Paponi, poi concede il bis con un opaco Ripa.

Bruno 7: è nata una stella. Personalità negli anticipi, brillantezza nelle progressioni, ferocia in marcatura: un predestinato.

De Vito 7: limita il proprio raggio d’azione per mantenere alta la concentrazione dell’intera retroguardia. Un suo tocco in area non è mai banale.

Capua 6: un paio di aperture interessanti verso le corsie esterne prima di lasciare il campo per infortunio. (dal 25’ p.t. Nardini 6,5: in quel pallone vagante tutta l’esperienza di oltre trecento gare tra Serie A e cadetteria. Gol a parte, al suo attivo anche la fondamentale collaborazione alla fase difensiva ed un paio di idee suggestive in contropiede).

Musacci 5,5: questione di carattere, forse. Anche nella furia, nella lotta senza quartiere imbastita da questo Messina, l’ex empolese non riesce a ridestarsi dal suo consueto torpore.

Grifoni 6,5:  nuovamente decisivo per duttilità tattica e visione di gioco dopo un breve periodo di appannamento.

manciniMancini 6,5: il migliore in senso assoluto nella prima frazione con un chiaro compendio sul ruolo del trequartista moderno. Cala inevitabilmente alla distanza. (dal 34’ s.t. Saitta sv)

Pozzebon 6: pregi e difetti oramai sono noti, gli scontri con le retroguardie avversarie già inseriti nei segni particolari. Un commiato senza acuti: nessun problema, il centravanti laziale assolve comunque con spirito di sacrificio le consegne del tecnico.

Madonia 5,5: vale parzialmente il discorso fatto per Pozzebon, con l’aggravante di aver vanificato alcune interessanti ripartenze per eccessiva precipitazione. (dal 25’ s.t. Akrapovic 6: dà il suo prezioso contributo a difesa del risultato).

JUVE STABIA Russo D. 6; Cancellotti 6, Santacroce 6, Morero 5,5, Camigliano 5 (dal 18’ s.t. Marotta 5,5); Mastalli 5 (dall’1’ s.t. Rosafio 6), Capodaglio 5,5, Izzillo 6; Cutolo 5,5, Paponi 5, Lisi 5 (dal 31′ s.t. Ripa 5). All. Fontana 5

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