Messina, la settimana tipo

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Pubblicato il 28 agosto 2017 in Primo Piano

L’ultimo lunedì libero. Il prossimo sarà quello post esordio, quello del ritorno alle chiacchiere da campo. Comincia così la settimana tipo che porterà alla prima di campionato sul campo del Portici, in una Serie D che dovrebbe stare stretta per blasone ma che in realtà vede Messina protagonista per la sesta volta negli ultimi nove anni. Il conte Mascetti del pallone nostrano: il calcio in salsa giallorossa ricalca il personaggio narrato da Monicelli e Ugo Tognazzi con nonchalance e superbia tipica di chi non vuol guardare in faccia la realtà. All’orizzonte c’è sempre la speranza, oggi rappresentata dalla figura di un Pietro Sciotto entusiasta ma già consapevole che le critiche viaggiano paralleli ai secondi che passano. Il Messina nasce, rinasce o si rilancia seguendo il nuovo acronimo della società giallorossa. In una città delusa e ancora arrabbiata per il finale amaro della gestione Proto, quello che non sembra essersi placato è l’amore verso i colori calcistici. Basta chiamarsi Messina per essere il Messina? Forse sì, o probabilmente poco importa a chi vuol vivere di passioni e non di prese di posizione. Pietro Sciotto ha risposto al richiamo del sindaco Accorinti, più istintivamente a quello del calcio che ha sempre amato e che adesso vuol far risplendere.

LA DURA REALTÀ – Il progetto più serio. Quello credibile e non fatto di cordate improvvisate o garantite da facciata e maglioncini di cachemire. Così Pietro Sciotto si è preso il calcio messinese, lo ha fatto con l’obiettivo unico di farlo tornare grande con una scalata senza fine. Le storie d’amore sono così: travolgenti e piene di parole all’inizio, più complicate quando la realtà presenta il conto. Il poco tempo e il regolamento ridicolo della Serie D rappresentano il mix letale che rallenta la costruzione della rosa da affidare a mister Antonio Venuto, un tecnico esperto e con le idee chiare sul calcio da proporre per ottenere il risultato richiesto. Il tempo scorre veloce quando ne hai poco a disposizione: obiettivi che sfuggono, accordi che saltano ma una base di over di rispetto per una Serie D che si vince sempre più col cervello che con i brutali calcioni. Il cruccio per il duo Sciotto-Venuto rimangono gli 8 under da mettere sotto contratto, tassa inesorabile per un campionato che premia la carta d’identità e non la meritocrazia. Un 1997, due ’98 e un ’99 sempre in campo, come se il campionato di Serie D fosse il palcoscenico per provinanti in cerca di ingaggio. Le cinque sostituzioni completano il quadro di un calcio praticamente amatoriale, con la Serie C che morta di invidia prova a copiare riga per riga le scelte più assurde di questo mondo. Progetti tecnici sviliti dagli obblighi, l’esaltazione del nonsenso.

IL CAMPO – Calciomercato all’anagrafe per il Messina e tutte le altre squadre di Serie D, con il peso del poco tempo per una società che vede il potere decisionale accentrato nelle mani del solo presidente Sciotto. Nota dolente la totale assenza di un organigramma che differenzi ruoli e competenze. Il solo Carabellò alla direzione generale, con Benedetto Bottari retrocesso al ruolo di segretario nonostante la sua esperienza come ds proprio nel torneo di D e che avrebbe già diviso la sua strada da quella del Messina. Scelte sicuramente dettate dall’inesperienza, scosse di assestamento di un progetto vecchio solo qualche settimana. L’incessante avvicinamento alle cose di campo rende una lenta costruzione ancora più logorante, con la netta influenza di un passato amaro ancora non dimenticato. Il tempo dei giudizi trancianti è troppo lontano, inutile bacchettare oggi una proprietà catapultata in un gioco tanto grande e in poco tempo. Mister Venuto conta le ore e aspetta il completamento della rosa. Al momento non basta l’amore di Cocuzza e l’esperienza di Pezzella e Lavrendi per conciliare un sonno notturno che vive dei fantasmi di una difesa da costruire. Portieri e centrali di spessore, un paio di esterni di gamba per esaltare un 3-5-2 che potrà farsi bastare Cocuzza e Dezai come coppia gol, anche se un vecchio lupo della categoria rimane gradito dalle parti del San Filippo. Tante trattative, troppi nomi e una assurda e immotivata delusione per il mancato accordo con calciatori comuni. I profili rimangono noti, quasi un ritornello che giorno dopo giorno rende pesantissima l’attesa per firme e ingaggi. L’ultimo lunedì senza calcio scorre via.

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