Messina: lenti, lentissimi, praticamente fermi

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Pubblicato il 19 Gennaio 2022 in Primo Piano

Un mese dopo. Dalla vittoria all’ultimo secondo contro la Paganese alla trasferta di Francavilla, in mezzo un calciomercato congelato e trattative societarie fatte di tante chiacchiere e poco altro. Il gennaio del Messina non è stato quello sperato. Il tempo c’è ancora, ma è davvero poco.

SOLO VOCI – Una impasse clamorosa quella che ha immobilizzato i giallorossi in quello che avrebbe dovuto essere il tempo della ricostruzione. Nessuna rivoluzione come previsto, perché impossibile riscrivere la storia di una squadra nata con troppi difetti. Correggerla era necessario, doveroso. Il tempo è trascorso, andato via, scappato, quasi fuggito mentre proprietà e dirigenza imparavano a convivere nuovamente. Il dubbio è diventato certezza, quello che suggeriva che il riavvicinamento tra Lo Monaco e Sciotto non mettesse la parola “fine” alle possibilità di cessione del club. L’impasse già citato, infatti, favorisce un cambiamento reale. Quello che potrebbe sembrare un paradosso è, invece, una logica conseguenza. Ascoltare manifestazioni di interesse con staff dirigenziale e tecnico nuovi di zecca non sarebbe stato credibile. Perché cambiare tutti se si vuol vendere? Perché costringere un eventuale compratore a rispettare accordi con professionisti non scelti da lui? Impossibile, allora la tregua tra le due figure più in alto del Messina fa rima col continuare ad ascoltare i possibili interessati. Da non sottovalutare, poi, la capacità dello stesso Lo Monaco di fare da ponte tra una figura terza e l’attuale proprietà. Fin qui, però, nulla di realmente concreto è arrivato. Qualche rumors e qualche nome, ma nulla da meritare una citazione al momento. Quanto questa vicenda abbia pesato sul mercato non è dato saperlo, almeno in quale percentuale precisa. Chiaro, però, che la volontà della proprietà non sia quella di reinvestire somme clamorose dopo gli esborsi estivi e viste le scadenze federali in arrivo a febbraio. Sciotto – come giusto che sia – investirà per quanto nelle sue possibilità e toccherà ad Argurio (ri)fare di necessità virtù.

MERCATO E CAMPO – Il solo Angileri non può bastare, anche perché al ragazzo andrà chiesta una buona mano e poco più. Non possono essere dei calciatori di 20/21 anni a salvare il Messina. Una rosa di cui difficilmente farà parte Celesia, con l’attenzione che è virata su Burgio (proprietà Atalanta in prestito al Piacenza), confermando che la strategia sulla difesa resta quella degli under per il minutaggio. Un reparto che perde Morelli per una miocardite cattivo regalo della positività al Covid, col terzino che dovrà attendere un tempo indefinito prima di poter riottenere l’idoneità sportiva. In partenza, invece, Sarzi Puttini che rientrerà all’Ascoli (società che ne detiene il cartellino) prima di essere girato, probabilmente, al Latina. Il calciatore piace anche a Viterbese e Picerno. L’all-in economico, allora, potrebbe essere fatto in attacco dove a disposizione di Raciti non dovrebbe esserci più – anche se si attende la comunicazione ufficiale del club – Vukusic. Il solo Adorante non può bastare, numericamente e perché una rivalità stimola sempre. Pochino, comunque, perché – come già detto per molte settimane – l’iniezioni di esperienza e qualità dovevano interessare tutti i reparti. Il mercato non è finito, anche se il campo è arrivato. Il tempo è stato sprecato, questo resta un fatto. Come resta un fatto che non ci saranno grossi investimenti (che andrebbero spesi meglio dell’estate), che rimane lecito – argomento su cui nessuno dovrebbe avere facilità nei commenti trattandosi di soldi altrui -, ma il mantenimento della categoria passerà anche da chi farà meglio in questo calciomercato. Ovvio, meglio non fa rima solo con chi spenderà di più, ma conterà anche avere l’idea giusta al momento giusto. Pane e lavoro per Argurio e Lo Monaco. In un quadro generale grigio, ecco arrivare il campo. Una sosta lunghissima per colpa del Covid, ma domenica 23 si torna a giocare. La trasferta di Francavilla rappresenta l’inizio della salita per Carillo e compagni. Saranno 9 le partite in poco più di un mese, con tre turni infrasettimanali (Palermo, Monterosi e Monopoli) a complicare maggiormente le cose. Il club comunica – senza fare i nomi – di tre calciatori positivi al Covid (più un membro dello staff tecnico), assenze che potrebbero pesare in vista di una sfida in cui non ci sarà nemmeno Damian squalificato. Cammino lastricato di difficoltà, allora, quello di Raciti e del vice Cinelli.

*foto copertina: Acr Messina – Facebook ufficiale | ph. Saya

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