Messina-Matera, non è un paese per Guardiola

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Pubblicato il 7 novembre 2016 in Primo Piano

Auteri lascia indispettito il San Filippo. Effetti del gioco all’italiana, di quel sistema difesa&contropiede che il Messina ha applicato con severa abnegazione: lo Stivale non è habitat per guardiolismi, meno che mai può esserlo la terza serie. Ottime le innovazioni tattiche, ma da Nereo Rocco in giù il calcio tricolore ha sempre visto il trionfo delle difese inespugnabili, mai degli attacchi stellari. Cristiano Lucarelli (voto 6,5) imbriglia i lucani con pochi tocchi da maestro, nessun trucco da quattro soldi all’orizzonte: la pura organizzazione di una squadra sempre corta e feroce nelle ripartenze. Con questo spirito, anche il pari può sembrare un risultato stretto.

Berardi 6,5: perfetto sulla velenosa conclusione di Armellino nella ripresa. In mezzo una paio di uscite in sicurezza nel cuore dell’area ed un’impressione costante di impenetrabilità.

Grifoni 6,5: il suo innesto ha risolto gran parte dei problemi difensivi del Messina. Ancora in ritardo di condizione, sfodera una nuova prova sontuosa tra diagonali difensive, visione di gioco ed eleganti progressioni. (dal 39′ s.t. Palumbo sv)

Rea 6,5: gli attaccanti lucani non vedono mai l’area di rigore, la sintonia con Maccarrone cresce in stile e in efficacia.

Maccarrone 7: ammonizione a parte, è autore di una prestazione da applausi. Decine di palloni sradicati con veemenza, mai un calo di concentrazione.

De Vito 6,5: vale il discorso fatto per Grifoni. Praticamente un nuovo acquisto dopo un inizio di campionato caratterizzato da inusuali (e inspiegabili) passaggi a vuoto.

azione gol forestaForesta 6,5: sporca tutte le linee di passaggio avversarie prima di ripartire con spirito da centometrista. Sua la migliore occasione in assoluto del match.

Musacci 6: un passo indietro rispetto alla lectio magistralis offerta contro il Catania. Difetta di carisma nei momenti chiave.

Akrapovic 5,5: il sacrificio per la causa lo relega ad un ruolo di semplice comprimario. Mai uno spunto degno di nota. (dal 30′ s.t. Capua sv)

Milinkovic 6: corsa e sacrificio, il franco-serbo mette definitivamente da parte l’anarchia tattica per l’esclusivo bene del collettivo.

Pozzebon 5,5: lotta e si affanna con poco profitto. Due tiri alti i suoi unici acuti nei novanta minuti.

Ferri 6,5: opera da terzino aggiunto, la lucidità nell’ultimo passaggio non può che risentire del lavoro sporco fatta prima della linea mediana. (dal 26′ s.t. Madonia 5,5: il suo ingresso non sposta gli equilibri in campo)

MATERA Alastra 6; Mattera 6,5, De Franco 6, Piccinni 6; Di Lorenzo 6, Armellino 7, Iannini 6,5, Casoli 6; Strambelli 5,5 (dal 21′ s.t. Carretta 5,5), Negro 5 (dal 21′ s.t. Louzada 5,5), Sartore 6(dal 32′ s.t. De Rose sv). All. Auteri 6.

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