Messina-Messana Riviera, Torrisi: «Prendiamoci quello che vogliamo»
Pubblicato il 29 Agosto 2026 in Sala Stampa
Alla vigilia della prima gara ufficiale – l’andata dei sedicesimi di Coppa Italia contro la Messana Riviera – Alfio Torrisi presenta il suo Messina. Un mese e due giorni di lavoro, come tiene a precisare, e la curiosità di vedere finalmente la squadra in campo: «Più che un esame, sono curioso di vedere a che punto è il nostro progetto tattico».
L’ATTEGGIAMENTO PRIMA DI TUTTO – Il tecnico catanese torna sul concetto che è il marchio del suo discorso pubblico fin dalla presentazione: la mentalità viene prima dello schema. «L’atteggiamento deve essere la base del nostro percorso. Alcune volte lo chiamo, con i ragazzi, la tattica emotiva: quella che non si trova sui libri, che non ci insegnano da nessuna parte, ma che struttura il nostro sistema di gioco. Deve essere una squadra feroce, cattiva, che dimostra di andarsi a prendere ciò che vuole anche con la forza». La crescita tecnica, avverte, sarà «graduale e costante», perché «è una squadra totalmente nuova, si è ripartiti da zero e questo va considerato». Ma la voce che non ammette sconti è un’altra: «Non accetto assolutamente intermittenza, non accetto pause mentali. Chi durante la settimana non va forte, difficilmente va in campo».
L’INSIDIA DELLA PRESUNZIONE – Torrisi non nasconde la soddisfazione per l’organico, anzi la rivendica: «Ringrazio la società che ci ha messo nelle condizioni di scegliere i migliori calciatori in assoluto, perché il Messina ha i più forti». E rende merito al direttore: «Fare mercato non è facile, soprattutto con me, perché ho fatto richieste importanti, senza alternative. Abbiamo preso tutti quelli che avevamo deciso di prendere, e non è scontato». Ma proprio da qui parte l’avvertimento più netto della conferenza, quello che il tecnico ripete con insistenza da settimane: «Se questa squadra peccasse di presunzione o sufficienza, se pensasse di vincere le partite solo perché ci chiamiamo Messina o perché io sono il giocatore X piuttosto che Y, lì diventa tutto più difficile. Dobbiamo pareggiare ogni domenica la cattiveria agonistica dell’avversario, dobbiamo essere più feroci di lui». Il mercato, precisa, è «nettamente chiuso»: rosa di 24 giocatori, «che con questa categoria c’entra poco», con la sola porta aperta a qualche under in prospettiva futura.
FAR INNAMORARE LA PIAZZA – La parte più sentita dell’intervento Torrisi la riserva al rapporto con la città, e qui il discorso si fa quasi programmatico. «La proprietà ha fatto il massimo, sulla carta, per riavvicinare la gente allo stadio. Adesso tocca a noi non chiedere aiuto alla gente, non chiamare i tifosi allo stadio: dobbiamo essere noi a creare emozioni, a far nascere nella gente il bisogno di venire a vedere questa squadra. Tra invitare la gente e farla venire per necessità c’è molta differenza». Un obiettivo che il tecnico definisce «morale, al di sopra di quello sportivo»: riportare al Messina una generazione che lo ha perso. «Ci sono tanti bambini che, per colpa del percorso degli ultimi anni, non conoscono il Messina e tifano le squadre blasonate della Serie A. È doveroso riportarli a tifare la squadra della loro città. Devono essere i bambini a chiamare i genitori per venire allo stadio».
LA COPPA E LE SCELTE – Sull’avversario, poche informazioni: «La Messana è una squadra totalmente rinnovata, non ha ancora giocato gare ufficiali. Merita rispetto, ha sempre lavorato con un’idea chiara sulla crescita dei giovani. Ma noi dobbiamo pensare a noi stessi». La Coppa, ammette con onestà, «lascia il tempo che trova, perché dobbiamo essere concentratissimi sul primo obiettivo, che è il campionato». Salvo poi aggiungere: «Alzare una coppa è sempre qualcosa di bello, e trionfare con una città orgogliosa del tuo percorso vale più del risultato sportivo». Sul reparto offensivo, dove l’abbondanza è tale da diventare un rebus, il tecnico non si sbilancia sulla formazione: «Ho sei giocatori d’attacco fuori misura per questa categoria. Devo essere bravo, con lo staff, a non sprecare questa risorsa ma a utilizzarla in tutte le partite». Su Kragl, la conferma: «Ha sempre fatto l’esterno a piede invertito, lo farà anche quest’anno».
Il debutto è per domani, primo atto di una stagione che il Messina affronta da nobile decaduta in una categoria – l’Eccellenza – che non ha mai giocato in tutta la sua storia. Torrisi lo sa, e non a caso insiste sull’unica cosa che dipende davvero dai suoi: l’atteggiamento. Le parole sono quelle giuste. Da domani cominciano a contare i fatti.