Messina-Milazzo, Feola: «È una semifinale, se non la vinci non fai la finale»
Pubblicato il 2 Maggio 2026 in Sala Stampa
Vincenzo Feola presenta l’ultima giornata di campionato. Il Messina ospita il Milazzo con l’obbligo di vincere per garantirsi i playoff. Il tecnico giallorosso affronta i temi della settimana: la pressione del risultato, gli episodi che hanno condizionato la stagione, le assenze e la richiesta ai tifosi.
LA SEMIFINALE – «Io l’ho messa in questo modo», esordisce Feola. «Ho detto ai ragazzi che dobbiamo pensare alla partita di domani come se dall’altra parte avessimo una squadra che si gioca i playoff come noi e dobbiamo vincere, punto. È una semifinale, dobbiamo vincere la semifinale per andare a fare la finale la domenica dopo. Se non vinci la semifinale non puoi fare la finale». Sul Milazzo, squadra già salva e senza obiettivi: «Un’insidia in più perché questi vengono qua e non hanno niente da chiedere, non hanno niente da perdere. Vincono o perdono, per loro non cambia niente. Vengono a fare la partita e chi gioca contro il Messina fa sempre la partita importante perché gioca contro il Messina. La dimostrazione l’abbiamo avuta sia a Lamezia che con l’Igea: nessuno ci ha regalato niente, ce la siamo conquistata la partita, il risultato. Potevamo vincere ma potevamo anche perdere».
SAVOIA E SANCATALDESE – Sul risultato di Torre Annunziata: «In questo momento lo dobbiamo andare a vedere perché il nostro risultato non basta. Se noi vinciamo e la Sancataldese vince a Torre Annunziata andiamo a fare una seconda semifinale o una prima finale. Però noi dobbiamo pensare a noi stessi. Se pensiamo a vincere noi, sicuramente tra noi e la Sancataldese, chi ha sulla carta la partita meno difficile siamo noi, perché loro vanno a Torre Annunziata che vincendo vince il campionato, mentre il Milazzo è già salvo. Nel calcio ormai direi mai, le insidie sono dietro l’angolo, perciò noi pensiamo solo a noi stessi e a battere il Milazzo».
GLI EPISODI – Sulla stagione: «Tutti gli episodi sono stati un po’ negativi. A Torre Annunziata, se sullo 0-0 il gol regolare di Kaprof non viene annullato, diventa tutta un’altra partita. Con la Nissa, se facciamo gol e pareggiamo, oppure Zerbo fa gol dopo 10 minuti, diventa tutta un’altra partita, un’altra campionata. È stata l’annata che ci ha caratterizzato con questo andamento. Oggi la settimana è stata serena, tranquilla, consapevoli che ci andiamo a giocare la salvezza. Lascia stare come succederà, playoff in casa, fuori casa, l’importante è fare i playoff e giocarsi la partita per salvarsi».
LE ASSENZE E LA ROSA – Sugli infortuni che hanno condizionato le scelte: «Quando sono le annate che girano in un certo modo… Domenica scorsa Roseti si fa male nella rifinitura, Bosia nella rifinitura, Clemente nel riscaldamento proprio a fine riscaldamento. Questo ti fa capire tante situazioni. Quando fai le formazioni devi valutare, devi calcolare tante situazioni, perché uno non è che dice fai la formazione e quella è. Devi mettere anche tutti gli imprevisti, la situazione A, la situazione B, la situazione C. Ho sempre detto a questi ragazzi: un gruppo di ragazzi straordinari che sull’impegno, la voglia e tutto non posso rimproverare niente. L’hanno dimostrato anche domenica con l’ingresso di Bombaci e di Werner, ragazzi che hanno fatto il loro dovere. Stanno bene tutti quanti, tutti disponibili». Su Trasciani squalificato: «Anche questa settimana, ecco questa è la caratteristica di un po’ tutto il periodo che non siamo mai riusciti a fare, a esprimere una stessa formazione, proprio per questo motivo. Però sicuramente chi giocherà al posto di Daniele farà la sua parte».
FISICO O MENTALE – Sul presunto calo fisico: «Non è un discorso fisico per un semplice motivo: quando noi giochiamo e creiamo e facciamo la partita tutto va bene. Poi quando iniziamo ad allungarci, la squadra si allunga perché? Perché ha quella tensione, quella pressione che deve vincere per forza, è obbligata a vincere. Inizia a fare la palla lunga per cercare di arrivare il prima possibile vicino all’area per fare gol, perché siamo condannati a vincere. Dopo la squadra si disunisce e sembra che arranchiamo, perché poi con determinate caratteristiche facciamo fatica. Invece se giochiamo di squadra, giochiamo con delle idee come abbiamo fatto per tutto il tratto della partita, non sembra che siamo stanchi. Invece poi quando ci iniziamo ad allungare diamo questa impressione. La squadra sta bene».
LA CAZZIMMA CHE MANCA – Sulla personalità: «Gli episodi vengono anche con l’atteggiamento. È la caratteristica anche dei ragazzi, dei giocatori. È ovvio che io ho una caratteristica, la mia forza è stata sempre la personalità, la cazzimma. Se non ce l’hai non è facile averla in questo momento. Non è facile, ragazzi, perché loro sono abituati in un certo modo e cambiargli questo atteggiamento non è facile in poco tempo. Però questo non toglie che la voglia e l’impegno loro ce lo mettono sempre. A volte vogliono anche strafare e cercare di fare risultato, e quello strafare, quel cercare di fare delle cose in più può creare qualche problema. Però ripeto, sono caratteristiche che tu devi avere nel tuo DNA. Se non ce l’hai non te le puoi mettere».
L’APPELLO AI TIFOSI – «Sicuramente la prima cosa dobbiamo regalare la gioia a noi stessi, che questo è il nostro lavoro, la nostra vita, perché noi viviamo di calcio. Poi dopo di conseguenza daremo una soddisfazione ai tifosi, alla società e a tutti quanti. Però in primis è una soddisfazione che noi abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno a tutti i costi della presenza della gente, perché la gente in questo momento ci dà quello stimolo, quell’entusiasmo in più. L’abbiamo dimostrato, i ragazzi l’hanno dimostrato a Ragusa con la presenza dei tifosi. I ragazzi hanno quella marcia in più perché si sentono anche un po’ più protetti e più sicuri con il pubblico a favore».
LA CHIUSURA – «Oggi il Messina si sta giocando la salvezza all’ultima giornata. Io sfido chiunque a pensare che all’inizio dell’anno tutti non avrebbero messo la firma per arrivare in questa situazione. Anche se c’è tanto da recriminare, in questo momento dobbiamo solo pensare a vincere domani».