Messina-Monopoli, rompere l’incantesimo

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Pubblicato il 29 gennaio 2016 in Tattica

Era stata la sfida di esordio dello strano campionato del Messina. Un pareggio figlio delle battute finali, con Tavares in gol nonostante fosse arrivato la stessa mattina in treno nella cittadina pugliese. Un girone dopo al San Filippo arrivano due squadre in fase calante per diversi motivi. Il Messina non è ancora riuscito a smaltire i problemi e le chiacchierare extracampo, con la colpa grave di averli trasportati sul terreno di gioco come visto contro il Benevento. Il processo di Arturo Di Napoli e le accuse a Berardi dopo Caserta e Benevento hanno minato la serenità della squadra giallorossa. Tutti zitti quindi, due settimane senza parole con la prestazione in chiaroscuro di Ischia ad intervallare. Di fronte c’è un Monopoli in piena crisi. I fasti della vittoria contro Foggia sono dimenticati. Il presente parla di una squadra senza gol da quattro partite, reduce da una bruttissima sconfitta interna contro l’Akragas. Focus tattico su alcuni movimenti della squadra di Massimiliano Tangorra.

SBILANCIAMENTO – La foto parla già chiaramente. Siamo nel primo tempo di un match in cui il Monopoli cerca di fare la partita ma lascia all’Akragas almeno quattro nitide occasione in contropiede. Qui capiamo il perché. Sono ben otto i giocatori di Tangorra nella trequarti campo avversaria, una palla persa e il rischio di subire una rete diventa altissimo. Questo è un piccolo esempio di quanto visto per larga parte del primo tempo contro la squadra di Pino Rigoli. Da questa immagine possiamo trarre un paio di considerazioni sul Monopoli, squadra che almeno in casa prova a fare la partita ma che probabilmente comincia a soffrire di una smania negativa per le settimane all’asciutto.

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MANCANZA DI IDEE – Passiamo alla zona offensiva. Siamo sul finire di tempo e il risultato non si sblocca. Nel nostro fermo immagine uno dei motivi della sterilità offensiva. In rosso abbiamo il portatore di palla pugliese con tantissimo spazio e la testa alta. In azzurro le alternative di scarico. Giocatori larghi, punte che tengono bassi i centrali. Insomma messa così sembra una squadra pronta a sferrare l’attacco giusto. Come finirà l’azione? Con un tiro dalla distanza che andrà fuori. Il motivo è semplice: vero le alternative e il tempo per pensare, ma manca il movimento. Chi porta palla decide per calciare perché i compagni soffrono di staticità. Il tiro dalla distanza è un’opzione plausibile e il destro non finisce neanche lontanissimo dalla porta di Vono. I però sono tanti perché se si portano tanti uomini nella metà campo avversaria ma senza mai renderli pericolosi significa che i meccanismi sono inceppati, per non dire assenti.

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CASA MESSINA – Fuori dai convocati Alessandro Parisi che accusa nuovi problemi fisici. Come lui rimangono fuori anche il lungo degente Cocuzza oltre a Bramati e Padulano. Ancora lontano dal rientro Luigi Palumbo che soffre ulteriori guai al ginocchio operato a dicembre. Mister Di Napoli va verso la conferma della formazione vista ad Ischia con una sola piccola modifica, fuori il deludente Leonetti e spazio a Salvemini nel tridente con Tavares e Gustavo. A centrocampo e difesa conferme in blocco. Capitolo Berardi: il portiere è convocato e sembra aver superato i problemi fisici delle scorse settimane. Addario ha ben giocato in Campania e una sua conferma pare possibile.

ME-MO

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