Messina-Nissa, Feola: «Loro costruiti per vincere, ma ce la giocheremo»

Pubblicato il 14 Marzo 2026 in Sala Stampa

Due settimane di lavoro per preparare una delle sfide più difficili: al San Filippo arriva la Nissa, una delle squadre candidate alla promozione. Vincenzo Feola presenta la partita con un messaggio chiaro: «Dobbiamo avere coraggio e spensieratezza, perché abbiamo le qualità di poter salvare questo Messina».

L’IDEA DI GIOCO – «Il risultato è figlio di tante situazioni. Per noi il risultato dobbiamo arrivarci alla vittoria tramite un’organizzazione, l’idea di gioco è tutto. Non possiamo sempre sperare che Dio ce la mandi buona. Perciò è ovvio che il risultato arriva tramite un’organizzazione, un modo di lavorare, un modo di pensare. Questa è la mia strada e sono convinto che attraverso queste idee, questo modo di pensare, arriveremo alla salvezza». Feola insiste sul concetto, queste due settimane sono servite per dare continuità al lavoro: «Noi abbiamo un’idea, un modo di fare, un modo di lavorare, una metodologia che ci deve far crescere e ci deve portare alla salvezza. Questa settimana in più è servita per poter lavorare e inculcare ai ragazzi i miei principi di gioco. È servito anche a recuperare qualche giocatore, ho più possibilità di scelta e questo è molto importante».

LA NISSA – «Noi giochiamo contro una squadra che insieme alla Reggina è costruita per vincere il campionato. È una squadra che deve vincere il campionato, sta lottando per vincere. Loro sicuramente verranno qua per giocare e per trovare il successo, la stessa cosa faremo noi, ce la giocheremo a viso aperto. Poi se loro sono più bravi lo devono dimostrare sul campo. Perché io dico ai ragazzi che bisogna avere coraggio di giocarsi tutte le partite per vincere. Poi possiamo non riuscirci, ma deve essere bravo l’avversario a non farci vincere la partita». Sul fatto che la Nissa non arriverà in modalità difensiva: «Questa è una squadra che viene qua a giocarsi la partita a viso aperto. Gioca contro il Messina che sta lottando per salvarsi. Non sta giocando in uno scontro diretto. Penso che comunque avranno rispetto perché conosco l’allenatore, sicuramente l’ha preparata in modo molto importante perché sa che noi giocheremo fino all’ultimo secondo e venderemo cara la pelle per cercare di portare a casa i tre punti».

TEDESCO E IL LUTTO – Sul centravanti, colpito da un grave lutto familiare in settimana (la morte del padre): «Non lo so ancora perché non ho parlato col ragazzo, è tornato stamattina, ha fatto la rifinitura, ne parliamo oggi pomeriggio e valuteremo insieme come meglio possiamo sfruttare la situazione. Mi dispiace per il grave lutto che ha avuto, però lui ci teneva a esserci, ieri ci ha detto che sarebbe rientrato perché ci teneva a essere presente e nelle prossime ore valuteremo insieme come impiegarlo».

LA PRESSIONE – Sulla gestione della pressione nelle ultime otto partite: «Noi dobbiamo essere sereni, tranquilli e coraggiosi di fare le cose. Non è facile perché i ragazzi erano abituati in modo diverso, perché poi anche i risultati hanno dato ragione. Però noi, ripeto, non possiamo sempre sperare nella dea bendata, noi dobbiamo seguire un percorso, un’idea e quella ci porterà alla salvezza, perché io ne sono convinto. Questi ragazzi è ovvio che oggi sentono un pochino la pressione perché il marchio Messina, in questo momento, pesa. All’inizio era tutto semplice e facile perché non avevano nulla da perdere, perché partendo da -14 nessuno avrebbe scommesso un centesimo sulla salvezza del Messina. Oggi stiamo in corsa per salvarci e il merito va a questi ragazzi, a questa squadra, che ha fatto qualcosa di importante. Però oggi dobbiamo concludere e chiudere questa annata nel modo migliore. E io dico che questa è la strada giusta».

L’APPELLO ALLA CITTÀ – «Oggi tutto il popolo messinese che ha a cuore il Messina deve stare vicino a questa squadra, a questi ragazzi, perché noi dobbiamo arrivare a un obiettivo. I tifosi, la società, gli staff, i magazzinieri, tutti. Dal primo all’ultimo. Stampa. Tutti quanti. Dobbiamo remare tutti quanti in una sola direzione. Perché se si salva il Messina ne trarremo benefici tutti quanti, dal primo all’ultimo. Se noi ognuno pensa a fare solo i suoi interessi oppure pensa a tirare l’acqua al suo mulino solo per interessi personali, non ci salveremo e sarà qualcosa di brutto per tutti quanti. Invece se tutti quanti, uniti insieme, cercheremo di dare ognuno il proprio contributo, riusciremo a salvare la squadra e il Messina. Poi alla fine tireremo le somme. Però io lo dico in questo momento, in queste otto partite, tutti quanti, città, pubblico, stampa, tifosi, tutti dobbiamo dare una mano a questi ragazzi».

RECUPERI – Su Clemente e Matese: «Ho avuto la fortuna che sia Matese che Clemente in questi quindici giorni hanno recuperato, si sono aggregati al gruppo e sono disponibili. Questa è una cosa molto importante».

SALVEZZA – Sulla corsa salvezza e sui playout: «Oggi il Messina già ha fatto qualcosa di straordinario che non è nelle due ultime posizioni per la retrocessione. Già oggi ci giochiamo i playout, significa che ci giochiamo la salvezza. Poi è ovvio che noi cerchiamo di fare di meglio. In generale non si possono fare calcoli perché può succedere di tutto in questo girone. La cosa più importante è che noi dobbiamo pensare partita per partita, obiettivo per obiettivo. Io sono convinto che per salvarci ci sarà bisogno dell’ultimo minuto dell’ultima partita».

TABELLE? NO, GRAZIE – «Non esistono, le tabelle non esistono. Nel calcio la cosa che più viene smentita sono le tabelle. Io da calciatore e da allenatore non le ho quasi mai fatte. Qualche volta che l’ho fatto è andata sempre al contrario. Perciò preferisco fare giorno per giorno, settimana per settimana e pensare alla partita di domani».

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