Chi ha comprato i biglietti per la sfida del Messina contro la Nissa rischia di restare fuori dallo stadio. Scherzo di cattivo gusto, direte, ma questa realtà pare possibile. La partita di domenica, infatti, è diventata il teatro di una guerra tra piattaforme di vendita gestita in maniera comunicativamente superficiale dalla proprietà.
LA CRONOLOGIA DEI FATTI – Da una parte PostoRiservato, la piattaforma che ha gestito la biglietteria del Messina per tutta la stagione e che ha aperto regolarmente la prevendita nella giornata di lunedì 9 marzo. Dall’altra il club, che mercoledì mattina ha ufficializzato Vivaticket come nuovo partner esclusivo. Nel mezzo, decine di tifosi che hanno già acquistato e pagato i biglietti sulla vecchia piattaforma e ora non sanno se potranno entrare allo stadio. PostoRiservato, come detto, ha aperto la prevendita per Messina-Nissa a inizio settimana, come aveva fatto per tutte le partite casalinghe della stagione. I tifosi hanno acquistato regolarmente i biglietti sulla piattaforma che fino a quel momento era stata uno dei canali autorizzati per la vendita. All’ufficializzazione della partnership tra Vivaticket e Messina, PostoRiservato ha replicato nella tarda serata di mercoledì con un comunicato che parla di: “consuetudine consolidata”, “assetto organizzativo garantito negli anni” e “rispetto per i tifosi”. Ma alla domanda chiave che si potrebbe sollevare – avete un contratto firmato con l’attuale proprietà Davis e Pagniello? – non c’è alcuna risposta, nemmeno tra le righe. Si limita a dire che “come avviene regolarmente da anni” ha aperto la prevendita, che “negli ultimi dieci anni i tifosi hanno sempre avuto certezza” sulle modalità di acquisto, e che la vicenda è stata “segnalata alle competenti autorità”. Nessun documento allegato. Nessun riferimento a un accordo valido. Solo un generico richiamo agli “anni” e alle “consuetudini”. Magari faranno luce più avanti. La piattaforma chiude il comunicato con un appello: “I tifosi meritano rispetto, chiarezza e certezze”. Giusto. E proprio per chiarezza abbiamo inviato una mail di risposta al loro comunicato per comprendere se i tifosi che hanno acquistato il tagliando tra lunedì e mercoledì mattina saranno rimborsati: attendiamo risposta. Che è arrivata: «La mia posizione – ci scrive Roberto Napoli – resta quella del comunicato e sono fiducioso che anche gli organi di pubblica sicurezza intimeranno di far entrare i biglietti emessi da PostoRiservato, in caso contrario, non ci siamo mai sottratti alle nostre responsabilità».
LA VERSIONE DEL MESSINA – Intanto, giovedì mattina il Messina risponde con un comunicato (un post Facebook per essere precisi) in cui annuncia che “l’unico canale ufficiale autorizzato per l’acquisto dei biglietti” è Vivaticket e che “i biglietti acquistati tramite canali non autorizzati non potranno essere riconosciati validi ai fini dell’ingresso”. La società va oltre, definendo chi opera la vendita senza autorizzazione come “furbetti che tirano fuori contratti mai sottoscritti dall’attuale società”, senza fare nomi ma il riferimento a PostoRiservato non pare per nulla velato. “Il Messina ha una nuova proprietà, una nuova governance e la piena determinazione a tutelare il proprio nome”, si legge nel comunicato. “Eventuali pretese saranno valutate e contestate nelle sedi competenti”. Una bella spruzzata di vie legali promesse anche da questa parte della diatriba. Il Messina, contattato dalla redazione, precisa che l’accordo con Vivaticket risale a qualche mese fa – reso attivo adesso per questioni logistiche – e che PostoRiservato era stata formalmente avvisata di non continuare a vendere biglietti. E allora le azioni legali paiono scontate, con la motivazione – si può presumere – di aver aperto le vendite senza autorizzazione, con il rischio concreto di creare problemi di ordine pubblico: se i biglietti vengono venduti due volte per gli stessi posti, domenica allo stadio potrebbe esserci il caos.
GESTIONE SUPERFICIALE – Indipendentemente da chi abbia ragione nel merito contrattuale, la gestione della vicenda è stata gestita in maniera comunicativamente superficiale da entrambe le parti. Se PostoRiservato non aveva più un accordo valido con la nuova proprietà, perché ha continuato a vendere biglietti come se nulla fosse? E se l’accordo con Vivaticket è vecchio di mesi, perché comunicarlo solo mercoledì? Perché non anticipare, già nel momento della comunicazione fatta a PostoRiservato, che le modalità sarebbero cambiate? Le questioni logistiche sono una realtà, ma forse serviva una puntualizzazione e velocità comunicativa diverse per non lasciare i tifosi “vittime” di una questione lontana da loro. Questo, probabilmente, l’unico scivolone del Messina nella vicenda. Il risultato è che decine di tifosi hanno speso soldi per biglietti che ora rischiano di non essere validi. Anzi, che il club ha già definito “non validi”. Mettendo tutti di fronte a un vero e proprio aut aut: o ricomprate su Vivaticket o restate fuori. Difficile smentire questa percezione. Ma siamo pronti ad ascoltare. Quindi, poco importa se qualcuno ha già pagato e se la colpa non è sua. “La nuova proprietà è qui per tutelare il club, i suoi tifosi e la sua storia”, si legge nel post del Messina. Peccato che in questa vicenda i tifosi siano stati tutelati come l’ultima delle priorità. Prima viene la battaglia legale con PostoRiservato, prima viene il cambio di piattaforma, prima viene tutto. I tifosi possono aspettare. E intanto hanno già pagato, e forse buttato i soldi. Ma questa è una consuetudine visto lo scadente servizio streaming offerto alla “modica” cifra di 10 euro, per info chiedere a tutti i tifosi che hanno intuito cosa accadeva in tante partite “viste” sulla piattaforma che ospitava l’evento.
LA SOLUZIONE? SEMPLICE, MA IMPROBABILE – La soluzione più fattibile pare quello che suggerisce come il Messina farà di tutto per tutelare chi ha acquistato i tagliandi su PostoRiservato per questa partita. I rapporti con la piattaforma per il futuro sono chiusi a sentire il club. Tanto che hanno sottolineato fortemente il passaggio definitivo a Vivaticket per le prossime gare a partire dalla Nissa. Ma non saranno tutti contenti e qualcuno si sentirà danneggiato. Forse la vicenda finirà in tribunale, con cause e controricorsi che dureranno mesi, ma francamente diventa una vicenda contrattuale tra aziende il cui esito lo dirà il tempo. Roba da legali. Resta sempre centrale che vengano tutelati tutti i tifosi in causa. Anche in un calcio – e vale per tutto il mondo – che li reputa solo dei clienti che, però – unico caso di commercio al mondo – non hanno mai ragione.
*foto copertina: ACR Messina – ph. Francesco Saya