Messina-Paganese, cancellare il ricordo e indirizzare il futuro

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Pubblicato il 22 Dicembre 2021 in Primo Piano

Nel suo romanzo del 1977 “Illusioni”, lo scrittore statunitense Richard Bach afferma che: “il peccato originale consiste nel limitare l’Essere”. Il Messina, il suo peccato originale, lo ha commesso un girone fa, a Pagani. Un 1-4 trasformato in un 4-4 capace di crepare le poche certezze e influenzare una stagione. È tempo di cancellarlo.

VINCERE E BASTA – Il pareggio contro il Catania deve diventare punto di ripartenza per questo Messina. La guida serena di Raciti pare agli sgoccioli, un ponte verso il futuro in grado, quantomeno, di trasmettere calma e mostrare una squadra all’altezza dell’impegno. Il minimo sindacale, ma un miraggio se si pensa ai disastri creati e mostrati dalla e nella gestione Capuano. Un pareggio vivace, non nella prestazione che resta al limite della sufficienza, ma nella voglia di Damian e compagni di non farsi travolgere dagli eventi e andare contro le difficoltà. Provandoci, quasi riuscendoci. Dalla partita col Catania, allora, mister Raciti si porta dietro un gruppo che pare aver ritrovato lo spirito di iniziativa e la voglia di lottare. Elementi necessari per l’impegno che arriva immediato, quello contro una Paganese su cui puntare il proprio mirino. La squadra di Grassadonia è la prima tra le “salve”, la formazione – al momento – su cui fare la corsa. Lo dice anche la qualità e il cammino dei campani, rimasti fuori dalla zona playout solo grazie all’exploit dettato dall’arrivo in panchina di Grassadonia e dai 10 punti conquistati nelle sue prime quattro partite. Un bottino che mantiene una Paganese mediocre fuori dalla zona rossa, ma percorso e prestazioni raccontano di una squadra attaccabile e capace di vivacchiare solo grazie all’abbondanza di elementi di esperienza. Nulla più. Il campionato del Messina – esperienza a parte, quella manca nel gruppo giallorosso – non dice qualcosa di molto diverso. Colpe sparse e che devono coinvolgere tutti gli attori in scena. Dal presidente Sciotto al più giovane dei ragazzi della rosa, perché nel calcio – e nella vita – si vince e perde insieme. Il campo sta condannando il Messina, il tempo lo salva ancora. Rispettarlo deve essere passaggio obbligato. Per farlo, i giallorossi, hanno un solo risultato possibile: la vittoria. Vitale, non sarebbe accettabile nessun’altra opzione sul piatto. Alla fine della partita, poi, ci sarà spazio per dimissioni, rivoluzioni e cambi in panchina, ma tutto dovrà essere fatto nel giro di pochissime ore. Il tempo dei battibecchi, delle letterine, delle dimissioni che però non dimettono è finito. Anche sulla cessione del club non è più ammesso cincischiare: subito, a fine anno oppure in un futuro che la famiglia Sciotto deciderà. Se cessione a stagione in corso deve essere, però, che arrivi prima dell’inizio del 2022. Impossibile? Si organizzino per i miracoli. Il Messina ne ha necessità. Il mercato di gennaio resta fondamentale, impossibile affrontarlo durante un cambio di proprietà.

DUBBIO IN PORTA – Fuori dai convocati Ante Vukusic, segnale di come il croato si allontani sempre più da Messina. Non sarà il solo, intanto Raciti decide di spremere il massimo dal gruppo a disposizione e chiama quanti più calciatori possibili, compresi quattro ragazzi della Primavera che conosce bene. Sempre out Morelli e Sarzi Puttini, ai quali si aggiunge lo squalificato Fazzi. In lista, invece, Gonçalves nonostante il risentimento muscolare avvertito nel riscaldamento contro il Catania. Il suo recupero sarebbe importantissimo viste le pochissime opzioni sulla corsia mancina, anche a gara in corsa. Dall’inizio, invece, i dubbi sembrano riguardare non più di due ruoli: un difensore e, soprattutto, il portiere. Partendo dalla difesa, quindi, il ballottaggio riguarda i croati Celic e Mikulic: 50-50, con il secondo che potrebbe trovare continuità nelle preferenze come visto con il Catania. Più delicata la questione portiere: Lewandowski ha sbagliato ancora, ma in generale è la poca sicurezza trasmessa a condannare il polacco. Mister Raciti – a domanda precisa – ha parlato di un calciatore da supportare, ma non ha escluso a priori l’avvicendamento. Se il dubbio non ci fosse stato lo avrebbe, probabilmente, fatto. Lecito pensare, quindi, che la decisione finale verrà presa solo alla fine. Scalpita Fusco, impegnato solo nella gara di Coppa Italia a Foggia e autore di un buona prestazione. In difesa Fantoni e Carillo dovrebbero essere titolari, come Rondinella che stringerà i denti sulla destra e Simonetti dirottato a sinistra vista l’emergenza. Si apre, così, un buco in mediana che dovrebbe essere riempito da Marginean. Ottimo il suo impatto nel derby – con tanto di rete -, giusto concedergli una maglia da titolare. In avanti, infine, Adorante e Baldé non sembrano avere alternative.

MESSINA (3-5-2) Fusco; Fantoni, Carillo, Mikulic; Rondinella, Fofana, Damian, Marginean, Simonetti; Adorante, Baldé. All. Raciti

PAGANESE (3-5-2) Baiocco; Sbampato, Schiavino, Murolo; Scanagatta, Cretella, Tissone, Firenze, Manarelli; Piovaccari, Castaldo. All. Grassadonia

*foto copertina: Acr Messina – Facebook ufficiale | ph. Francesco Saya

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