Messina-Paganese, il filo conduttore

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Pubblicato il 2 ottobre 2016 in Primo Piano

Nella settimana delle tre versioni dello “Stracuzzi pensiero” sembra davvero impossibile pensare solo, e unicamente, al campo. Due interviste ed un comunicato per dire che il Messina non si cede, si cede ma comunque solo in parte. Le tante anime della società giallorossa non troveranno mai un punto comune, in una ripartizione di quote così varia diventa complicato capire quale sia la verità che si cela dietro a tanta confusione. La verità, forse, la dirà il tempo che porterà conti reali e futuro. Il presente, invece, ci impone di spostare la nostra attenzione totalmente sul campo. Nel primo pomeriggio di domenica arriva al San Filippo la Paganese dell’ex Gianluca Grassadonia, accompagnato da un altro ex come Fabrizio Ferrigno. I campani arrivano da un’estate complicata ed un inizio stagione balbettante. Una vittoria, sul campo del drammatico Catanzaro, e quattro sconfitte. Il mercato ha portato via Carcione, Cunzi e Caccavallo a fronte degli arrivi dei quasi dimenticati Iunco, Pestrin e Reginaldo. Mister Grassadonia in Sicilia, probabilmente, cerca prima di tutto quel pizzico di fortuna mancato nella prestazione contro il Monopoli di settimana scorsa. La condizione psico-fisica non è al massimo, tanto che il tecnico campano è pronto a continuare sulla modifica tattica vista contro i pugliesi. Il suo 4-3-3 finisce in soffitta per un più elastico (e coperto) 3-5-2. Quello che è mancato fin qui, in realtà, non è tanto l’equilibrio tattico quanto condizione e attenzione. Il Messina arriva con la paura di non saper gestire il post vittoria, cosa già vista nel derby contro la Reggina quando l’euforia per le tre sberle rifilate al Siracusa furono un boomerang emozionale incontrollabile. Marra adesso può davvero scrivere il suo romanzo da allenatore dei giallorossi: trovato il modulo e gli uomini, in attesa dei rientri definitivi di Rea e Palumbo, adesso il Messina deve obbligatoriamente dare seguito in termine di risultato alla trasferta in Calabria. Per condizione generale e rosa i giallorossi non possono non essere considerati favoriti nel match, comunque consapevoli che la Paganese ha qualche buona arma a disposizione e che non verranno in Sicilia per giocare all’arma bianca. Nel pre-gara di Catanzaro il tecnico Marra aveva chiesto i punti senza pensare alla prestazione; con la Paganese è lecito pretendere qualcosa di più in termine di gioco ma è necessario proseguire con la raccolta dei punti pesanti. Banco di prova interessante anche per vedere, finalmente, il Messina nel ruolo di dover fare la partita.

CONTINUITÀ – Rispetto alla vittoria di Catanzaro mister Marra recupera gli squalificati De Vito e Musacci, torna tra i convocati anche Luigi Palumbo. Per lui come per Akrapovic solo panchina, una piccola distorsione tiene fuori il terzino sinistro che lascia così spazio a Bruno. L’ex Crotone è confermato al centro della difesa con Maccarrone, con De Vito che finalmente torna nel suo ruolo naturale di esterno mancino. A destra Mileto ha recuperato dal problema al gomito subito a Catanzaro, Ionut ancora in panchina. A centrocampo se capitan Musacci ritrova il suo ruolo in regia, potrebbe sperimentare la posizione di intermedio il giovane Ricozzi. Il centrocampista scuola Genoa non ha demeritato a Catanzaro, con le prestazioni negative di Capua e Lazar mister Marra potrebbe affidarsi ancora a lui. A completare il reparto la conferma di Foresta, lui come il trio offensivo non è in discussione. Dovranno lavorare molto nella doppia fase anche in questa circostanza i tre giocatori d’attacco, Mancini pesterà la stessa porzione di campo di Manolo Pestrin mentre sarà necessario infastidire Alcibiade, compito perfetto per Pozzebon e Milinkovic.

RICERCA – Mancanza di risultati e condizione hanno spinto mister Grassadonia a modificare l’impianto tattico: contro il Monopoli si è visto uno strano 3-5-2 con Cicerelli laterale di destra e Della Corte opposto. Il bianco e il nero dato che il primo è una punta esterna, ed il secondo un terzino puro. Modulo elastico, non ingannino i numeri: Della Corte fa la doppia fase rientrando in linea difensiva che torna a quattro, Cicerelli fa la spola solo verso l’attacco con Deli (intermedio sinistro) pronto a coprire a sinistra per un 4-4-2 classico. In avanti si apre un ballottaggio dalla differente connotazione tecnica: Caruso o Herrera? Se gioca il primo sarà Reginaldo a lavorare su Musacci e in fase di non possesso, ma libero di svariare nella fase contraria. Se in campo ci sarà invece l’ex Melfi allora sarà suo il compito di lavorare tra le linee, mentre il brasiliano fungerà da riferimento offensivo. In vantaggio Herrera, come Della Corte parte avvantaggiato su Celiento e Silvestri su Camilleri in difesa. Tanti dubbi insomma per Grassadonia, situazione simile a quella di Messina dove è stato bravo mister Marra a mettere da parte le proprie idee tattiche in favore di una veste più adatta agli uomini a disposizione. Quando Grassadonia troverà l’alchimia, e la condizione crescerà, la Paganese tornerà l’osso duro della scorsa stagione.

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