Messina, il pagellone di fine anno

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Pubblicato il 7 maggio 2018 in Primo Piano

Il più classico dei tormentoni di fine stagione. Il pagellone mette fine alla discussione tecnica, è il momento del bilancio di responsabilità, meriti e colpe. La prima annata del nuovo Messina (voto 6) finisce con un sesto posto, classifica amara secondo gli obiettivi estivi ma concreta e realistica dopo l’inizio zoppicante. Girone I più complicato del previsto: Paceco e Isola Capo Rizzuto a parte, la rimonta del Messina è stata rallentata da avversari duri a morire. Zona playoff con medie altissime, tanto che per la promozione è tutto rinviato allo spareggio tra Vibonese (voto 8) e Troina (voto 9). Nota di merito per Ercolanese e Igea Virtus (voto 8 per entrambe), meno bene la Nocerina (voto 7). In basso la vera impresa è firmata dal Roccella di Mimmo Giampà (voto 7), il rush finale premia i calabresi che mettono la distanza necessaria sul terz’ultimo posto ed evitano i playout. Tornando in casa Messina: stagione da dividere in due, nella prima parte piccole scosse di assestamento utili per trovare la retta via. L’arrivo di Giacomo Modica è il punto di svolta: cura decisiva per la crescita di tanti giovani, il suo stile di gioco ha regalato pagine di divertimento calcistico. Squadra piena zeppa di giovani all’esordio, parametro importante nella valutazione finale. Tanti promossi, un paio di eccellenze (soprattutto visto il punto di partenza) e qualche bocciato.

DIRIGENZA

Pietro Sciotto 6,5: il padre del rilancio calcistico messinese. Impossibile non imbattersi in qualche passo falso, la prima parte di stagione è influenzata da quadri dirigenziali poco operativi. La scelta di Modica e Lamazza è quella decisiva, la sufficienza è ampiamente superata in attesa di conoscere le strategie sul futuro.

Giovanni Carabellò 0: direttore generale all’insaputa di tutti. Diventa ciarliero solo dopo l’addio, inutile esercizio di scrittura. Il suo ritorno nel mondo del calcio ne svela tutti i limiti legati allo scorrere del tempo.

Fabrizio Ferrigno 7: firma o non firma. Alla fine il suo rapporto con Sciotto non nasce mai, rimane il merito di aver chiuso gli ingaggi di Rosafio, Ragosta e Bruno.

Francesco Lamazza 7,5: un direttore sportivo non è solo l’uomo del mercato. C’è una gestione emotiva del gruppo da non sottovalutare, una quotidianità da vivere a fianco di calciatori e staff tecnico. Lavoro eccellente quello del ds lombardo, capace di sfoltire un gruppo pachidermico, l’arrivo di David Yeboah è la ciliegina sulla torta della sua avventura.

Antonio Venuto 4: credo pochissimo nel gruppo, getta la croce sul pacchetto under che si rivelerà, invece, un’arma vincente. I risultati condannano il suo operato.

Giacomo Modica 8: voto da condividere con l’intero staff tecnico. La rivoluzione è mentale. La crescita dei giovani è clamorosa, recupero fondamentale quello di calciatori come Lia, Cozzolino e Bossa. Plasma Mascari nel ruolo di centravanti, regala il salto di qualità a calciatori come Rosafio e Ragosta. Squadra sempre brillante, con idee di calcio ben costruite e voglia di offrire spettacolo. Il suo lavoro è influenzato dall’arrivo in corsa e da un mese di febbraio ridicolo dal punto di vista delle scelte federali.

PORTIERI

Federico Gagliardini 3: uno dei “colpi” firmati Carabellò. L’ex Siracusa è un buco nell’acqua, prestazioni al limite del decoroso.

Federico Meo 9: simbolo della rivoluzione targata Modica. Classe 2000 dalle ottime prospettive, immenso il lavoro del tecnico dei portieri Manganaro. Gioca con personalità e coraggio, diventa decisivo in tante gare accendendo l’interesse delle categorie maggiori.

Armando Prisco 6: portiere dagli ottimi fondamentali, non commette mai errori ma viene frenato da un infortunio troppo lungo che lo retrocede nelle gerarchie. Si macchia di un gesto imbarazzante in casa dell’Igea Virtus, che serva da lezione.

Fabio Rinaldi 6,5: parte male, soffre un po’ di disabitudine con il campo. Cresce silenziosamente, si fa trovare pronto e decisivo nel finale di stagione.

DIFENSORI

Francesco Barbera 6: giovane di ottime prospettive, voto di incoraggiamento.

Francesco Bruno 7,5: leader assoluto. Uomo decisivo nella vita di spogliatoio, si carica sulle spalle le responsabilità che un esperto deve accettare. In campo sposa le idee del tecnico, abbandona la corsia esterna per trasformarsi in un coraggioso centrale di difesa.

Carmelo Bucca 6: altro giovane che dovrà crescere, qualche apparizione senza infamia e senza lode ma chiude la stagione con una rete. Buon auspicio.

Riccardo Cassaro 6: la gestione Venuto non lo aiuta, con Modica cresce lentamente fino a diventare un prezioso jolly difensivo.

Francesco Colombini 3: malissimo sin dall’esordio di Portici. Mai decisivo, prestazioni lontanissime dalla decenza. Contratto oneroso, il suo addio è una liberazione.

Yvan Inzoudine 6: fermato da una maxi squalifica per la rissa di Gela. Mostra buone qualità offensive, qualche limite difensivo.

Damiano Lia 7,5: un tornado. Modica lo investe del ruolo di terzino di spinta. Sulla corsia destra diventa un’arma di distruzione di massa, brilla per cattiveria agonistica e continuità. Calciatore di categoria superiore.

Marco Manetta 6,5: ideale per il calcio di Modica. Gioca sempre al limite, l’irruenza lo aiuta nell’affrontare coraggiosamente lo stile rischioso della difesa alta.

Santino Misale 5,5: arriva in corsa, prova a dare una mano ma viene rallentato da una condizione fisica lontana dal resto della squadra.

Vincenzo Polito 5: non convince praticamente mai, mostra anche un nervosismo inaccettabile per un ragazzo all’esordio nel mondo del calcio.

Stefano Tricamo sv: qualche spezzone senza pretese.

CENTROCAMPISTI

Giovanni Balsamà 6: calciatore interessante. Buone doti fisiche e di personalità, con il lavoro può crescere moltissimo.

Domenico Bettini sv: troppo poco per essere giudicato. Qualche sprazzo di pura tecnica che aveva fatto ben sperare.

Fabio Bossa 6,5: malissimo per buona parte di stagione. L’infortunio di Migliorini gli regala la sedia da regista, in quel momento tutto cambia. La crescita fisica si sposa con una tecnica innata, uno dei fiori sbocciati grazie a Giacomo Modica.

Gennaro Cozzolino 6,5: prima parte di stagione deludente. Con Venuto o Modica non trova mai modo di incidere. La sua stagione svolta quando Modica lo sposta a centrocampo, da mezzala si trasforma e cresce in personalità e intensità.

Pierluigi Iudicelli 6: qualche spunto di buona tecnica, come per gli altri giovani vale il discorso dell’incoraggiamento.

Giovanni Lavrendi 7: la lavatrice. Recupera e ripulisce palloni, corre come nessuno e diventa imprescindibile per Modica. Si vede meno in zona rete rispetto al resto della sua carriera.

Stefano Maiorano 6,5: il suo addio toglie molto dal punto di vista della personalità ed esperienza. In campo lavora in maniera oscura, regala equilibrio sulla corsia destra dove Lia e Rosafio sono armi prettamente offensive.

Andrea Migliorini 7: tiene i codici del gioco di Modica. Personalità e visione di gioco, regista ed equilibratore tattico grazie ad un’ottima lettura della fase di non possesso. La sua assenza per infortunio si fa sentire.

Bruno Pezzella 5: una delle delusioni stagionali. Con Venuto non brilla mai, la gestione Modica ne evidenzia i limiti in fase di costruzione.

ATTACCANTI

Biagio Carini 6: un lungo infortunio ne frena la crescita. La speranza è quello di un futuro con maggiore continuità.

Salvatore Cocuzza 5,5: insufficiente la stagione del capitano. Dal punto di vista tecnico è rallentato da troppi acciacchi, il campo lo relega a riserva nelle gerarchie del tecnico.

Ange Dezai 5,5: qualche rete che fan sperare, difetta troppo in personalità e non incide nella crescita della squadra.

Agostino Mascari 9: doppia cifra raggiunta nella sua stagione d’esordio. Parte alla grande con la rete nella sconfitta di Portici, la gestione Venuto non lo aiuta nella crescita. Modica lo trasforma in centravanti, ne esalta le caratteristiche facendo sbocciare un attaccante completo dalle prospettive rosee.

Arcangelo Ragosta 8: parte lento per colpa di una condizione fisica tutta da costruire. Pian piano diventa calciatore imprescindibile, fondamentale nello sviluppo della manovra offensiva con una capacità innata di rifinire per i compagni.

Marco Rosafio 8: esplosione incredibile per l’ex Juve Stabia. L’arrivo di Modica coincide con la sua crescita devastante, calciatore dalla forza prepotente per un campionato di Serie D. Dovrà imparare da questa stagione, tra i professionisti il suo impatto non era mai stato così importante. È l’uomo copertina della stagione.

Marco Stranges 6: qualche sprazzo di pura tecnica, ci vorrà molto lavoro per sfondare nel calcio che conta.

David Yeboah 7: doloroso addio a campionato in corsa. Impatto clamoroso il suo: 7 reti per mostrare una grande attitudine al calcio di Modica.

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