Messina, pensieri e parole

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Pubblicato il 23 marzo 2018 in Primo Piano

Una sosta da far invidia a quella estiva. Tre settimane lontano dai campi per un Messina che ha visto spegnersi, pian piano, il sogno playoff. L’Ercolanese vola veloce, la vittoria sul campo del Troina ha sancito l’impossibilità di raggiungere la squadra campana per il gruppo giallorosso. Troppo continua la formazione di mister Squillante, una stagione fatta di alta classifica senza mai un vero e proprio cedimento. Per il Messina inizia il campionato della dignità personale, quello che deve imporre al gruppo di non mollare per mancanza di obiettivi. Fuor di retorica c’è comunque un nome come quello del Messina da portare avanti, in più sono queste le prestazioni che decideranno del loro futuro. Mister Modica avrà certamente mal digerito il lungo stop, la consolazione di recuperare qualche acciaccato non può cancellare il fastidio per l’assenza di calcio vero e la cancellazione dei ritmi quotidiani. La spina va riaccesa, arriva una sfida dal sapore particolare: al D’Alcontres si gioca un derby con interessi di classifica forti. Il campionato dell’Igea Virtus è stato clamoroso, in continuità con quello della scorsa stagione per chiarire che il lavoro di staff tecnico e società è stato di tutto rilievo. Non una partita come le altre, forse la maniera migliore per tornare in campo dopo un tempo infinito.

DIETRO LE QUINTE – Gli obiettivi del campionato si sono spenti, quasi una condizione fisiologica vista la partenza lentissima e la continua necessità di rincorrere. Il quinto posto come risultato minimo, non tanto per partecipare o vincere i playoff ma come base per una richiesta di ripescaggio anelata da larga parte della piazza. In realtà la posizione finale dei giallorossi modificherà pochissimo le chance di tornare dalla porta di servizio tra i Pro, verità che tutti conoscono ma che si è tenuta nel silenzio per non intaccare l’attenzione che il campo richiedeva. Il modo migliore per comprendere l’importanza di Modica e la forza di alcuni singoli, oggi che tutto sembra diventato impossibile è arrivato il momento delle carte burocratiche. Il presidente Sciotto gioca adesso la sua partita, degli errori commessi o dei risultati non raggiunti non importerà praticamente a nessuno se la corsa al ripescaggio non verrà influenzata da mancanze. Il campo va sgombrato immediatamente: niente è automatico nel calcio, presentare la domanda non significa essere ripescati il giorno dopo e neanche che una possibile bocciatura sia figlia di carenze. Parametri precisi da rispettare, anche se quello più importante e che interessa alla Lega di Serie C rimane quello del fondo perduto di 300 mila euro. Nessuna paura di mettere le istituzioni calcistiche di fronte alla realtà da parte nostra, è sempre la questione economica a fare la differenza. Risultati sul campo e tabelle varie vanno in secondo piano di fronte al vile denaro, sarà quindi la solidità finanziaria a farla da padrona. Se il Messina non avrà difficoltà ad aprire i cordoni della borsa per il fondo perduto, e successivamente dimostrerà concretezza, allora la scalata della graduatoria sarà automatica. Triste ma reale, la gestione Gravina è interessata ai conti nonostante sotto la sua egemonia i fallimenti, nei mesi estivi, siano all’ordine del giorno. Quest’anno ci si è voluti superare con squadre che hanno mollato, o quasi, a campionato in corso: Vicenza, Modena, Arezzo, Akragas per non fare nomi. Arriva il momento dei conti per la proprietà giallorossa: il presidente Sciotto dovrà capire quale strada sia la meno accidentata. Un investimento importante per puntare al ripescaggio o pianificare una complicata vittoria della prossima Serie D? Difficile, superficialmente si potrebbe pensare che passare dalla burocrazia sia la via più semplice. Va sempre ricordato, però, come l’esborso economico riguardi sempre società semi-professionistiche che non possono permettersi passi falsi, o dettati dall’umore, se non vogliono durare il tempo di un breve sogno notturno.

EDUCAZIONE – Le due anime del Messina vivono momenti complicati. Da una parte mister Modica deve accendere la spia delle motivazioni ad un gruppo fermato dal regolamento più incredibile di sempre, dall’altra la proprietà deve pianificare con attenzione le scelte future. Parentesi che riguarda anche i rapporti tra società e staff tecnico: le volontà non contano nulla senza gli accordi scritti. Se le strade saranno battute assieme lo diranno i contratti e non le parole. Come sempre nel calcio la vedovanza non porta risultati, un addio di Modica, Lamazza e tutto lo staff non dovrà essere preso come la fine della vita sportiva. Prestazioni e metodi non saranno sicuramente passati inosservati, non si sorprenda nessuno se dovessero arrivare offerte anche da categorie superiori. Diplomazie all’opera e in caso di addio la cosa importante sarà fare le giuste scelte, la differenza non la fa mai chi parte ma chi arriva in sostituzione. A proposito di partenze, il Messina si stringe attorno a David Yeboah costretto a rientrare in Ghana per gravi motivi personali. Ore complicate per il centravanti giallorosso, tanto che l’unico commento utile e possibile rimane quello di augurare il meglio a lui e la sua famiglia. L’educazione vuole e obbliga a questo, lasciando schifose speculazioni da social network nel cestino dell’immondizia morale.

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