Messina-Portici, una perdita di tempo

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Pubblicato il 19 novembre 2018 in Primo Piano

Questo Messina non è una squadra. Mister Oberdan Biagioni (voto 5) non riesce a dare continuità a un gruppo che non mostra la sua anima. La sconfitta col Portici è probabilmente un risultato eccessivo ma che punisce una formazione che non fa nulla per impedire al destino pallonaro di punirla. Il tecnico romano potrebbe non essere mai contestato nelle scelte: la rosa a disposizione non lascia rimpianti tra quelli che rimangono in panca, forse però è arrivato il tempo di fare scelte drastiche e nette. Ancora una volta tradiscono gli over: Porcaro è un calciatore irriconoscibile rispetto all’ottimo difensore visto a Rende, forse il velo di tristezza più chiaro in questo scorcio di stagione. Su di lui, come su altri, erano riposte le speranza più grosse: non sono gli errori a deludere, ma quella sensazione di insicurezza che si palese in ogni azione. Porcaro è solo un esempio, potremmo fare altri nomi e tirare fuori la stessa domanda: perché? I calciatori sono uomini e come tali vanno analizzati, probabilmente questo gruppo non ha trovato il giusto stato emotivo per calarsi nella parte, l’extra campo è fondamentale per rendere sul terreno di gioco e se la testa non è serena o sgombra è impossibile regalare prestazioni all’altezza. Il calcio, però, è anche spietato e non potrà stare troppo ad analizzare le situazioni personali: il destino è segnato, la rivoluzione sarà necessaria per il bene del Messina e degli stessi calciatori. Contro il Portici i giallorossi sono noiosi, brutti e sfilacciati: mister Biagioni parlerà di una gara episodica, analisi volutamente superficiale perché la voglia di tirare tutto fuori non c’è ancora. Il Portici gioca la tipica partita da squadra di categoria, Chianese la prepara su strappi e contropiede: la rete non è casuale, per tutta la sfida il cambio di gioco a cercare l’uomo dopo l’ultimo difensore viene tentata. Sorrentino la butta dentro, esattamente in azione fotocopia rispetto al primo tempo quando Boussaada si era fatto fermare dal palo esterno. Nulla di improvvisato quindi, come non lo è la voglia del Messina di sfruttare l’out mancino: Petrilli si accende spesso, trovando in Russo una buona soluzione. A mancare è la realizzazione, Gambino sbaglia ancora palesando limiti da bomber evidenti. Sulle sue caratteristiche si è scritto tanto, il Messina oggi ha però bisogno di gol e pure sulla sua posizione si dovrà riflettere. Meno nomi e più sostanza: questa la direzione che dovrà prendere il mercato giallorosso, non conteranno nulla le idee di questo o quell’allenatore senza il giusto materiale umano a disposizione. Sciotto dovrà spendere ancora, una condanna per un presidente che crede sempre di fare la mossa più furba rispetto agli avversari e che, invece, si troverà di fronte a spese pazze e superiori a quelle necessarie per dare continuità alla stagione scorsa. Non una questione tecnico-tattica ma solo economica, come piace al numero uno giallorosso.

Ragone 6,5: dopo il vantaggio di Sorrentino deve tirare fuori un paio di interventi preziosi per tenere in partita i suoi.

Lundqvist 5: gioca una buona gara a livello tecnico e tattico, grave però il black-out in occasione della rete di Sorrentino.

Porcaro 5: non riesce a mettere in campo la sua esperienza, sembra sempre troppo impaurito quando il pallone passa dai suoi piedi.

Ibojo 5,5: buona visione di gioco e personalità in fase di possesso, ancora macchinoso quando deve puramente difendere. (dal 35′ s.t. Dascoli sv)

Russo 5,5: si sgancia con buona regolarità trovando anche qualche bel cross, balla troppo in difesa e per l’ennesima volta diventa protagonista di sceneggiate inutili.

Traditi 4: calcia in maniera goffa e inammissibile un pallone comodo in fallo laterale, l’azione successiva porta al vantaggio ospite. Cartolina della sua esperienza in riva allo Stretto.

Bossa 5: prova a scuotere i suoi, troppo spesso sbaglia nel voler fare tutto da solo finendo per sprecare troppi palloni. (dal 35′ s.t. Cimino sv)

Biondi 5: la solita corsa, stavolta però troppo a vuoto. Esce scappando nel tunnel, forse una polemica eccessiva. (dal 20′ s.t. Carini 5: un fantasma fino a quando non tira fuori un bel destro che però muore sul palo, inconsistente)

Rabbeni 5: vivace ma inconcludente. Nel tridente non è mai un fattore, non è una punta esterna.

Gambino 5: sbaglia due gol clamorosi, poi Sall lo sommerge fisicamente.

Petrilli 5,5: il migliore dei suoi fino al calcio di rigore che spara senza logica. Dopo l’errore dal dischetto crolla mentalmente.

PORTICI Marone 6; Boussaada 5,5 (dal 1′ s.t. Cardinale 5,5), Cretella 6, Sall 6,5, Salimbè 5 (dal 1′ s.t. Massa 5,5); Nappo 6, Marzano 6,5; Onda 6, Sorrentino 7 (dal 22′ s.t. Carrafiello 5,5), Atteo 5,5 (dal 22′ s.t. Vaccaro 5,5); D’Angelo 5,5 (dal 43′ s.t. Felleca sv). All. Chianese 6,5

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