Messina-Portici, professione di fede

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Pubblicato il 17 novembre 2018 in Primo Piano

Più o meno dodici mesi fa la Curva Sud si rivolgeva direttamente all’Altissimo perché li aiutasse a sopportare una Vibonese ingorda contro la banda, ancora stonata, di Giacomo Modica. Un anno dopo per il Messina serve ancora un atto di fede, la stessa che trascina da sempre i tifosi giallorossi, nonostante i risultati e nonostante davvero tutto. La sconfitta contro il Città di Messina sembra aver incrinato, in maniera definitiva, il rapporto di fiducia con dirigenza, allenatore e soprattutto squadra. I calciatori rimangono al centro del dibattito: per quanto possa essere lunghissimo l’elenco degli errori di Sciotto, Manfredi e tecnici vari, quello che è stato prodotto sul campo è di un livello troppo basso rispetto al potenziale, alla carriera e anche alla decenza che giocatori con svariate presenze tra i professionisti dovrebbero avere. Per settimane ci si è confrontati sulle questioni tattiche: crocifisso Infantino sul 3-4-3 e compreso Biagioni nella sua voglia di 4-3-3, una volta scelto l’abito si è cercato di analizzare l’aspetto mentale ma anche stavolta l’altalena di prestazioni ha confuso, senza dare mai una minima certezza. Dopo una decina di giornate, però, è probabilmente arrivato il momento di mettere un punto alle analisi sottili, è arrivato il tempo della falce: questa squadra non è all’altezza di sopportare gli obiettivi fissati. Il 27 novembre riapre il mercato, dieci giorni ancora e poi vedremo partire via dallo Stretto i protagonisti di uno scempio tecnico difficile da pronosticare, almeno in queste dimensioni.

DIGNITÀ – Che avversario sia il Portici è praticamente inutile commentarlo, non per mancare di rispetto a una società che merita tutto il rispetto, ma perché a questo Messina non deve minimamente importare l’avversario. In campo dovrà scendere la dignità mista allo spirito di rivalsa: i calciatori li conosciamo, purtroppo, bene. Sarebbero anche capaci di piazzare una mano dietro l’orecchio al primo gol segnato o alla prima vittoria, come a chiedere di sentirle ancora quelle critiche tanto aspre. Il calcio è uno sport fatto di istinti, un mondo che perdonerebbe (ma non stavolta) anche qualche sceneggiata di troppo in cambio di una vittoria, un ottimo commiato per un gruppo che non meriterebbe comunque ulteriori chance. Tre punti da regalare al Messina che verrà, perché questo ha già chiuso la sua avventura, costretto solo dal regolamento a scendere in campo contro Portici e Palmese. Con il Castrovillari solo la velocità nei tesseramenti potrà dare ai giallorossi un nuovo volto, sennò saranno tre le bonus track che questo gruppo scordato sarà costretto a suonare.

UNO VALE L’ALTRO – Le scelte di Oberdan Biagioni diventano, oggi, poco interessanti. Le prestazioni fornite fin qui fanno capire come tra questo o quel calciatore non ci siano molte differenze. Perfezionato l’ingaggio del terzino svedese Lundqvist, il classe 2000 potrebbe anche trovare una maglia in difesa dove non potrà certo far peggio dei compagni di reparto. In porta Ragone è una scelta obbligata, davanti a lui Porcaro e Russo si scoppieranno per lasciare posto a Ibojo, il suo biglietto da visita contro il CdM ha già strappato grasse risate. In mezzo al campo sarà assente lo squalificato Genevier: in regia torna Bossa, con lui ci sarà Biondi mentre potrebbe trovare ancora spazio, incredibilmente, Traditi. Il suo impiego è probabilmente un obbligo, le alternative latitano e Cocimano sembra più credibile come attaccante esterno che come interno in mediana. Reparto avanzato ancora senza Arcidiacono ma con un Gambino più calato nella parte, Rabbeni scalpita mentre Petrilli potrebbe perdere il ballottaggio proprio con Cocimano se l’ex Acireale non strapperà la maglia a centrocampo. Il Portici? Avversario di categoria, di quelli che non si fanno scalfire dallo stato d’animo dell’altro ma che, anzi, sanno come approfittarne. Il Messina, questo Messina, ha visto scadere il suo tempo, regali a se stesso un fine vita fatto di dignità professionale.

MESSINA (4-3-3) Ragone; Lundqvist, Porcaro, Ibojo, Russo; Biondi, Bossa, Traditi; Cocimano, Gambino, Rabbeni. All. Biagioni

PORTICI (4-2-3-1) Marone; Boussada, Sall, Cretella, Salimbè; Marzano, Nappo; Felleca, Sorrentino, Onda; D’Angelo. All. Chianese

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