Messina, Principato: “Ecco come è andata a Lecce”

Pubblicato il 5 maggio 2016 in Primavera

L’intervista a Salvatore Principato, tecnico della Berretti giallorossa, è l’occasione per tornare su alcuni episodi chiave che hanno caratterizzato la gara del Messina a Lecce, giocata sabato trenta aprile. Una gara, quella di congedo al campionato, per la quale avevamo parlato di momenti di “tensione” in merito alla sostituzione del centrocampista Fiumara e all’espulsione dell’allenatore della Berretti. “Ciò che mi preme maggiormente è l’aspetto etico della mia figura in panchina. Se alleno nel settore giovanile devo essere un educatore, non posso essere un folle per alcun motivo”, esordisce il tecnico.

EMERGENZA ORGANICO – Alle presunte critiche di alcuni calciatori circa le sostituzioni in corso d’opera risponde così Principato: “Mi suona davvero strano che qualcuno fra i ragazzi abbia criticato le mie scelte. Con nove assenze era difficile schierare una formazione diversa da quella di Lecce. In panchina avevo quattro Allievi e con i ragazzi avevamo concordato prima della gara alcune indicazioni, ovvero che La Ferrara e Raiti avrebbero disputato un tempo a testa e che altri calciatori, che durante  il campionato hanno trovato poco spazio, in quell’occasione sarebbero partiti titolari, fra cui Pepe che poi si è sfortunatamente fatto male”.

CASO FIUMARA – Sul malcontento esternato dal centrocampista dopo la sostituzione avvenuta a nove minuti dal triplice fischio il tecnico precisa: “Il ragazzo è in odore di prima squadra, è molto probabile che possa trovare spazio in questo finale di campionato, dunque per evitare sanzioni disciplinari nei suoi confronti e tutelarlo, dato che aveva protestato con il direttore di gara ritenendo che ci avesse danneggiato e per far sì che anche Nistor potesse trovare spazio, ho deciso di sostituirlo. Al momento dell’uscita Mirko non era arrabbiato con me, semplicemente avrebbe voluto restare in campo per non darla vinta agli avversari ed era evidentemente contrariato dalla direzione arbitrale. Tengo a precisare che né lui né io siamo stati contattati da nessun giornalista per eventuali dichiarazioni, al contrario di quanto scritto”.

ESPULSIONE PRINCIPATO – “La mia espulsione – spiega infine il mister – nasce da una protesta del nostro preparatore dei portieri Giordano ma il direttore di gara, nonostante il mio collaboratore abbia confessato di essere stato lui a protestare, ha insistito per buttare fuori me. Dunque, pur accettando la decisione senza protestare, mi sono arrabbiato e da lì, come gesto di stizza, ho gettato una bottiglietta d’acqua”.

 

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