Messina, rigettata l’istanza cautelare presentata dalla Reggina: si gioca regolarmente

Pubblicato il 2 Maggio 2026 in Primo Piano

Il Tribunale Federale Nazionale ha rigettato l’istanza cautelare presentata dalla Reggina che chiedeva la sospensione immediata del campionato di Serie D. Si giocherà regolarmente l’ultima giornata di domani e, successivamente, playoff e playout. L’udienza di merito è fissata per il 12 maggio.

COSA È SUCCESSO OGGI – Il presidente del Tribunale Federale Nazionale, Carlo Sica, ha dichiarato inammissibile l’istanza cautelare presentata dalla Reggina lo scorso 30 aprile. Il club amaranto chiedeva la sospensione del campionato per «accertare le violazioni di nullità dell’iscrizione del Messina e dei tesseramenti depositati» con annessa nullità dell’attività sportiva di tutta la stagione. Tradotto: la Reggina chiedeva che il campionato si fermasse in attesa di una sentenza che, nelle loro richieste, avrebbe dovuto portare all’esclusione del Messina o alla perdita a tavolino di tutte le partite disputate. Il Tribunale ha detto no. Non ha detto no nel merito – quello si vedrà il 12 maggio – ma ha detto no alla richiesta di fermare tutto adesso. La differenza è fondamentale.

PERCHÉ È STATA RIGETTATA – Il rigetto si basa su «plurimi e gravi vizi di inammissibilità». Non è una sentenza di merito, non è un’assoluzione, non è una condanna. È una questione procedurale. Il Tribunale ha rilevato che:

Mancata impugnazione degli atti originari
La Reggina avrebbe dovuto contestare i tesseramenti e l’iscrizione del Messina presso il Dipartimento Interregionale della LND, non saltare quel passaggio e andare direttamente al Tribunale.

Mancato coinvolgimento dei soggetti controinteressati
Non è stata coinvolta la FIGC, che è parte essenziale del procedimento visto che ha trasferito il titolo sportivo e i tesseramenti alla nuova società.

Assenza dal contraddittorio di Savoia e Nissa
Le due squadre attualmente prima e seconda in classifica non sono state coinvolte, ma sarebbero direttamente interessate da un eventuale ribaltamento della graduatoria.

Il trasferimento del titolo sportivo
Il Tribunale evidenzia che il trasferimento del titolo sportivo e dei tesseramenti operato dalla FIGC alla nuova società ACR Messina 1900 SSD arl «costituisce implicito riconoscimento della validità dell’intera attività sportiva svolta nel corso della stagione».

Quest’ultimo punto è il più rilevante. La FIGC ha certificato la continuità sportiva, ha trasferito titolo e tesseramenti, ha permesso al Messina di proseguire il campionato. Per il Tribunale, questo passaggio ha un peso.

COSA SIGNIFICA – Significa che domani si gioca. Significa che i playoff e i playout si disputeranno regolarmente. Significa che la classifica attuale resta valida. Significa solo che non si può fermare tutto adesso, a campionato in corso, con una procedura che il Tribunale ha ritenuto viziata. Il 12 maggio ci sarà l’udienza di merito. Lì si discuterà nel dettaglio la questione dei tesseramenti, della legittimità degli atti firmati da Stefano Alaimo (presidente deferito all’inizio del campionato), della validità dei contratti. Lì si capirà se le contestazioni di Reggina, Sancataldese e Acireale hanno fondamento. Lì si deciderà se ci sono conseguenze sportive. Anche se, occorre ribadirlo, la perentorietà del parere sul trasferimento del titolo sportivo sembra suggerire che un ribaltone sia quantomeno difficile se non addirittura improbabile.

COSA VIENE CONTESTATO – La tesi delle tre società è chiara: alcuni tesseramenti del Messina sarebbero viziati all’origine perché firmati da un soggetto (Alaimo) che non aveva titolo per farlo. Se un atto nasce male, resta male. E se i tesseramenti sono nulli, le partite disputate con quei calciatori andrebbero perse a tavolino – affermano i ricorrenti. È una tesi tecnica. Ma è una tesi che va dimostrata. E soprattutto va dimostrato che quegli atti non sono stati sanati dal successivo trasferimento del titolo sportivo operato dalla FIGC.

TRA IL RIGETTO E IL MERITO – C’è una differenza fondamentale tra rigettare un’istanza cautelare e decidere nel merito. L’istanza cautelare è una misura d’urgenza: si chiede al giudice di intervenire subito, prima di discutere il caso, perché altrimenti il danno sarebbe irreparabile. Il Tribunale ha detto: no, non ci sono i presupposti per fermare tutto adesso. Questo vuol dire che non si può decidere così, senza contraddittorio completo, senza coinvolgere tutti i soggetti interessati, senza passare per i gradi di giudizio previsti. Il 12 maggio si discuterà nel merito. E lì si capirà se le contestazioni reggono o meno. Nel frattempo, il Messina gioca.

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